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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Boooo 'Inter pareggia, ma il Milan perde. Il Como vola in zona Champions, il Napoli non molla e la Juve espugna Udine.




L'Inter pareggia, ma il Milan perde. Il Como vola in zona Champions, il Napoli non molla e la Juve espugna Udine.

Analisi e riflessioni sulla 29ª giornata: verdetti pesanti tra sogni europei e un'infuocata lotta per non retrocedere

diMancio

La ventinovesima giornata di Serie A va in archivio lasciandoci in dote una classifica rivoluzionata e storie di sport che profumano di impresa. 

Se in vetta l'Inter continua la sua marcia solitaria verso il titolo, è alle sue spalle che il campionato sta regalando i colpi di scena più inaspettati, con il Como di Cesc Fàbregas che ora siede ufficialmente al tavolo delle grandi.

​La favola Como e la risposta delle grandi

​La vittoria in rimonta contro la Roma non è solo un successo di prestigio, ma un manifesto di ambizione. 
I lariani, trascinati dai gol di Anastatios Douvikas (salito a quota 10 in classifica marcatori), hanno dimostrato una maturità tattica impressionante, approfittando anche del nervosismo giallorosso per prendersi il quarto posto solitario.
Non resta a guardare il Napoli di Antonio Conte, capace di ribaltare il Lecce con il cuore e con i gol di Rasmus Højlund e Matteo Politano
Una prova di forza che tiene gli azzurri incollati al Milan che invece perde con la Lazio e ribadisce la solidità di un gruppo che non si arrende mai alle difficoltà iniziali. 

Sorride anche la Juventus di Luciano Spalletti: pur senza un centravanti di ruolo, la qualità di Boga e il talento cristallino di Kenan Yildiz sono bastati per espugnare Udine in un match gestito con grande intelligenza tattica.

​Ritmi altissimi e grandi classici

​Il pareggio tra Inter e Atalanta a San Siro è stato il manifesto della bellezza del nostro calcio: ritmi europei, intensità costante e un Nikola Krstovic provvidenziale nel finale a rovinare i piani dei nerazzurri di Chivu. 

Di segno opposto il clima all'Olimpico, dove la Lazio ha saputo soffrire e colpire un Milan apparso meno lucido del solito, grazie alla zampata di Isaksen.

​La lotta per la sopravvivenza: cuore e disperazione

​Nella parte bassa della classifica, i punti iniziano a pesare come macigni:

  • ​La Fiorentina schianta la Cremonese per 4-1 nello "spareggio" dello Zini, trovando una boccata d'ossigeno vitale con le reti di Parisi e Piccoli.
  • ​Il Pisa torna finalmente al successo dopo mesi di digiuno, superando il Cagliari con un Caracciolo in stato di grazia.
  • ​Il Genoa mette nei guai l'Hellas Verona, mentre il Torino di Simeone e Zapata travolge un Parma generoso ma sfortunato.

​Lo sguardo ai numeri

​Con Lautaro Martínez che guarda tutti dall'alto dei suoi 14 gol, la Serie A si conferma un campionato dove il talento individuale deve sempre fare i conti con l'organizzazione collettiva. 

La corsa alla Champions è più aperta che mai, mentre il fondo della classifica promette una battaglia all'ultimo sangue fino all'ultima giornata.

​Adesso andiamo ad analizzare più nel dettaglio tutte le gare ed a leggere le.cinseguenti classifiche:👇🏼



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Udinese-Juventus 0-1
⚽ 38’ Boga

UDINESE (3-4-2-1): Okoye, Ehizibue, Kabasele, Kristensen, Zarraga (30' st Mlacic), Ekkelenkamp (21' st Miller), Karlstrom (30'st Piotrowski), Atta (38' st Gueye), Kamara (21' st Arizala), Zaniolo, Davis. 
All.: Runjaic.    

JUVENTUS (3-4-2-1). Perin, Kalulu, Bremer, Kelly, McKennie, Locatelli, Thuram (4' st Koopmeiners), Cambiaso (45' st Kostic), Conceicao (33' st Miretti), Boga (33' st Gatti); Yildiz (45' st David). 
All. Spalletti.    

Ammoniti: Kelly, Mlacic, Zaniolo per gioco falloso. Kabasele per proteste. 

Una Juventus solida e propositiva porta a casa i tre punti dalla trasferta friulana, imponendosi per 1-0 sull'Udinese. 
Nonostante l'assenza di un centravanti di ruolo — scelta tattica di Luciano Spalletti dettata anche dal momento poco brillante degli attaccanti in rosa — i bianconeri sono riusciti a scardinare la difesa avversaria grazie alla qualità dei singoli. 
Il primo tempo è un monologo juventino. 
La pressione costante viene premiata al 38° minuto: splendida giocata di Kenan Yildiz che serve a Boga il pallone del vantaggio. 
L'Udinese subisce il colpo ma resta compatta, chiudendo la prima frazione sotto di un solo gol. 

​In avvio di secondo tempo i padroni di casa sfiorano il pareggio con Ekkelenkamp, che spreca una ghiotta occasione da rete. 
Scampato il pericolo, la Juve riprende il controllo, trascinata dalle giocate di un ispiratissimo Yildiz e dalla mobilità di Boga. 
Al 70', Conceição troverebbe il raddoppio, ma l'arbitro annulla per una dubbia posizione di fuorigioco di Koopmeiners. 
Negli ultimi minuti la squadra di Spalletti amministra il vantaggio senza troppi affanni, blindando una vittoria preziosa che conferma la bontà del nuovo assetto tattico "leggero".

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Napoli-Lecce 2-1
⚽ 3’ Siebert, 46’ Hojlund, 67’ Politano

NAPOLI (3-4-2-1): Meret, Beukema, Buongiorno, Olivera, Politano (27' st Gutierrez), Anguissa (1'st McTominay), Gilmour, Spinazzola (27' st Mazzocchi), Elmas (1' st De Bruyne), Alisson (40' st Giovane), Hojlund. 
All.: Conte.     

LECCE (4-5-1): Falcone, Veiga, Siebert, Gabriel, Gallo (34' st N'Dri), Ramadani, Ngom (40' st Fofana), Pierotti (34' st Sottil), Coulibaly (1' st Gandelman), Banda, Stulic (13' st Cheddira). 
All.: Di Francesco.    

Ammoniti: Siebert per gioco falloso. 

Sotto la pioggia di Fuorigrotta, il Napoli di Antonio Conte ribalta un match che si era messo subito in salita. 
Una vittoria sofferta, per 2-1, che premia la reazione rabbiosa degli azzurri nella ripresa dopo un primo tempo opaco. 
Il Lecce approccia la gara con una personalità sorprendente. 
Passano appena 180 secondi e gli ospiti sono già in vantaggio grazie alla rete di Siebert
Il Napoli accusa il colpo, faticando a imbastire una reazione organizzata, mentre i salentini sfiorano addirittura il raddoppio. 
Si va negli spogliatoi con i giallorossi meritatamente avanti 1-0. 

Il secondo tempo è tutta un'altra storia. 
Pronti, via, e dopo meno di un minuto Hojlund trafigge la difesa ospite siglando il pareggio. 
Il gol galvanizza il Maradona e al 67' la rimonta è completa: ci pensa Matteo Politano a firmare la rete del sorpasso definitivo. 
La cronaca sportiva lascia spazio alla preoccupazione negli ultimi minuti di gioco: Banda è stato colto da un malore improvviso che ha richiesto l'intervento immediato dei sanitari. 
Il calciatore è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco in barella tra il silenzio dello stadio. 
Nonostante il lungo recupero, il risultato resta inchiodato sul 2-1, regalando tre punti d'oro ai partenopei.

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Torino-Parma 4-1
⚽ nel pt 3' Simeone, 20' Pellegrino, nel st 10' aut. Delprato, 12' aut. Keita, 46' Zapata

Torino (3-5-2): Paleari; Coco, Ismajli, Ebosse (48' st Marianucci); Pedersen, Vlasic (48' st Anjorin), Ilkhan (32' st Prati), Gineitis, Obrador; Simeone (32' st Kulenovic), Adams (16' st Zapata) 
Allenatore: D'Aversa.

Parma (3-5-1-1): Suzuki, Delprato, Troilo (18' st Valenti), Circati, Cremaschi (11' pt Britschgi, 33' st Ondrejka), Ordonez (18' st Oristanio), Keita (18' st Estevez), Sorensen, Valeri, Strefezza, Pellegrino 
Allenatore: Cuesta.

Ammoniti: Delprato, Ordonez, Strefezza, Kulenovic. 

Nell'anticipo della 29ª giornata di Serie A, il Torino si impone con autorità tra le mura amiche, schiantando il Parma grazie a un secondo tempo arrembante. 
Una vittoria fondamentale che permette ai granata di portarsi a quota 33 punti, tallonando proprio i ducali a una sola lunghezza di distanza. 
La gara si sblocca immediatamente: dopo soli 3 minuti, Giovanni Simeone porta in vantaggio i padroni di casa. 
Il Parma però non resta a guardare e riesce a rimettere il punteggio in equilibrio al 20' grazie alla rete di Mateo Pellegrino, chiudendo il primo tempo sull'1-1. 

Nella ripresa cambia la musica. 
Il Torino rientra in campo con un piglio diverso e nel giro di due minuti ipoteca i tre punti: 
54': Emirhan Ilkhan firma il nuovo sorpasso. 
56': Un sfortunato autogol di Mandela Keita regala il doppio vantaggio ai granata. 
Nel finale c'è gloria anche per Duvan Zapata, che al 91' mette il sigillo definitivo sulla partita firmando il poker.

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Inter-Atalanta 1-1
⚽ 26’ Pio Esposito, 82’ Krstovic

INTER (3-5-2): Sommer, Bisseck, Akanji (35' st De Vrij), Carlos Augusto, Dumfries, Barella (31' st Frattesi), Zielinski, Sucic, Dimarco (20' st Luis Henrique), Esposito (20' st Bonny), Thuram. 
All.: Chivu

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi, Scalvini, Djimsiti, Kolasinac (20' st Hien), Zappacosta, De Roon (31' st De Ketelaere), Pasalic, Bernasconi, Samardzic (6' st Ederson), Zalewski (20' st Sulemana), Scamacca (6' st Krstović). 
All.: Palladino.    

Ammoniti: Sucic, Kolasinac, Carlos Augusto per gioco falloso, Chivu e De Ketelaere per proteste.
Espulso al 40' st Chivu per doppia ammonizione per proteste.

Finisce in equilibrio il big match tra Inter e Atalanta, una sfida giocata a ritmi altissimi e ricca di capovolgimenti di fronte. 
Un 1-1 che rispecchia l'andamento di una gara vibrante, dove entrambe le formazioni hanno cercato il bottino pieno senza risparmiarsi. 
L'avvio è spumeggiante, con le due squadre che si affrontano a viso aperto costruendo diverse palle gol. La sbloccano i nerazzurri di Chivu al 26': è Pio Esposito a trafiggere la difesa bergamasca per l'1-0. L'Atalanta accusa il colpo e barcolla sotto la pressione interista, ma riesce a chiudere la prima frazione con un solo gol di svantaggio. 

Il secondo tempo segue lo stesso spartito, con continui ribaltamenti di fronte: 
Al 60' Thuram ha sul piede la palla del match, ma Carnesecchi è monumentale in uscita e gli sbarra la strada. 
Dieci minuti dopo è la Dea a sfiorare il pari, ma la conclusione a botta sicura di Bernasconi viene respinta dal corpo di Carlos Augusto. 
Quando la vittoria sembrava ormai in tasca all'Inter, gli uomini di Palladino trovano il guizzo giusto: all'85' Krstovic firma la rete del definitivo 1-1, gelando il pubblico di casa e regalando un punto prezioso agli ospiti.

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Lazio-Milan 1-0
⚽ Isaksen 26'

LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Provstgaard, Nuno Tavares; Dele-Bashiru, Patric, Taylor; Isaksen (67` Pedro), Maldini, Zaccagni (67` Dia). 
All: Sarri.

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori (58` Athekame), De Winter, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana (66` Nkunku), Modric, Jashari, Estupinan (58` Bartesaghi); Pulisic, Leao (66` Fulkrug). 
 All: Allegri.

Ammoniti: 55' Estupinan (M), 81' Tavares (L), 94' Patric, 95' Pedro.
Espulso: 97' Sarri.

Vittoria di misura ma di grande prestigio per la Lazio, che piega i rossoneri grazie a un avvio di gara fulminante. 
La squadra di casa domina la prima frazione, legittimando il vantaggio con una prova di carattere e qualità. 
L'approccio dei capitolini è perfetto: ritmo altissimo e manovra fluida. 
Il forcing viene premiato dal gol di Isaksen, che sblocca il risultato e indirizza la sfida. 
La Lazio va vicina al colpo del KO già prima dell'intervallo con Maldini, che sfiora il raddoppio al termine di un'azione insistita. 

Nel secondo tempo il Milan prova a scuotersi e al 75' troverebbe anche la via del pareggio con Athekame. La gioia rossonera dura però pochissimo: l'arbitro annulla la rete per un tocco di mano, strozzando in gola l'urlo dei tifosi ospiti. 
Negli ultimi minuti la squadra di Fonseca si riversa in avanti con un pressing asfissiante. 
Il croato va vicinissimo al bersaglio grosso con una conclusione pericolosa, ma la difesa laziale regge l'urto fino al triplice fischio.

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Como-Roma 2-1
⚽ 7' pt rigore Malen (R), 14' st Douvikas (C), 34' st Diego Carlos (C)

COMO (3-4-2-1) Butez; Ramon, Diego Carlos, Kempf (1' st Douvikas) Smolcic, Sergi Roberto (1' st Diao), Da Cunha (42' st Van der Brempt), Alex Valle; Nico Paz (32' st Rodriguez), Caqueret (22' st Perrone); Baturina. 
All. Fabregas

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Ghilardi, Mancini, Hermoso (25' st Ziolkowski); Celik (25' st Tsimikas), Koné, Cristante, Wesley; Pellegrini (22' st Pisilli), El Shaarawy (11' st Rensch); Malen (22' st Vaz). 
All.: Gasperini

Ammoniti: Caqueret, Diego Carlos e Ghilardi per gioco falloso
Espulsi: Wesley per doppia ammonizione.

Vittoria pesantissima del Como, che in una sfida cruciale per l'Europa che conta supera la Roma in rimonta per 2-1
Un successo che proietta i lariani solitari al quarto posto, superando proprio i giallorossi in quello che era a tutti gli effetti uno scontro diretto.  
La gara si mette subito in salita per i padroni di casa. Dopo appena 7 minuti, un intervento scomposto di Diego Carlos su El Shaarawy costa il calcio di rigore: dal dischetto si presenta Donyell Malen che non sbaglia, portando la Roma avanti 1-0. 
I giallorossi gestiscono il vantaggio, chiudendo la prima frazione in controllo. 

Nella ripresa cambia completamente lo scenario. 
Il Como rientra in campo con un altro piglio e al 59' trova il meritato pareggio: splendido servizio di Valle per Anastatios Douvikas, che trafigge Svilar con un preciso rasoterra. 
La partita della Roma precipita definitivamente tra il 78' e il 79'. 
Rosso per Wesley: Il difensore riceve il secondo giallo lasciando i suoi in inferiorità numerica. 
Sulla punizione seguente, Svilar respinge una conclusione di Smolcic, ma sulla palla vagante si avventa proprio Diego Carlos, che riscatta l'errore del primo tempo spingendo in rete il gol del 2-1. 
Nel finale il Como sfiora addirittura il tris con Da Cunha, che all'84' colpisce una clamorosa traversa. Nonostante il forcing disperato dei capitolini, il muro di Fàbregas regge fino al triplice fischio, scatenando la festa al Sinigaglia.

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Sassuolo-Bologna 0-1
⚽ 6' pt Dallinga

SASSUOLO (4-3-3): Muric, Walukiewicz, Idze, Muharemovic, Garcia (30' st Doiga), Konè (30' st Vranckx), Matic (14' st Volpato), Konè, Berardi (41' st Bakola), Pinamonti (14' st Nzola), Laurientè. 
All.: Grosso

BOLOGNA (4-2-3-1) Skorupski, De Silvestri (28' pt Zortea), Lucumì, Vitik, Miranda, Sohm (37' st Pobega), Moro (18' st Freuler), Orsolini, Odgaard (37' st Bernardeschi), Cambiaghi, Dallinga (18' st Castro). 
All.: Italiano

Ammoniti: Dallinga, Nzola, Zortea per gioco scorretto.

Basta un guizzo in apertura al Bologna per portarsi a casa l'intera posta in palio contro il Sassuolo
Uno 0-1 maturato grazie a una gestione ordinata dei rossoblù, capaci di resistere anche a un finale di gara complicato dalle condizioni fisiche del proprio portiere. 
La partita si sblocca quasi subito: al 6' minuto, dopo una respinta su conclusione di Odgaard, Thijs Dallinga approfitta della marcatura troppo morbida di Idzes e con una girata fulminea trafigge Muric. 
Trovato il vantaggio, il Bologna si limita ad amministrare con ordine, lasciando al Sassuolo un possesso palla sterile che non crea reali grattacapi alla difesa ospite per tutto il primo tempo. 

Nel secondo tempo il copione non cambia drasticamente, anche se il Sassuolo prova ad alzare il baricentro: 
Decisivo Il riflesso di Skorupski: Al 17' della ripresa, Volpato scaglia una conclusione violentissima, ma l'estremo difensore polacco si distende e salva il risultato con un grande intervento. 
Il vero dramma sportivo si consuma nei minuti finali. Skorupski, durante un'uscita, accusa un problema muscolare al bicipite femorale. 
Con i cambi già esauriti dal Bologna, il portiere è costretto a rimanere in campo stringendo i denti nonostante il forte dolore. 
Nonostante l'evidente difficoltà fisica del numero uno avversario, il Sassuolo non riesce a trovare la zampata vincente nel forcing finale. 
Il triplice fischio sancisce la vittoria del Bologna, che consolida la sua posizione in classifica.

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Pisa-Cagliari 3-1
⚽ 9' pt rigore Moreo (P), 6' e 9' st Caracciolo (P), 21' st Pavoletti (C)

PISA (3-5-2): Nicolas; Calabresi (1' st Albiol), Caracciolo, Canestrelli; Leris (44' st Touré), Marin (16' pt Hojholt), Aebischer, Tramoni (27' Akinsanmiro), Angori; Moreo, Durosinmi. 
All.: Hiljemark

CAGLIARI (4-3-3): Caprile; Ze' Pedro (30' st Albaracin), Dossena, Mina (1' st Zappa), Obert; Adopo (1' st Pavoletti), Gaetano (18' st Mazzitelli), Sulemana; Palestra, Kilicsoy (18' st Trepy), Folorunsho. 
All.: Pisacane

Ammoniti: Ze' Pedro, Obert (2), Aebischer. Zappa   
Espulsi: Durosinmi al 36' pt, Obert al 35' st.

Dopo un digiuno durato oltre quattro mesi, il Pisa ritrova la via del successo e lo fa con una prestazione di carattere. 
All'Arena Garibaldi cade il Cagliari, travolto da una squadra capace di dominare la gara nonostante una lunga inferiorità numerica. 
La sfida si mette subito sui binari giusti per i nerazzurri: al 9', un fallo di Soulemana su Calabresi regala un penalty ai padroni di casa, trasformato con freddezza da Moreo
Il Cagliari prova a rispondere immediatamente, ma la traversa nega il pareggio a Obert. 
Al 36', però, arriva la doccia fredda per il Pisa: Durosinmi scalcia Mina e rimedia un rosso diretto, lasciando i suoi in dieci uomini per oltre un'ora di gioco. 

​Nonostante l'uomo in meno, il Pisa rientra in campo con una ferocia inaspettata e chiude i conti nel giro di tre minuti: 
51': Una clamorosa disattenzione della difesa sarda e un errore di Folorunsho spalancano la strada a Caracciolo, che non sbaglia il colpo del 2-0. 
54': Sugli sviluppi di un corner, è ancora Caracciolo a trovare la deviazione vincente sotto porta, firmando una doppietta personale e il momentaneo 3-0. 
Il Cagliari accorcia le distanze al 66' con il solito Pavoletti, ma la speranza della rimonta si spegne definitivamente al minuto 80, quando Obert rimedia il secondo giallo ristabilendo la parità numerica in campo. 
Da lì in poi, i nerazzurri amministrano il vantaggio senza rischi fino al fischio finale. 
È una vittoria fondamentale: la seconda in questo campionato, che mancava ai toscani da ben quattro mesi.

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Hellas Verona-Genoa 0-2
⚽ 15' st Vitinha, 41' st Ostigard

HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò, Nelsson, Edmundsson, Valentini Oyegoke (1'st Belghali), Akpa Akpro, Gagliardini, Harroui (9'st Suslov), Frese (35'st Sarr) Bowie (41'st Mosquera), Orban. 
All.: Sammarco

GENOA (3-5-2): Bijlow, Marcandalli, Ostigard, Vasquez, Ellertsson, Malinovskyi (25'st Amorin), Frendrup, Messias (33'st Martin), Sabelli (14'st Norton-Cuffy), Colombo (33'st Ekhator), Ekuban (14'st Vitinha). 
All.: De Rossi

Ammoniti: Oyegoke, Akpa Akpro, Vitinha per gioco falloso. 

Vittoria pesantissima del Genoa in chiave salvezza, capace di espugnare Verona con un secondo tempo di grande cinismo. 
Per i veneti si tratta di un colpo durissimo che rende lo spettro della Serie B sempre più concreto, mentre il Grifone mette in cassaforte tre punti d'oro. 
L'avvio vede il Verona più intraprendente: i padroni di casa vanno a un passo dal vantaggio con Akpa Akpro, la cui conclusione si infrange però contro il palo. 
Scampato il pericolo, il Genoa inizia a guadagnare metri e a pressare con insistenza, ma i ritmi restano complessivamente bassi e le due squadre vanno al riposo sullo 0-0. 

Nella seconda frazione la partita cambia grazie alle mosse dalla panchina. 
Al 60', Vitinha sale in cattedra: recupera con forza un pallone a centrocampo strappandolo a Belghali, si accentra e scaglia un destro potente che non lascia scampo a Montipò. 
​Il Verona non riesce a reagire con ordine e all'86' arriva il colpo del KO: Ostigard svetta più in alto di tutti su azione da fermo e di testa firma il definitivo 2-0. 
Con questo successo il Genoa respira, mentre per l'Hellas la situazione si fa drammatica. 

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Cremonese-Fiorentina 1-4
⚽ 26' Parisi (F), 33' Piccoli (F), 50' Dodò (F), 57' Okereke, 70' Gudmundsson (F)

CREMONESE (3-5-2): Audero; Luperto, Ceccherini (80' Terracciano), Folino; Floriani Mussolini (69' Zerbin), Thorsby (45' Okereke), Bondo (45' Grassi), Maleh (62' Vandeputte), Barbieri; Djuric, Bonazzoli. 
All.Nicola

FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodò, Pongracic, Ranieri (88' Fabbian), Gosens (80' Rugani); Mandragora (75' Ndour), Fagioli, Brescianini; Parisi (80' Fazzini), Piccoli, Gudmundsson (75' Harrison). 
All. Vanoli.

AMMONITI - 27' Bondo (C)

​In un vero e proprio scontro diretto per la sopravvivenza, la Fiorentina di Vanoli sfodera una prestazione di grande personalità, travolgendo la Cremonese per 4-1
Una vittoria vitale che permette ai toscani di scavalcare il Lecce e portarsi a +4 sulla zona calda, proprio alla vigilia del proibitivo impegno contro l'Inter. 
L'inizio è di marca grigiorossa, con De Gea subito chiamato agli straordinari su Bonazzoli. Superato il brivido, la Fiorentina prende in mano il match: 
25': Parisi sblocca la gara con un destro che beffa Audero (complice una deviazione di Floriani Mussolini). 
32': Il raddoppio porta la firma di Piccoli, che capitalizza un filtrante di Gosens battendo il portiere in uscita con un mancino fulmineo. Lo Zini accompagna le squadre negli spogliatoi tra i fischi. 

Il secondo tempo si apre con lo show di Dodò: il brasiliano semina il panico in area, salta tre avversari e deposita in rete il suo primo gol in Serie A per il momentaneo 3-0. 
La Cremonese prova a rientrare in partita grazie ai cambi di Nicola: Okereke accorcia le distanze al 57' e i padroni di casa sfiorano il secondo gol con un colpo di testa salvato sulla linea da Fagioli. 
Tuttavia, nel miglior momento dei lombardi, la Fiorentina chiude i conti: Gudmundsson finalizza un assist geniale di tacco di Piccoli con un destro a giro d'autore. 
Con questo successo, la Fiorentina guarda con più ottimismo al futuro, mentre per la Cremonese la situazione si fa drammatica con l'ingresso ufficiale in zona retrocessione.

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Classifica 

Squadra

Punti

Inter

68

Milan

60

Napoli

59

Como

54

Juventus

53

Roma

51

Atalanta

47

Bologna

42

Lazio

40

Sassuolo

38

Udinese

36

Parma

34

Genoa

33

Torino

33

Cagliari

30

Fiorentina

28

Lecce

27

Cremonese

24

Pisa

18

Hellas Verona

18

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Marcatori 


14 reti

  • ​Lautaro Martínez (Internazionale)

​10 reti

  • ​Anastatios Douvikas (Como)
  • ​Rasmus Højlund (Napoli)

​9 reti

  • ​Rafael Leão (Milan)
  • ​Keinan Davis (Udinese)
  • ​Kenan Yildiz (Juventus)
  • ​Nico Paz (Como)

​8 reti

  • ​Hakan Çalhanoglu (Internazionale)
  • ​Christian Pulisic (Milan)
  • ​Gianluca Scamacca (Atalanta)
  • ​Nikola Krstovic (Atalanta)
  • ​Moise Kean (Fiorentina)
  • ​Mateo Pellegrino (Parma)

​7 reti

  • ​Domenico Berardi (Sassuolo)
  • ​Giovanni Simeone (Torino)
  • ​Marcus Thuram (Internazionale)
  • ​Riccardo Orsolini (Bologna)
  • ​Santiago Castro (Bologna)
  • ​Gift Orban (Hellas Verona)
  • ​Donyell Malen (Roma)

​6 reti

  • ​Federico Dimarco (Internazionale)
  • ​Federico Bonazzoli (Cremonese)
  • ​Nikola Vlasic (Torino)
  • ​Rolando Mandragora (Fiorentina)
  • ​Stefano Moreo (Pisa)
  • ​Scott McTominay (Napoli)
  • ​Andrea Pinamonti (Sassuolo)
  • ​Lorenzo Colombo (Genoa)
  • ​Matías Soulé (Roma)


5 reti
Vardy (Cremonese);
Zielinski (Internazionale);
Malinovskyi (Genoa);
Nkunku (Milan);
Gudmundsson (Fiorentina);
Odgaard (Bologna);
Zaniolo (Udinese);
David (Juventus);
Laurienté (Sassuolo);
Østigård (Genoa);
Bonny (Internazionale);
Baturina (Como);
Vítinha (Genoa);
Koné (Sassuolo);
Pio Esposito (Internazionale);

4 reti
Kempf (Como);
Rabiot (Milan);
Adams (Torino);
Anguissa (Napoli);
McKennie (Juventus);
Isaksen (Lazio);
Esposito (Cagliari);
Casadei (Torino);
Kiliçsoy (Cagliari);
Wesley (Roma);
De Bruyne (Napoli);

3 reti
Zapata (Torino);
Kostic (Juventus);
Loftus-Cheek (Milan);
Cataldi (Lazio);
Ekuban (Genoa);
Zaccagni (Lazio);
Pasalic (Atalanta);
Thorsby (Genoa);
Pellegrini (Roma);
Ndicka (Roma);
Dovbyk (Roma);
Coulibaly (Lecce);
Nzola (Pisa);
Ekkelenkamp (Udinese);
Vlahovic (Juventus);
Piccoli (Fiorentina);
Neres (Napoli);
Bremer (Juventus);
Messias (Genoa);
Solet (Udinese);
Banda (Lecce);
Thorstvedt (Sassuolo);
Bernabé (Parma);
da Cunha (Como);
Conceição (Juventus);
De Ketelaere (Atalanta);
Cancellieri (Lazio);
Borrelli (Cagliari);
Cambiaghi (Bologna);
Ferguson (Roma);
Pavlovic (Milan);
Pedro (Lazio);
Stulic (Lecce);
Cambiaso (Juventus);
Addai (Como);
Giovane (Hellas Verona);
Spinazzola (Napoli);
Kabasele (Udinese);

2 reti
Cristante (Roma);
Belotti (Cagliari);
Dybala (Roma);
Bernardeschi (Bologna);
Maripán (Torino);
Mazzitelli (Cagliari);
Gosens (Fiorentina);
Buksa (Udinese);
Akanji (Internazionale);
Vojvoda (Como);
Serdar (Hellas Verona);
Moro (Bologna);
Caqueret (Como);
Lookman (Atalanta);
Guendouzi (Lazio);
Thuram (Juventus);
Folorunsho (Cagliari);
Castellanos (Lazio);
Frese (Hellas Verona);
Modric (Milan);
Tramoni (Pisa);
Beukema (Napoli);
Saelemaekers (Milan);
Gaetano (Cagliari);
Bisseck (Internazionale);
Dallinga (Bologna);
Brescianini (Atalanta);
Pobega (Bologna);
Kalulu (Juventus);
Zalewski (Atalanta);
Koné (Roma);
Felici (Cagliari);
N’Dri (Lecce);
Samardzic (Atalanta);
Perrone (Como);
Cabal (Juventus);
Norton-Cuffy (Genoa);
Sulemana (Atalanta);
Terracciano (Cremonese);
Fadera (Sassuolo);
Fabbian (Bologna);
Kristensen (Udinese);
Scalvini (Atalanta);
Muharemovic (Sassuolo);
Belghali (Hellas Verona);
Gatti (Juventus);
Noslin (Lazio);
Baschirotto (Cremonese);
Berisha (Lecce);
Meister (Pisa);
Mkhitaryan (Internazionale);
Bartesaghi (Milan);
Ramón (Como);
Ekhator (Genoa);
Atta (Udinese);
Idrissi (Cagliari);
Caracciolo (Pisa);

1 rete
Moreno (Como);
Vázquez (Cremonese);
Lobotka (Napoli);
Akpa Akpro (Hellas Verona);
Zappacosta (Atalanta);
Politano (Napoli);
Karlström (Udinese);
Mina (Cagliari);
Rrahmani (Napoli);
Carlos (Como);
Sanabria (Cremonese);
Luperto (Cagliari);
Marusic (Lazio);
Barella (Internazionale);
Locatelli (Juventus);
Çelik (Roma);
Posch (Como);
Dumfries (Internazionale);
Estupiñán (Milan);
Kossounou (Atalanta);
Cutrone (Parma);
Basic (Lazio);
Hermoso (Roma);
Bastoni (Internazionale);
Ranieri (Fiorentina);
Lucumí (Bologna);
Dodô (Fiorentina);
Piotrowski (Udinese);
Okereke (Cremonese);
Touré (Pisa);
Elmas (Napoli);
Bernede (Hellas Verona);
Fagioli (Fiorentina);
Ramadani (Lecce);
Augusto (Internazionale);
Martín (Genoa);
Harroui (Hellas Verona);
Openda (Juventus);
Sottil (Lecce);
Kelly (Juventus);
Aebischer (Pisa);
De Luca (Cremonese);
Gilmour (Napoli);
Musah (Atalanta);
Johnsen (Cremonese);
Kühn (Como);
Gutiérrez (Napoli);
De Winter (Milan);
Lang (Napoli);
Léris (Pisa);
Miranda (Bologna);
Payero (Cremonese);
Ferguson (Bologna);
Zanoli (Udinese);
Frendrup (Genoa);
Benedyczak (Parma);
Raspadori (Napoli);
Delprato (Parma);
Adopo (Cagliari);
Ricci (Milan);
Coco (Torino);
Fofana (Milan);
Éderson (Atalanta);
Ngonge (Torino);
Oristanio (Parma);
Dia (Lazio);
Lucca (Napoli);
Henrique (Internazionale);
Holm (Bologna);
Pierotti (Lecce);
Rowe (Bologna);
Ellertsson (Genoa);
Maldini (Atalanta);
Cheddira (Sassuolo);
Miretti (Juventus);
Sørensen (Parma);
Circati (Parma);
Iannoni (Sassuolo);
Siebert (Lecce);
Parisi (Fiorentina);
Baldanzi (Roma);
Hien (Atalanta);
Ndour (Fiorentina);
Ilkhan (Torino);
Bravo (Udinese);
Volpato (Sassuolo);
Vergara (Napoli);
Ordóñez (Parma);
Sucic (Internazionale);
Adzic (Juventus);
Prati (Cagliari);
Sulemana (Bologna);
Lorran (Pisa);
Pisilli (Roma);
Palestra (Cagliari);
Athekame (Milan);
Matic (Sassuolo);
Troilo (Parma);
Comuzzo (Fiorentina);
Njie (Torino);
Camarda (Lecce);
Rodriguez (Como);
Gabriel (Lecce);
Folino (Cremonese);
Cuadrado (Pisa);
Lukaku (Napoli);
Pavoletti (Cagliari);
de Roon (Atalanta);
Di Lorenzo (Napoli);

Autogol
Muharemovic (Sassuolo - 2 autogol);
Cambiaso (Juventus - 2 autogol);
Freuler (Bologna - 1 autogol);
Otoa (Genoa - 1 autogol);
Keita (Parma - 1 autogol);
Núñez (Hellas Verona - 1 autogol);
Nelsson (Hellas Verona - 1 autogol);
Sabelli (Genoa - 1 autogol);
Gabriel (Lecce - 1 autogol);
Hien (Atalanta - 1 autogol);
Parisi (Fiorentina - 1 autogol);
Caracciolo (Pisa - 1 autogol);
Terracciano (Cremonese - 1 autogol);
Frese (Hellas Verona - 1 autogol);
Solet (Udinese - 1 autogol);


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