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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

CROZZA STRAPPA IL SILENZIO: IL GESTO CHE HA UMILIATO IL POTERE IN DIRETTA. Salvini fa sempre la sua porca figura - annientato il "legaiolo"


Dalla satira al corpo a corpo legale: il comico ridicolizza le leggi del Governo e sfida apertamente il team di avvocati di Salvini, diventando il simbolo della resistenza civile.

diMancio

​C’è un momento in cui la realtà smette di essere materia per i telegiornali e diventa una farsa tragica che solo la satira può osare smontare. 
Quel momento è andato in scena l'altra sera, quando Maurizio Crozza non si è limitato a fare il comico, ma si è trasformato nell’ultimo baluardo di una logica che sembra aver abbandonato i palazzi del potere.

​L'ipocrisia del "Padre" e della "Premier"

​Il monologo è partito come un bisturi, affondando nelle contraddizioni del caso della "famiglia nel bosco" e della reazione furibonda di Matteo Salvini e Giorgia Meloni contro la magistratura.

​Crozza ha messo a nudo il paradosso di un Ministro dei Trasporti che si dichiara "vergognato da padre" per l'allontanamento dei bambini. 

"Non sottovalutarti, Matteo," ha incalzato il comico, "puoi vergognarti tranquillamente anche da Ministro". La stoccata è politica: è stato lo stesso Salvini a volere il Decreto Caivano, che prevede il carcere per i genitori che non mandano i figli a scuola. 
Eppure, oggi si indigna se i giudici applicano una legge figlia del suo stesso rigore. 
Forse, suggerisce Crozza con amara ironia, il Governo pensava che certe restrizioni dovessero valere solo "dal Vesuvio in giù" e non per chi sceglie stili di vita alternativi nei boschi.
Nemmeno la Premier è stata risparmiata. 
Di fronte alla retorica dei "figli strappati alle madri", Crozza ha risposto con i numeri gelidi del Ministero delle Politiche Sociali: oltre 40.000 minori sono attualmente in affido o in strutture. 
"Giorgia, controlla i dati," ha ironizzato, "avevi 40.000 occasioni per prendertela con i giudici, perché farlo solo ora?".

​Il "Plotone d'Esecuzione" e la fuga dei giovani

​Il mirino si è poi spostato su Giusti Bartolozzi, capo di gabinetto del Ministro Nordio, rea di aver definito la magistratura un "plotone d'esecuzione" e di aver ipotizzato che la separazione delle carriere riporterebbe i giovani dall'estero. 

Una tesi definita surreale da Crozza: i ragazzi non scappano per gli stipendi da fame, ma perché sognano ardentemente di veder diviso il destino professionale di PM e giudici.

​Sullo sfondo, l'irritazione di una Meloni che non contesta il merito — l'idea di "togliere di mezzo" i magistrati — ma il metodo: la Bartolozzi lo avrebbe "spiattellato" troppo presto, rovinando la narrazione misurata (ma feroce) costruita dalla Premier sulle sue terrazze romane.

​Lo scontro finale: Carte strappate in diretta

​Ma il vero "shock" è arrivato quando la satira è diventata scontro fisico con la censura. 

Matteo Salvini, secondo quanto emerso, avrebbe tentato la via del "bullismo giudiziario", inviando un team di legali per imporre il silenzio al programma.

​In un’atmosfera elettrica, Crozza è salito sul palco con una calma glaciale. 
Ha letto le richieste ultimative degli avvocati davanti a milioni di italiani rimasti col fiato sospeso. 

Poi, con un gesto che rimarrà nella storia della televisione, ha strappato i documenti legali in diretta nazionale.

​Non è stata una gag, ma un atto di ribellione. 
Lo studio è esploso in un applauso che sapeva di liberazione. 
È la vittoria della libertà di espressione contro chi, pur avendo 39 milioni di euro di debiti verso lo Stato (mai restituiti), pretende di cancellare la voce di chiunque osi ricordare le sue inadempienze.
​La partita è aperta: da una parte la "testa" di Crozza, dall'altra quella di ....  Ehm cioè ... Lo sapete no? 
Cioè... quella di chi, evidentemente, non sa bene come usare la propria se non per firmare diktat che il Paese non è più disposto ad accettare. 

E così annientato il "legaiolo" tutti i normodotati di cervello hanno applaudito e Salvini come al solito ha fatto fa la sua porca figura, come sempre ... Nel male e nel male .... Alternative non esistono.

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