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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Inter, Juventus e Cagliari: Fuga e Rinascite nella 23ª Giornata



​I nerazzurri blindano il primato, la "cura Spalletti" spinge i bianconeri al sorpasso e la lotta salvezza si infiamma con poker pesantissimi.

di Mancio

La ventitreesima giornata di Serie A va in archivio lasciando dietro di sé una scia di verdetti pesanti e immagini che resteranno impresse nella memoria di questa stagione. 

Se in vetta l’Inter sembra giocare un campionato a parte, poco più sotto la griglia europea ha subito scossoni sismici che ridisegnano le ambizioni delle grandi.

​Il Volo dell’Inter e il Ritorno della Signora

​Il weekend ha confermato che l'Inter non ha intenzione di fare sconti. 
Il 2-0 sulla Cremonese, siglato da Lautaro e Zielinski, è la prova di forza di una capolista che sa colpire e gestire, mantenendosi a un rassicurante +5 sul Milan 
Ma la vera notizia del weekend è il sorpasso al quarto posto: la Juventus di Spalletti, finalmente solida e propositiva, ha travolto il Parma con un 4-1 che parla chiaro. 
Nonostante qualche imprecisione dei centravanti, la doppietta di Bremer e la fluidità di gioco dimostrano che i bianconeri sono tornati a essere una minaccia concreta per le posizioni che contano, approfittando dello scivolone della Roma a Udine.

​Emozioni Forti: Dal Dramma di Como al Caos dell'Olimpico

​Il calcio, però, non è solo numeri, e questa giornata ce lo ha ricordato con due episodi agli antipodi:

  1. Le lacrime di Nico Paz: A Como, il calcio ha mostrato il suo volto più crudele. Il terzo rigore consecutivo fallito dall'argentino, ipnotizzato da un super Carnesecchi, è l'immagine di una serata stregata per gli uomini di Fabregas.
  2. Il silenzio di Roma: Una Lazio "gelata" dalla protesta dei propri tifosi ha trovato un successo al centesimo minuto contro il Genoa. Un 3-2 folle, deciso da tre rigori, che ridà ossigeno a Baroni ma lascia aperti gli interrogativi sul rapporto tra piazza e società.

​Zona Salvezza: Poker Sardo e Crisi Viola

​In coda, il risultato più fragoroso è senza dubbio il 4-0 del Cagliari sull'Hellas Verona
Una vittoria totale che permette ai sardi di respirare, sprofondando invece gli scaligeri all'ultimo posto in coabitazione con il Pisa. 
Continua invece il periodo nero della Fiorentina, sconfitta dal Napoli di Conte: i viola ora occupano il terzultimo posto e la luce in fondo al tunnel sembra ancora lontana.

​#MancioThoughts

​In sintesi, questa 23ª giornata ci consegna un'Inter che si invola per una fuga Scudetto  e una Juventus che ha finalmente trovato l'anima. 

Resta il rammarico per la Roma, che spreca l'occasione di restare in scia Champions, e la grande commozione per Nico Paz: nel calcio, come nella vita, il talento ha bisogno di tempo per guarire dalle ferite dal dischetto.

​Analizziamo adesso più da vicino e nel dettaglio tutte le gare e leggiamo le conseguenti classifiche:👇🏼


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Parma-Juventus 1-4 
⚽ 15' pt Bremer (J), 37' pt McKennie (J), 6' st autogol Cambiaso (P), 9' st Bremer (J), 19' st David (J)

PARMA (4-3-2-1): Corvi, Delprato, Troilo, Circati, Valeri, Bernabè (29' st Estevez), Nicolussi Caviglia (20' st Sorensen), Keita, Oristanio (1' st Britschgi), Ondrejka (30' st Elphege), Pellegrino. 
All. Cuesta
 
JUVENTUS (4-2-3-1): Di Gregorio, Kalulu, Bremer (20' st Gatti), Kelly, Cambiaso, Thuram, Locatelli, Conceicao (20' st Kostic), McKennie (29' st Cabal), Yildiz (1' st Miretti), David (36' st Openda). 
All. Spalletti

Ammoniti: Conceicao, Bremer, McKennie, Circati per gioco falloso.

La metamorfosi della Juventus sotto la guida di Spalletti è ormai sotto gli occhi di tutti: una squadra solida, padrona del campo e con un'identità di gioco che supera di gran lunga le aspettative di inizio stagione. 
​Sebbene persista ancora un pizzico di imprecisione sotto porta — con gli attaccanti che non sono sempre dei "killer" spietati — i segnali di crescita del reparto offensivo sono evidenti e fanno ben sperare per il futuro. 
Nonostante qualche spreco di troppo, i bianconeri hanno comunque travolto il Parma con un netto 4-1
La Juve parte subito col piede sull'acceleratore, sfiorando il vantaggio già al 6' con una traversa colpita da Conceiçao. 
Bremer, il muro brasiliano sblocca il match al 15', svettando di testa su azione da corner. 
Al 37' McKennie raddoppia con una splendida semirovesciata su assist di Kalulu, mandando le squadre al riposo sul 2-0. 

In avvio di ripresa un'autorete sfortunata di Cambiaso accorcia le distanze, ma la Juve non trema. 
Ancora Bremer e il sigillo di David caratterizzeranno la gara.
Solo tre minuti dopo l'autogol, Bremer ristabilisce le distanze siglando la sua doppietta personale. Al 64', David cala il poker definitivo. 
Nel recupero viene annullato un gol a Openda, lasciando il risultato inchiodato sul poker bianconero. 
Spalletti sembra aver trovato la chiave per valorizzare i difensori anche in zona gol (doppietta di Bremer!), compensando quel cinismo che ancora manca alle punte pure. 
È una Juve che finalmente diverte.

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Bologna-Milan 0-3 
⚽ Loftus-Cheek R. 20’, Nkunku C. 39' (Rig.), Rabiot A. 48'
 
BOLOGNA(4-2-3-1): Ravaglia; Zortea, Casale, Heggem, Miranda (78' Lykogiannis); Ferguson, Freuler (65' Moro); Orsolini (54' Bernardeschi), Odgaard, Rowe (78' Cambiaghi); Castro (54' Dallinga). All. Italiano.

MILAN(3-5-1-1): Maignan; De Winter Gabbia, Pavlovic; Athekame (67' Tomori), Fofana, Modric (72' Jashari), Rabiot, Bartesaghi (84' Estupinan); Loftus-Cheek (67' Ricci); Nkunku (72' Fullkrug). 
All. Allegri.
 
AMMONITI: Ravaglia (B), Freuler (B), Ferguson (B)

Ottima vittoria per il Milan, che liquida la pratica con un netto 3-0. 
Il Milan mette subito le cose in chiaro con un approccio aggressivo che mette alle corde gli uomini di Italiano. 
Al 20', la sblocca Loftus-Cheek, bravo a capitalizzare un invito al bacio di Rabiot. 
Poco dopo, Nkunku si mette in proprio: si guadagna un penalty e lo trasforma con freddezza glaciale per il 2-0. 

Nella ripresa, Rabiot corona la sua ottima prestazione con un'azione travolgente in diagonale, trafiggendo Ravaglia e chiudendo virtualmente i giochi. 
Il Bologna prova a scuotersi con un tiro da fuori di Odgaard, ma Maignan è attento e blocca in due tempi. Nel finale, i rossoneri sfiorano addirittura il poker con Füllkrug, che però manca l'appuntamento con il gol davanti al portiere.

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Cremonese-Inter 0-2
⚽ 15' pt Lautaro Martinez, 30' pt Zielinski

CREMONESE (3-5-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Folino; Pezzella, Maleh (50'st Johnsen), Grassi (29'st Floriani Mussolini), Zerbin, Ceccherini (20'st Faye); Bonazzoli (20'st Djuric), Vardy. 
All. Nicola 

INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique (13'st Darmian), Frattesi (13'st Mkhitaryan), Zielinski, Sucic (36'st Diouf), Dimarco; Esposito (13'st Thuram), Lautaro (28'st Bonny). 
All. Chivu 

Ammoniti: Ceccherini e Baschirotto per gioco falloso, Vardy per proteste.

L'Inter continua la sua marcia trionfale e mette in cassaforte altri tre punti pesanti, espugnando lo Zini per 2-0. 
Con questo successo, i nerazzurri lanciano un segnale fortissimo al campionato. 
Nonostante i tentativi della Cremonese, l'Inter ha gestito la gara con la maturità della capolista, colpendo nei momenti giusti. 
​Al 16', la premiata ditta dei calci piazzati entra in azione: cross perfetto di Dimarco dalla bandierina e colpo di testa vincente di Lautaro Martinez, che non lascia scampo ad Audero. 
La Cremonese cerca di scuotersi con Ceccherini e Vardy, ma al 31' l'Inter raddoppia con una perla. 
Luis Henrique apparecchia per Zielinski, che dal limite estrae dal cilindro un sinistro a giro telecomandato sotto la traversa. 

In avvio di ripresa, il calcio lascia spazio alla cronaca: un petardo lanciato dal settore ospiti esplode vicino ad Audero. 
Dopo attimi di apprensione e i necessari soccorsi, il portiere si riprende e la gara può proseguire. 
All'84', la Cremonese sfiora il gol della bandiera con Zerbin, ma la palla sbatte sul palo, strozzando in gola l'urlo dei padroni di casa. 
L'Inter sta dimostrando una continuità impressionante. 
Vincere queste partite "sporche" in trasferta, mantenendo la porta inviolata, è il tipico segnale di chi ha tutto in regola per mettere le mani sullo scudetto. 
La Cremonese ha lottato, ma il divario tecnico oggi era evidente.

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Como-Atalanta 0-0

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Kempf, Ramon, Valle; Perrone (11' st Rodriguez), Da Cunha (42' st Sergi Roberto); Vojvoda (1' st Addai, 35' st Kuhn), Nico Paz, Baturina; Douvikas (11' st Morata). 
All. Fabregas

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Ahanor; Zappacosta, de Roon, Éderson, Bernasconi; De Ketelaere (15' st Krstovic), Zalewski (1' st Bellanova, 41' st Kossounou); Scamacca (18' pt Sulemana). 
All. Palladino

Ammoniti: Krstovic, Perrone e Butez per comportamento non regolamentare, De Roon, Addai, Da Cunha e Bellanova per gioco falloso
Espulsi: Ahanor per fallo di reazione
Note: nel recupero Carnesecchi para un rigore a Nico Paz.

Pomeriggio di incredibili emozioni al Sinigaglia, dove Como e Atalanta si spartiscono la posta in palio in uno 0-0 che, però, racconta molto più di quanto dica il tabellino. 
È stata la giornata dei rimpianti per Fabregas e del trionfo personale di Carnesecchi. 
LLa partita cambia volto quasi subito: dopo soli 7 minuti, l'Atalanta resta in inferiorità numerica. Ahanor cade nella trappola di Perrone, reagisce con una manata e finisce anzitempo sotto la doccia. 
Forte dell'uomo in più, il Como spinge per tutto il primo tempo, ma sbatte contro un Carnesecchi in stato di grazia, autore di interventi decisivi. 

L'Atalanta approccia bene il secondo tempo nonostante l'inferiorità, ma è poi il Como a riprendere il comando delle operazioni, pur mancando di precisione negli ultimi metri. 
Al minuto 89, l'episodio che potrebbe decidere tutto: tocco di mano di Scalvini su cross di Baturina e calcio di rigore per i padroni di casa. 
Dagli undici metri va il talento argentino, ma ancora una volta Carnesecchi lo ipnotizza
Per Nico Paz è una maledizione: 3 rigori calciati in Serie A, 3 errori.

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Torino-Lecce 1-0 
⚽ 29’ Adams

TORINO (3-5-2): Paleari, Marianucci, Maripan, Coco, Pedersen, Vlasic, Ilkhan (25' st Prati), Casadei (25' st Anjorin), Lazaro (25' st Obrador), Zapata (32' st Kulenovic), Adams (44' st Njie). 
All.: Baroni.    

LECCE (4-3-3): Falcone, Danilo Veiga, Siebert, Tiago Gabriel (20' st Gaspar), Gallo, Gandelman (20' st Banda), Coulibaly, Ramadani (44' st Ngom), Pierotti (33' st Sala), Cheddira, Sottil (33' st N'Dri). 
All. Di Francesco.   

Ammoniti: Vlasic, Tiago Gabriel, Ramadani, Prati per gioco falloso.

Il Torino di Baroni si prende i tre punti tra le mura amiche dell’Olimpico, superando il Lecce per 1-0 al termine di una gara gestita con autorità e maturità tattica. 
Nonostante un brivido iniziale, il Toro ha tenuto saldamente in mano il pallino del gioco per quasi tutti i novanta minuti. 
Il match rischia di mettersi male subito per i padroni di casa, con Cheddira che va a un passo dal gol del vantaggio salentino in apertura. 
Dopo lo spavento, il Torino alza il ritmo e passa al comando: azione orchestrata da Vlasic e stoccata vincente di Adams, che trafigge Falcone portando i suoi sull'1-0 prima dell'intervallo. 

Nella seconda metà di gara, il copione non cambia. Gli uomini di Baroni amministrano senza soffrire, mentre il Lecce non riesce mai a trovare il guizzo giusto per impensierire la retroguardia avversaria. 
Se il passivo non è più pesante, il merito è quasi tutto del portiere ospite Falcone, autore di almeno due parate strepitose che hanno negato il raddoppio al Toro.


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Cagliari-H.Verona 4-0
⚽ 36' Mazzitelli, 45+2' Kilicsoy, 84' Sulemana, 90+1' Idrissi

CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Zè Pedro, Mina, Luperto; Palestra (41' st Zappa), Adopo, Gaetano, Mazzitelli (21' st Sulemana), Obert (34' st Idrissi), Esposito (41' st Pavoletti), Kilicsoy (21' st Borrelli). 
All.: Pisacane.    

H.VERONA (3-5-2): Perilli; Slotsager, Nelsson, Valentini; Lirola (13' st Mosquera), Harroui (13' st Serdar), Gagliardini (28' pt Lovric, 37' st Niasse), Bernede (13' st Elmusrati), Frese; Orban, Sarr. 
All.: Zanetti.    

Espulso: Sarr al 6' st per doppia ammonizione.  

Pomeriggio di festa all'Unipol Domus, dove il Cagliari travolge letteralmente l'Hellas Verona con un perentorio 4-0
Una partita senza storia, dominata dai sardi dall'inizio alla fine. 
Il Cagliari mette in ghiaccio il risultato con estrema facilità, distribuendo equamente le marcature tra i due tempi e approfittando anche dell'ingenuità dei veneti. 
I padroni di casa partono forte e chiudono la prima frazione già sul doppio vantaggio. 
Ad aprire le danze ci pensa Mazzitelli, seguito poco dopo dal raddoppio firmato Kilicsoy

In avvio di ripresa la strada si fa ancora più in salita per l'Hellas: al 51' Sarr rimedia un cartellino rosso, lasciando i suoi in inferiorità numerica e spegnendo ogni residua speranza di rimonta. 
Con l'uomo in più, il Cagliari dilaga. 
Sulemana firma il tris, mentre nel finale c'è gloria anche per Idrissi, che fissa il punteggio sul definitivo 4-0. 
Una prestazione totale del Cagliari: cattiveria agonistica, cinismo e una gestione del pallone impeccabile. Il Verona è sembrato proprio fuori partita, e l'espulsione di Sarr è stata la pietra tombale su una trasferta da dimenticare. 
Per i sardi sono punti d'oro per il morale e per la classifica.


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Napoli-Fiorentina 2-1
⚽ 12’ Vergara, 49’ Gutierrez, 57’ Solomon

NAPOLI (3-4-2-1): Meret, Di Lorenzo (30' pt Olivera), Juan Jesus, Buongiorno, Spinazzola, Lobotka, McTominay, Gutierrez, Vergara (39' Giovane), Elmas, Hojlund (45' st Lukaku). 
All.: Conte.     

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea, Dodo, Comuzzo, Pongracic, Gosens (25' st Ranieri), Fagioli, Solomon (25' st Parisi), Fabbian (1' st Mandragora), Brescianini (25' st Kean), Gudmundsson (34' st Fazzini), Piccoli. 
All.: Vanoli

Ammoniti: Fabbian, Buongiorno per gioco falloso.

Partita vibrante e ricca di colpi di scena al Maradona, dove il Napoli di Conte piega la resistenza della Fiorentina per 2-1
Una vittoria preziosa ma tinta di preoccupazione per le condizioni del capitano azzurro. 
Il match si accende subito, con un Napoli arrembante che mette le corde ai viola sin dai primi scambi. 
Gli azzurri rompono l'equilibrio già al 12' grazie a una rete di Vergara, bravo a concretizzare la pressione iniziale dei padroni di casa. 
La Fiorentina non resta a guardare e tra il 25' e il 26' sfiora per due volte il pari con Piccoli e Gudmundsson. Nel momento di massima intensità, però, il Napoli perde Di Lorenzo: un infortunio che sembra piuttosto grave e che gela lo stadio. 

Nonostante l'assenza del capitano, in avvio di ripresa (49') il Napoli trova il colpo del 2-0 con Gutierrez, sembrando in grado di chiudere i conti. 
La squadra di Palladino non molla e al 57' accorcia le distanze con Solomon
Il finale è un vero e proprio assedio della Fiorentina, ma il muro di Conte regge fino al triplice fischio. 
Per Antonio Conte sono tre punti fondamentali, ma l'eventuale lungo stop del capitano sarebbe una tegola pesantissima per il prosieguo della stagione. 
La Fiorentina esce a testa alta: Solomon è una spina nel fianco, ma è mancato il guizzo finale per il 2-2.


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Pisa-Sassuolo 1-3
⚽ 25' Berardi, 45+1' aut. Caracciolo, 50' Aebischer, 58' Koné

PISA (3-4-2-1): Scuffet; Bozhinov, Caracciolo, Canestrelli (1' st Leris); Touré, Marin (1' st Loyola), Aebischer, Angori (38' st Stengs); Moreo (24' st Stojilkovic), Tramoni, Meister (1' st Durosinmi). 
All.: Gilardino.    

SASSUOLO (4-3-3): Muric; Walukievicz, Idzes, Muharemovic, Doig; Thorstvedt, Matic, Koné (27' st Lipani); Berardi (38' st Volpato), Pinamonti (27' st Moro), Laurienté (27' st Fadera). 
All.: Grosso.    

Ammoniti: Thorstvedt per comportamento non regolamentare, Koné, Bozhinov, Tramoni, Touré, Moro per gioco falloso. 

Il Sassuolo di Grosso espugna l'Arena Garibaldi con una prestazione di spessore, superando il Pisa per 3-1 in un match iniziato in salita ma poi gestito con grande cinismo. 
Il Pisa approccia la gara con il piglio giusto, trovando la via del gol già dopo 4 minuti, ma l'urlo dei tifosi viene strozzato in gola dalla segnalazione di fuorigioco. 
Scampato il pericolo, il Sassuolo alza il baricentro e al 25' la sblocca il solito Domenico Berardi
Il numero 10 va anche vicino alla doppietta personale poco dopo, confermandosi l'uomo in più per Grosso. 
Negli ultimi minuti del primo tempo, Scuffet compie un miracolo su Koné, ma non può nulla sulla sfortunata deviazione di Caracciolo, che sigla l'autogol dello 0-2 proprio prima dell'intervallo. 

In avvio di ripresa il Pisa rientra con il fuoco negli occhi: Aebischer accorcia le distanze al 50' e i padroni di casa sfiorano il pari sessanta secondi più tardi. 
Nel momento di massima spinta dei toscani, il Sassuolo chiude i conti al 58' con Koné, bravo a farsi perdonare l'errore precedente e a fissare il risultato sul definitivo 3-1. 
Il Sassuolo ha dimostrato una maturità da categoria superiore. 
Nonostante il ritorno prepotente del Pisa a inizio ripresa, la squadra di Grosso non è andata nel panico e ha colpito nel momento perfetto. 
Berardi in questa forma è un lusso illegale, ma la crescita di Koné a centrocampo è un segnale altrettanto importante per la scalata dei neroverdi.

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Lazio-Genoa 3-2 
⚽ 56' Pedro (L), 56' Taylor (L), 67' Malinovskyi (G), 75' Vitinha (G), 90+10' Cataldi (L)

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Provstgaard, Pellegrini (82' Tavares); Taylor (81' Dele-Bashiru), Cataldi, Basic; Isaksen (87' Noslin), Maldini (73' Ratkov), Pedro (73' Cancellieri). 
All. Sarri

GENOA (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Norton-Cuffy, Malinovskyi (87' Masini), Frendrup, Ellertsson, Martin (68' Messias); Colombo (81' Ekuban), Vitinha (80' Cornet). 
All. De Rossi

AMMONITI: 64' Malinovskyi (G), 67' Provedel (L), 72' Ostigard (G), 74' Pellegrini (L), 90+3' Norton-Cuffy (G)
ESPULSI: Nessuno

In un clima surreale all'Olimpico, svuotato dalla contestazione dei tifosi contro la dirigenza, la Lazio strappa tre punti pesantissimi contro il Genoa, vincendo 3-2 al termine di un finale infinito. 
Una beffa atroce per il Grifone, che vede interrompersi la sua striscia positiva proprio all'ultimo respiro. 
Il primo tempo scorre tra sbadigli e qualche lampo, ma la vera tempesta si scatena nella ripresa, con continui ribaltoni e ben tre calci di rigore assegnatiLa Lazio ci prova con Basic e Marusic, ma è Provedel a dover fare gli straordinari su Vitinha per tenere il punteggio in equilibrio. 
Il Genoa risponde colpo su colpo, sfiorando il vantaggio anche con Vasquez. 

Al 56' Pedro sblocca la gara dal dischetto, e pochi minuti dopo Taylor sembra chiudere i conti firmando il raddoppio. 
Ma il Genoa ha sette vite: Malinovskyi accorcia su rigore e Vitinha al 75' completa una rimonta che pareva impossibile. 
Quando lo spettro del pareggio aleggiava su un Olimpico deserto, al minuto 100 arriva il terzo penalty della giornata. 
Cataldi si presenta dagli undici metri e non sbaglia, regalando alla Lazio l'ottava piazza solitaria. 
Vincere così, in uno stadio che sembrava un teatro vuoto, ha un sapore dolceamaro. 
La Lazio ha dimostrato carattere nel crederci fino al centesimo minuto, ma i blackout difensivi che hanno permesso al Genoa di rimontare due gol sono un campanello d'allarme che Baroni non può ignorare. Di contro, il Genoa esce sconfitto ma con la consapevolezza di essere una squadra solidissima.

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Udinese-Roma 1-0 
⚽ Ekkelenkamp (U) al 4’ st

Udinese (3-4-2-1): Okoye; Solet, Kristensen, Bertola (dal 33’ st Kabasele); Ehizibue, Karlstrom (cap.), Miller (dal 33’ st Zarraga), Zemura; Ekkelenkamp (dal 46’ st Zaniolo), Atta; Davis (dal 11’ st Gueye, dal 46’ st Bayo). 
All. Runjaic 
 
Roma (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso (dal 25’ st Ghilardi); Celik (dal 33’ st Tsimikas), Cristante (cap.), El Aynaoui (dal 33’ st Pisilli), Wesley; Soulé (dal 33’ st Vaz), Pellegrini (dal 22’ st Venturino); Malen. 
All. Gasperini

Ammoniti: Ndicka (R) al 7’ pt, Davis (U) al 17’ pt, Kristensen (U) al 35’ pt, Mancini (R) al 3’ st, El Aynaoui (R) al 14’ st, Zemura (U) al 17’ st, Pellegrini (R) al 22’ st, Miller (U) al 23’ st, Gueye (U) al 25’ st

Brusca frenata per la Roma di Gasperini, che cade al Bluenergy Stadium sotto i colpi di un'Udinese solida e cinica. 
Lo 0-1 finale costa caro ai giallorossi, che vengono sorpassati in classifica dalla Juventus e scivolano al quinto posto, mentre Runjaic festeggia l'aggancio alla Lazio a quota 32 punti. 
In una partita dove le difese hanno spesso avuto la meglio, a decidere è stato un episodio fortunato ma cercato dai padroni di casa. 
L'Udinese parte con le marce alte. 
Già nei primi minuti Atta e Solet mettono paura a Svilar, mentre la Roma fatica a innescare Malen, apparso troppo isolato. 
Il brivido più grande del primo tempo lo corre Ekkelenkamp, anticipato all'ultimo secondo da una provvidenziale zampata di Mancini. 

La ripresa si apre con il botto. Al 49' Ekkelenkamp calcia una punizione che trova la deviazione fortuita della spalla di Malen in barriera: la traiettoria cambia completamente, spiazzando Svilar per il gol dell'1-0. 
Gasperini prova a scuotere i suoi inserendo forze fresche, tra cui il giovane Venturino e Pisilli. Malen ci prova in più occasioni, ma la difesa friulana fa muro. 
Succede di tutto negli ultimi minuti. Al 90' la Roma esplode di gioia per il pari di Cristante, ma il VAR strozza l'urlo in gola per un fuorigioco di Tsimikas. Al 97' è Okoye a compiere un autentico miracolo su Mancini, blindando il risultato prima che Zaniolo sciupi il raddoppio a porta vuota.

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Classifica 


Pos

Squadra

P

V

P

S

Pti

1

Internazionale

23

18

1

4

55

2

Milan

23

14

8

1

50

3

Napoli

23

14

4

5

46

4

Juventus

23

13

6

4

45

5

Roma

23

14

1

8

43

6

Como

23

11

8

4

41

7

Atalanta

23

9

9

5

36

8

Lazio

23

8

8

7

32

9

Udinese

23

9

5

9

32

10

Bologna

23

8

6

9

30

11

Sassuolo

23

8

5

10

29

12

Cagliari

23

7

7

9

28

13

Torino

23

7

5

11

26

14

Genoa

23

5

8

10

23

15

Cremonese

23

5

8

10

23

16

Parma

23

5

8

10

23

17

Lecce

23

4

6

13

18

18

Fiorentina

23

3

8

12

17

19

Pisa

23

1

11

11

14

20

Hellas Verona

23

2

8

13

14



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Marcatori 


13 Reti

  • ​Lautaro Martínez (Internazionale)

​8 Reti

  • ​Christian Pulisic (Milan)
  • ​Anastasios Douvikas (Como)
  • ​Kenan Yildiz (Juventus)
  • ​Nico Paz (Como)

​7 Reti

  • ​Hakan Çalhanoglu (Internazionale)
  • ​Rafael Leão (Milan)
  • ​Keinan Davis (Udinese)
  • ​Riccardo Orsolini (Bologna)
  • ​Gift Orban (Hellas Verona)

​6 Reti

  • ​Rolando Mandragora (Fiorentina)
  • ​Gianluca Scamacca (Atalanta)
  • ​Marcus Thuram (Internazionale)
  • ​Nikola Krstovic (Atalanta)
  • ​Rasmus Højlund (Napoli)
  • ​Matías Soulé (Roma)
  • ​Marco Pellegrino (Parma)
  • ​Santiago Castro (Bologna)

​5 Reti

  • ​Jamie Vardy (Cremonese)
  • ​Domenico Berardi (Sassuolo)
  • ​Federico Dimarco (Internazionale)
  • ​Federico Bonazzoli (Cremonese)
  • ​Giovanni Simeone (Torino)
  • ​Nikola Vlasic (Torino)
  • ​Stefano Moreo (Pisa)
  • ​Scott McTominay (Napoli)
  • ​Christopher Nkunku (Milan)
  • ​Moise Kean (Fiorentina)
  • ​Nicolò Zaniolo (Udinese)
  • ​Jonathan David (Juventus)
  • ​Lorenzo Colombo (Genoa)
  • ​Ange-Yoan Bonny (Internazionale)

​4 Reti

  • ​Adrien Rabiot (Milan)
  • ​Piotr Zielinski (Internazionale)
  • ​Ruslan Malinovskyi (Genoa)
  • ​Ché Adams (Torino)
  • ​Frank Anguissa (Napoli)
  • ​Albert Gudmundsson (Fiorentina)
  • ​Andrea Pinamonti (Sassuolo)
  • ​Jens Odgaard (Bologna)
  • ​Leo Østigård (Genoa)
  • ​Martin Baturina (Como)
  • ​Manu Koné (Sassuolo)
  • ​Semih Kiliçsoy (Cagliari)
  • ​Kevin De Bruyne (Napoli)
3 reti 
Kostic (Juventus);
Kempf (Como);
Cataldi (Lazio);
Zaccagni (Lazio);
Pellegrini (Roma);
Dovbyk (Roma);
Nzola (Pisa);
Ekkelenkamp (Udinese);
Vlahovic (Juventus);
Neres (Napoli);
McKennie (Juventus);
Bremer (Juventus);
Laurienté (Sassuolo);
Esposito (Cagliari);
De Ketelaere (Atalanta);
Cancellieri (Lazio);
Borrelli (Cagliari);
Cambiaghi (Bologna);
Ferguson (Roma);
Vítinha (Genoa);
Pio Esposito (Internazionale);
Wesley (Roma);
Addai (Como);
Giovane (Hellas Verona);

2 reti
Belotti (Cagliari);
Dybala (Roma);
Loftus-Cheek (Milan);
Ekuban (Genoa);
Mazzitelli (Cagliari);
Pasalic (Atalanta);
Gosens (Fiorentina);
Thorsby (Genoa);
Coulibaly (Lecce);
Serdar (Hellas Verona);
Lookman (Atalanta);
Piccoli (Fiorentina);
Guendouzi (Lazio);
Castellanos (Lazio);
Tramoni (Pisa);
Saelemaekers (Milan);
Gaetano (Cagliari);
Banda (Lecce);
Thorstvedt (Sassuolo);
Isaksen (Lazio);
Bernabé (Parma);
Brescianini (Atalanta);
Pobega (Bologna);
da Cunha (Como);
Conceição (Juventus);
Koné (Roma);
Felici (Cagliari);
N’Dri (Lecce);
Perrone (Como);
Cabal (Juventus);
Pavlovic (Milan);
Pedro (Lazio);
Sulemana (Atalanta);
Casadei (Torino);
Terracciano (Cremonese);
Fadera (Sassuolo);
Stulic (Lecce);
Fabbian (Bologna);
Scalvini (Atalanta);
Muharemovic (Sassuolo);
Belghali (Hellas Verona);
Noslin (Lazio);
Baschirotto (Cremonese);
Berisha (Lecce);
Meister (Pisa);
Bartesaghi (Milan);
Ramón (Como);
Ekhator (Genoa);
Atta (Udinese);
Idrissi (Cagliari);
Spinazzola (Napoli);
Kabasele (Udinese);

1 rete
Moreno (Como);
Vázquez (Cremonese);
Lobotka (Napoli);
Zapata (Torino);
Cristante (Roma);
Bernardeschi (Bologna);
Maripán (Torino);
Karlström (Udinese);
Mina (Cagliari);
Rrahmani (Napoli);
Sanabria (Cremonese);
Luperto (Cagliari);
Barella (Internazionale);
Çelik (Roma);
Buksa (Udinese);
Posch (Como);
Dumfries (Internazionale);
Kossounou (Atalanta);
Cutrone (Parma);
Vojvoda (Como);
Basic (Lazio);
Hermoso (Roma);
Bastoni (Internazionale);
Ranieri (Fiorentina);
Lucumí (Bologna);
Moro (Bologna);
Piotrowski (Udinese);
Caqueret (Como);
Touré (Pisa);
Bernede (Hellas Verona);
Augusto (Internazionale);
Martín (Genoa);
Openda (Juventus);
Sottil (Lecce);
Kelly (Juventus);
Aebischer (Pisa);
De Luca (Cremonese);
Thuram (Juventus);
Gilmour (Napoli);
Johnsen (Cremonese);
Folorunsho (Cagliari);
Kühn (Como);
Gutiérrez (Napoli);
De Winter (Milan);
Frese (Hellas Verona);
Modric (Milan);
Lang (Napoli);
Léris (Pisa);
Messias (Genoa);
Solet (Udinese);
Beukema (Napoli);
Miranda (Bologna);
Payero (Cremonese);
Bisseck (Internazionale);
Dallinga (Bologna);
Ferguson (Bologna);
Zanoli (Udinese);
Frendrup (Genoa);
Benedyczak (Parma);
Raspadori (Napoli);
Delprato (Parma);
Adopo (Cagliari);
Ricci (Milan);
Coco (Torino);
Fofana (Milan);
Ngonge (Torino);
Kalulu (Juventus);
Zalewski (Atalanta);
Dia (Lazio);
Lucca (Napoli);
Samardzic (Atalanta);
Holm (Bologna);
Ellertsson (Genoa);
Cheddira (Sassuolo);
Miretti (Juventus);
Sørensen (Parma);
Norton-Cuffy (Genoa);
Circati (Parma);
Iannoni (Sassuolo);
Kristensen (Udinese);
Cambiaso (Juventus);
Baldanzi (Roma);
Hien (Atalanta);
Ndour (Fiorentina);
Gatti (Juventus);
Bravo (Udinese);
Volpato (Sassuolo);
Vergara (Napoli);
Mkhitaryan (Internazionale);
Sucic (Internazionale);
Adzic (Juventus);
Prati (Cagliari);
Sulemana (Bologna);
Lorran (Pisa);
Palestra (Cagliari);
Athekame (Milan);
Matic (Sassuolo);
Comuzzo (Fiorentina);
Njie (Torino);
Camarda (Lecce);
Gabriel (Lecce);
Folino (Cremonese);
Cuadrado (Pisa);
de Roon (Atalanta);
Di Lorenzo (Napoli);

Autogol
Muharemovic (Sassuolo - 2 autogol);
Freuler (Bologna - 1 autogol);
Caracciolo (Pisa - 1 autogol);
Otoa (Genoa - 1 autogol);
Núñez (Hellas Verona - 1 autogol);
Nelsson (Hellas Verona - 1 autogol);
Sabelli (Genoa - 1 autogol);
Gabriel (Lecce - 1 autogol);
Hien (Atalanta - 1 autogol);
Cambiaso (Juventus - 1 autogol);
Solet (Udinese - 1 autogol);
Frese (Hellas Verona - 1 autogol);
Terracciano (Cremonese - 1 autogol);


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