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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

L'Inter scappa, il Milan blinda il podio e il "miracolo" Como sogna l'Europa. Roma e Juve pareggiano in una bella 27^ di Serie A.



​I nerazzurri dominano, la Roma di Gasperini incanta, ma la Juventus non muore mai.

diMancio

La 27ª giornata di Serie A ci consegna un campionato a due velocità: una corsa solitaria in vetta e una lotta furibonda per i restanti posti che contano. 
Se lo scudetto sembra ormai aver preso la strada di Appiano Gentile, dietro succede di tutto, con sorprese tattiche e rinascite inaspettate.

​L'Inter non si ferma, il Milan risponde presente

​L'Inter di Chivu (67 punti) continua la sua marcia trionfale. 
Il 2-0 sul Genoa, firmato da Federico Dimarco e dal cecchino Hakan Çalhanoglu, è la prova di forza di una squadra che sa gestire i momenti di pressione. Alle sue spalle, il Milan di Allegri non molla: la vittoria a Cremona, arrivata nel finale grazie a Strahinja Pavlovic e Rafael Leão, consolida il secondo posto a quota 57, mantenendo le distanze da un Napoli che, pur soffrendo a Verona, trova in Romelu Lukaku l'uomo della provvidenza per restare sul podio.

​Lo spettacolo dell'Olimpico e il "Gasp-style"

​La partita della settimana è stata senza dubbio Roma-Juventus
Un 3-3 pirotecnico che ha mostrato due volti opposti: la Roma, rigenerata dalla cura Gian Piero Gasperini, gioca a memoria e ottiene il massimo dai suoi interpreti (grande prova di Donyell Malen e Evan Ndicka). 
La Juventus di Spalletti, invece, conferma i suoi limiti cronici: una difesa ballerina e un attacco che fatica a concretizzare, salvata, comunque, nel finale dal cuore di Federico Gatti.

​La favola Como e la rinascita dell'Udinese

​La vera sorpresa di questo campionato resta il Como. La squadra di Fàbregas schianta il Lecce 3-1 e si piazza incredibilmente al 5° posto, trascinata dai gol di Anastasios Douvikas e dal talento di Nico Paz
È un calcio moderno, coraggioso, che sta mettendo in riga le "grandi".

Respira anche l'Udinese, che con un netto 3-0 sulla Fiorentina (un Keinan Davis monumentale) si allontana dalle zone pericolose, condannando i viola di Vanoli a una crisi profonda.

​Note dolenti: Lazio e la zona salvezza

​Notte fonda per la Lazio, sconfitta da un Torino rigenerato dalla cura D'Aversa. 
I biancocelesti sono all'asciutto di gol da tre partite e sembrano aver perso l'identità. 

In coda, il pareggio tra Parma e Cagliari (illuminato dalla magia di Michael Folorunsho) muove poco le acque, mentre il Pisa e l'Hellas Verona rimangono fanalini di coda, sempre più distaccati dal gruppo.

​Adesso andiamo ad analizzare tutte le gare in maniera più dettagliata ed andiamo a leggere le conseguenti classifiche:👇🏼 


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Roma-Juventus 3-3
⚽ 39’ Wesley, 47’ Conceiçao, 54’ Ndicka, 65’ Malen, 78’ Boga, 90+3’ Gatti

ROMA (3-4-2-1): Svilar, Celik, Mancini, Ndicka, Rensch (29' st Ghilardi), Konè, Cristante (29' st El Aynaoui), Wesley, Pellegrini (45' st Zaragoza), Pisilli, Malen. 
All. Gasperini

JUVENTUS (4-2-3-1): Perin, Kalulu, Bremer (44' st Gatti), Kelly, Cambiaso (44' st Openda), Koopmeiners, Thuram (27' st Miretti), Conceição (27' st Zhegrova), McKennie, Yildiz, David (18' st Boga). 
All. Spalletti

Ammoniti: Wesley per gioco falloso. 

Che spettacolo all'Olimpico! Roma-Juventus si conferma una partita folle, un 3-3 che regala emozioni ma che mette a nudo i soliti limiti delle due squadre. 
Da una parte c'è la Juventus di Luciano Spalletti, che sembra prigioniera dei propri fantasmi. 
Il problema del gol per i centravanti è ormai una patologia conclamata: se chi deve segnare non la butta dentro, la squadra perde una dimensione vitale. 
A questo si aggiunge una fragilità difensiva preoccupante; certe leggerezze si pagano carissime a questi livelli. 
Eppure, con un colpo di coda finale, sono riusciti a strappare un pareggio che sa di scampato pericolo. 
Dall'altra troviamo la Roma di Gasperini. Il tecnico ha ormai in mano lo spogliatoio e riesce a trarre il massimo da ogni interprete, proponendo un calcio solido e propositivo. 
La partita è stata un continuo botta e risposta, vissuta su fiammate improvvise: 
Al 39', Wesley sblocca il match con una perla: un tiro a giro sul secondo palo che non lascia scampo. 

Inizio ripresa shock per la Roma. 
Dopo soli due minuti, Conceiçao si inventa un coordinazione perfetta e firma l'1-1 con un gran tiro al volo. 
I padroni di casa non accusano il colpo e al 54' tornano avanti con Ndicka, per poi dilagare al 65' grazie al gol di Malen che sembrava aver chiuso i giochi sul 3-1. 
La Juve ha il merito di non mollare. 
Al 78' Boga accorcia le distanze, riaprendo i giochi per un finale d'assedio. 
Il premio alla persistenza arriva in pieno recupero: al 93' è Gatti a firmare la zampata del definitivo 3-3. 
Un pareggio che accontenta lo spettacolo, ma che lascerà sicuramente l'amaro in bocca a Gasperini per la gestione del doppio vantaggio e darà molto su cui riflettere a Spalletti.

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Torino-Lazio 2-0 
⚽ 21' pt Simeone, 8' st Zapata

TORINO (3-4-2-1): Paleari, Coco, Ismajli, Ebosse, Lazaro, Prati (39' st Tameze), Gineitis (23' st Ilic), Obrador (28' st Nkounkou), Simeone (39' st Kulenovic), Vlasic, Zapata (28' st Casadei). 
All.: D'Aversa

LAZIO (4-3-3): Provedel, Marusic, Provstgaard, Romagnoli, Pellegrini (20' st Tavares), Belahyane (1' st Dele-Bashiru), Cataldi, Taylor, Cancellieri (20' st Isaksen), Ratkov (1' st Noslin), Zaccagni (36' st Dia). 
All.: Sarri

Ammoniti: Gineitis, Vlasic, Tameze, Kulenovic, Tavares per gioco falloso.

Buona la prima per il Torino targata D'Aversa
In un clima surreale all’Olimpico Grande Torino — con gli spalti semivuoti per la dura contestazione della tifoseria — i granata scacciano i fantasmi di un mese senza vittorie schiantando la Lazio per 2-0. 
​Il Toro parte con il piglio giusto e sblocca il match al 21': una conclusione di Zapata viene deviata e si impenna, diventando un assist perfetto per Simeone. Il Cholito è il più lesto di tutti a ribadire in rete e festeggia in modo originale, omaggiando Sal Da Vinci (fresco trionfatore a Sanremo) con i passi della sua "Per sempre sì". 
La Lazio di Sarri accusa il colpo e non riesce a imbastire una reazione degna di nota prima dell'intervallo. 

Nella ripresa, i padroni di casa chiudono i conti dopo soli 8 minuti: pennellata di Obrador per la testa di Zapata, che svetta e firma il raddoppio. 
Sotto di due gol, la Lazio prova finalmente a scuotersi nel finale, ma sbatte contro la difesa granata: 
Ebosse salva il risultato immolandosi su una botta sicura di Dele-Bashiru. 
Paleari mette il lucchetto alla porta con un riflesso felino sull'incornata di Romagnoli. 
Finisce 2-0: tre punti d'oro per il Torino che respira e si allontana dalla zona calda della classifica. 
Notte fonda invece per la Lazio, che certifica la sua crisi offensiva restando a secco per la terza gara consecutiva.

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Sassuolo-Atalanta 2-1
⚽ 23' pt Konè (S), 24' st Thorstvedt (S), 44' st Musah (A)

SASSUOLO (4-3-3): Muric, Coulibaly, Muharemovic, Idzes, Garcia, Thorstvedt, Matic (28' st Lipani), Konè (44' st Doig), Berardi (28' st Nzola), Pinamonti, Laurientè (28' st Fadera e 34' s.t. Iannoni). 
All. Grosso

ATALANTA (3-4-2-1) Carnesecchi, Scalvini, Djimsiti (30' st Hien), Kolasinac Bernasconi (1' st Sulemana), Pasalic, De Roon, Bellanova (1' st Zappacosta), Samardzic, Zalewski (22' st Musah), Scamacca (1' st Krstovic). 
All. Palladino

Ammoniti: Idzes, Bernasconi, Zalewski per gioco falloso; Matic per proteste
Espulso Pinamonti al 16' pt per gioco falloso.

Che impresa del Sassuolo
I neroverdi superano l'Atalanta per 2-1 al termine di una battaglia epica, confermandosi in uno stato di forma strepitoso: con questo successo portano a casa la quinta vittoria nelle ultime sei partite. 
La partita sembra mettersi subito malissimo per i padroni di casa: dopo soli 15 minuti, Pinamonti rimedia un cartellino rosso diretto per un tackle ruvido su Djimsiti, lasciando i suoi in inferiorità numerica per quasi tutto il match. 
Eppure, paradossalmente, è proprio il Sassuolo a passare in vantaggio al 23': corner perfetto di Laurienté e incornata vincente di Koné
L'Atalanta prova a reagire chiudendo il Sassuolo nella propria metà campo, ma la difesa tiene botta e rischia addirittura il raddoppio prima del riposo con un'incursione di Muharemovic. 

​Il secondo tempo segue un copione scritto: la Dea attacca a testa bassa, ma il Sassuolo è un muro invalicabile pronto a scattare in ripartenza. 
Al 69' la strategia paga: ancora Laurienté (in versione assistman) serve Thorstvedt, che col suo mancino fulmina il portiere spedendo la palla sotto l'incrocio per il 2-0. 
Gli ultimi minuti sono per cuori forti. 
L'Atalanta spinge con la forza della disperazione. 
Muric compie un miracolo deviando sul palo un colpo di tacco di Samardzic. 
​Al 86' Musah accorcia le distanze su assist di Zappacosta, riaprendo il match. 
​In pieno recupero, è ancora il portiere Muric a salvare il risultato, deviando sulla traversa un colpo di testa a botta sicura di Scalvini. 
Finisce 2-1: un Sassuolo eroico che, nonostante l'uomo in meno, piega un'Atalanta a cui non è bastato l'assedio finale.

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Cremonese-Milan 0-2
⚽ 45' st Pavlovic, 48' st Leao
 
CREMONESE (3-5-2): Audero; Folino, Luperto, Bianchetti (21'st Terracciano); Zerbin (21'st Barbieri), Vandeputte (36'st Grassi), Thorsby, Maleh, Pezzella; Bonazzoli, Vardy (21'st Djuric). 
All.: Nicola

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori (32'st Nkunku), De Winter, Pavlovic; Saelemaekers (17'st Fullkgrug), Fofana (17'st Ricci), Modric, Rabiot, Bartesaghi (44'st Estupinian); Pulisic (32'st Athekame), Leao. 
All. Allegri  

Ammoniti: Terracciano, Maleh per gioco falloso.

Il Milan espugna lo Zini con un 2-0 pesantissimo, blindando il secondo posto e scaldando i motori in vista del derby. 
Non è stata una passeggiata per gli uomini di Allegri, che hanno dovuto sudare le proverbiali sette camice per scardinare la resistenza di una Cremonese battagliera. 
​L'avvio è tutto di marca grigiorossa: i padroni di casa partono con il dente avvelenato, spaventando i rossoneri con le iniziative di Bonazzoli e Vardy
Il Milan però non affonda e, verso la fine del primo tempo, inizia a macinare gioco. 
Le occasioni fioccano: Leao spreca clamorosamente a tu per tu con il portiere, mentre Pulisic e Fofana sbattono contro un super Audero
Si va al riposo a reti bianche. 

Nella ripresa, Allegri decide di cambiare marcia inserendo Fullkrug e passando a un tridente ultra-offensivo. 
La pressione milanista aumenta, ma la Cremonese si difende con le unghie e con i denti fino agli ultimi istanti. 
​La partita si decide nel "crunch time": 
Al 90', su un corner nell'area affollata, Pavlovic trova una deviazione fortunosa quanto efficace con la spalla che beffa la difesa e regala l'1-0. 
Con la Cremonese tutta in avanti alla disperata ricerca del pari, il Milan colpisce in contropiede al 94'. Nkunku scappa via e, con grande altruismo, serve a Leao un pallone che va solo appoggiato in rete a porta vuota. 
Tre punti d'oro che permettono al Milan di restare a -10 dall'Inter capolista e di tenere a distanza le inseguitrici. 
Una vittoria sporca, di carattere, proprio come piace ad Allegri.

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Udinese-Fiorentina 3-0
⚽ Kabasele (U) al 10’ pt, rig. Davis (U) al 18’ st

Udinese (3-5-2): Okoye; Kristensen, Kabasele, Bertola (dal 28’ st Mlacic); Ehizibue, Piotrowski (dal 28’ st Zarraga), Karlstrom (cap.), Ekkelenkamp, Zemura (dal 28’ st Kamara); Zaniolo (dal 41’ st Miller), Davis (dal 23’ st Buksa). 
All. Runjaic

Fiorentina (3-5-2): De Gea (cap.); Pongracic (dal 1’ st Comuzzo), Rugani, Ranieri; Harrison, Mandragora (dal 26’ st Fabbian), Fagioli (dal 42’ st Fazzini), Brescianini (dal 1’ st Ndour), Parisi; Kean (dal 26’ st Piccoli), Gudmundsson. 
All. Vanoli

Ammoniti: Pongracic (F) al 28’ pt, Ehizibue (U) al 32’ pt, Parisi (F) al 32’ pt, Rugani (F) al 16’ st, Ranieri (F) al 35’ st

L'Udinese schianta la Fiorentina con un perentorio 3-0 nel posticipo del lunedì, mettendo fine a una serie negativa di tre sconfitte e regalando una notte da incubo ai viola. 
Al Bluenergy Stadium non c'è stata partita: i friulani sono scesi in campo con una fame agonistica impressionante, mentre la squadra di Vanoli è apparsa tecnicamente confusa e tatticamente inoffensiva. 
L'Udinese sblocca la gara già al 10': Zaniolo pennella da corner e Kabasele, lasciato colpevolmente solo a due passi dalla porta, svetta di potenza per l'1-0. 
La Fiorentina accusa il colpo e spreca le uniche chance per rientrare: Mandragora grazia i suoi ex compagni prima calciando fuori una punizione e poi sparando alle stelle un pallone d'oro tutto solo in area. 

​Il vero protagonista della serata è Davis
Rientrato dopo un mese di stop, l'attaccante inglese è letteralmente incontenibile: 
​Semina il panico con finte e conclusioni che impegnano De Gea. 
​Al 61', dopo l'ennesima progressione travolgente, viene atterrato da Rugani guadagnandosi un calcio di rigore
Lo stesso Davis trasforma con freddezza dal dischetto per il meritato 2-0, prima di uscire tra gli applausi. 
Vanoli prova a cambiare tutto con le sostituzioni, inserendo forze fresche come Piccoli e Fabbian, ma l'Udinese non rischia nulla (Okoye chiuderà la partita senza aver dovuto compiere parate). 
In pieno recupero arriva il colpo di grazia: il subentrato Buksa firma il 3-0 con un sinistro a giro d'autore che chiude definitivamente i conti. 
Oltre ai tre punti che proiettano l'Udinese al decimo posto (35 punti), la serata è stata segnata dal commovente ricordo di Davide Astori a otto anni dalla sua scomparsa. 
Per la Fiorentina è un brusco risveglio: resta inchiodata a 24 punti, in piena zona calda insieme a Lecce e Cremonese.

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Pisa-Bologna 0-1
⚽ Odgaard (B) 45’ st

PISA (3-5-2): Nicolas; Calabresi (Canestrelli 25’ st), Caracciolo (Iling-Junior 45’ st), Coppola; Leris, Aebischer, Marin, Hojholt (Piccinini 25’ st), Angori (Cuadrado 18’ st); Durosinmi (Stoijlkovic 18’ st), Moreo. 
All.: Hiljemark

BOLOGNA (4-3-3): Skorupski; Zortea, Vitik (Casale 21’ pt), Lucumi, Joao Mario (De Silvestri 29’ st); Moro, Freuler, Sohm (Odgaard 19’ st); Bernardeschi (Orsolini 19’ st), Castro, Cambiaghi (Rowe 29’ st). 
All.: Italiano

Ammonito: Freuler (B) 5’ st, Lucumi (B) 38’ st

Il Bologna continua a volare e si conferma una delle realtà più solide del campionato, espugnando l'Arena Garibaldi con un 1-0 pesantissimo ai danni del Pisa. Una vittoria arrivata proprio sul filo di lana nel posticipo che ha chiuso la 27ª giornata. 
Il Pisa ha giocato una partita coraggiosa, dando l'impressione di poter reggere l'urto e pungere in ripartenza. 
Tuttavia, la superiorità tecnica e l'organizzazione dei rossoblù sono emerse alla distanza. 
Quando il pareggio sembrava ormai scritto, al 90' ci ha pensato Odgaard a risolvere la pratica, siglando il gol che ha gelato lo stadio toscano e regalato i tre punti a Vincenzo Italiano. 
Il Bologna sale a quota 39 punti, blindando l'ottavo posto e guardando con ambizione alle zone europee. 
​Il Pisa resta invece in acque agitatissime: 19° posto con soli 15 punti, a braccetto con il Verona in piena zona retrocessione.

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Parma-Cagliari 1-1
⚽ 18’ s.t Folorunsho (C), 38 s.t Oristanio (P)

Parma (3-5-2): Corvi; Del Prato (1’ s.t Oristanio), Troilo, Valenti; Britschgi, Bernabè (44’ s.t Cremaschi), Keita (30’ s.t Estevez), Ordonez (1’ s.t Nicolussi Caviglia), Valeri (44’ s.t Carboni); Strefezza, Pellegrino. 
All.Cuesta

Cagliari (3-5-2): Caprile, Zé Pedro, Dossena, Rodriguez; Palestra, Adopo, Liteta, Sulemana (42’ s.t Idrissi), Obert; Esposito (42’ s.t Pavoletti), Kilicsoy (16’ s.t Folorunsho). 
All. Pisacane

Ammoniti: 21'p.t Rodriguez (C), 40’ p.t Dossena (C), 10’ s.t Pellegrino (P), 18’ s.t Valenti (P), 21’ s.t Sulemana (C), 45’ s.t +4 Obert (C)


​Lo scontro diretto tra ducali e sardi termina 1-1, un risultato che lascia ad entrambe un pizzico di amaro in bocca ma che testimonia la grande combattività vista in campo. 
Dopo una prima frazione di studio, il match è esploso nel secondo tempo grazie alle giocate dei singoli. 
Il capolavoro di Folorunsho: Al rientro dopo un lunghissimo stop di due mesi, il giocatore del Cagliari ha firmato quello che è già un candidato al "gol dell'anno". 
Da una posizione defilatissima, quasi impossibile, ha scagliato un destro potente e preciso che ha scavalcato Corvi, portando avanti i sardi. 
Il Parma non è rimasto a guardare e ha reagito con grinta. 
La mossa decisiva è arrivata dalla panchina: Oristanio, entrato nella ripresa, si è fatto trovare pronto nel finale e con un preciso diagonale di sinistro ha trafitto Caprile, salvando i suoi dalla sconfitta interna. 
Un punto che serve a muovere la classifica per entrambe, anche se resta negli occhi la magia balistica di Folorunsho.

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Inter-Genoa 2-0
⚽ 31' Dimarco, 70' Rig. Calhanoglu

INTER (3-5-2): Sommer; Akanji, De Vrij (21' st Bisseck), Carlos Augusto; Luis Henrique, Barella, Zielinski (31' st Zielinski), Mkhitaryan (14' st Calhanoglu), Dimarco; Thuram (14' st Esposito), Bonny (31' st Diouf). 
All.: Chivu

GENOA (3-4-2-1): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Ellertsson, Frendrup, Malinovskyi (1' st Amorim), Martin (41' st Sabelli); Baldanzi (21' st Messias), Vitinha (15' st Ekuban); Colombo (21' st Ekhator). 
All.: De Rossi

Ammoniti: Malinovskyi, Mkhitaryan e Calhanoglu per gioco falloso. 

L’Inter non sbaglia a San Siro e supera il Genoa con un solido 2-0, in una partita dove i nerazzurri hanno saputo soffrire nei momenti giusti per poi colpire con cinismo. 
L'avvio è vivace: il Grifone si affaccia subito in avanti con una conclusione di Colombo che però finisce alta. La risposta dei padroni di casa non si fa attendere, prima con un'incornata di De Vrij neutralizzata da Bijlow, poi con una doppia clamorosa occasione firmata Bonny e Mkhitaryan, con quest'ultimo che fa tremare la traversa. 
Il muro ligure crolla però al 31', quando Dimarco trova lo spiraglio giusto per sbloccare il risultato. 

Nella seconda frazione il Genoa prova a rimettersi in carreggiata con le iniziative di Vitinha ed Ellertsson, ma la mira non è precisa. 
Al 69' arriva l'episodio che chiude virtualmente i giochi: cross di Luis Henrique e tocco di mano di Amorim in area. 
Dal dischetto si presenta lo specialista Calhanoglu, che con la solita freddezza non fallisce il raddoppio. 
Nel finale il Genoa tenta il tutto per tutto. 
All’82’ un rinvio sfortunato di Akanji su tiro di Ekhator rischia di trasformarsi in un clamoroso autogol, ma un riflesso di Sommer salva il clean sheet. 
Gli ultimi assalti di Ostigaard non cambiano il copione: l'Inter incassa i tre punti. 
Una vittoria d'autorità che conferma la marcia dei nerazzurri.

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H.Verona-Napoli 1-2
⚽ 2' Hojlund (N), 64' Akpa Akpro (V), 90' + 6' Lukaku (N)

H.VERONA (3-5-2): Montipò, Bella-Kotchap (9' st Frese), Nelsson, Edmundsson, Oyegoke (24' st Suslov), Akpa-Akpro (36'st Niasse), Gagliardini, Harroui (36' st Slotsager), Bradaric, Bowie, Sarr (9' st Mosquera). 
All.: Sammarco

NAPOLI (3-4-2-1): Meret, Beukema, Buongiorno, Juan Jesus, Politano (32' st Mazzocchi), Lobotka (28' st Gilmour), Elmas, Spinazzola (6' st Gutierrez), Vergara (32' st Giovane), Alisson Santos (28' st Lukaku), Hojlund. 
All.: Conte

Ammoniti: Akpa Akpro, Vergara, Sammarco, Conte, Elmas, Suslov, Harroui, Juan Jesus, Lukaku.

Il Napoli soffre più del previsto ma riesce a strappare tre punti d’oro contro un Verona mai domo, risolvendo la pratica solo nei minuti di recupero con il timbro del suo bomber più atteso. 
La partita inizia in discesa per gli uomini di Conte: passano appena due minuti e Hojlund svetta di testa firmando il vantaggio lampo. 
Il Napoli prova a cavalcare l'onda con Spinazzola, ma il Verona non resta a guardare e risponde con Bowie. Prima dell'intervallo, Montipò tiene in vita i gialloblù con un miracolo su Elmas, mentre Edmundsson si traveste da portiere salvando sulla linea l'ennesima conclusione a botta sicura di Hojlund. 

Nel secondo tempo il Verona alza il baricentro. 
Akpa Akpro ci prova prima in rovesciata, poi al 64' trova il varco giusto: il suo destro viene deviato (proprio da Hojlund, in un goffo quanto decisivo intervento difensivo) e la palla finisce in rete per l'1-1. Il Napoli accusa il colpo, Vergara e Giovane spaventano la difesa azzurra, ma la mira non è precisa. 
Quando il pareggio sembrava ormai scritto, il Napoli getta il cuore oltre l'ostacolo. 
In pieno recupero, è Lukaku a farsi trovare pronto nel posto giusto: una zampata che vale il definitivo 2-1 e fa esplodere il settore ospiti. 
Una vittoria sporca ma fondamentale per la classifica del Napoli, che dimostra di saper vincere anche quando la manovra non è fluida.

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Como-Lecce 3-1
⚽ 13' Coulibaly (L), 18' Douvikas (C), 36' Rodriguez (C), 44' Kempf (C)

COMO (4-2-3-1): Butez, Van Der Brempt, Ramón, Kempf (1' st Diego Carlos), Alberto Moreno, Perrone (19' st Sergi Roberto), Da Cunha, Vojvoda (19' st Paz), Caqueret, Rodríguez (39' st Diao), Douvikas (32' st Morata). 
All.: Fàbregas

LECCE (3-5-2): Falcone, Siebert, Tiago Gabriel (39' st Jean), Ndaba (1' st Pierotti), Veiga, Gandelman (14' st Ngom), Ramadani, Coulibaly, Gallo, Cheddira (14' st Štulić), Banda (28' st Sottil). 
All.: Di Francesco

Ammoniti: Banda per gioco falloso. 

Il Como di Cesc Fàbregas cala il tris al Sinigaglia, ribaltando un inizio in salita contro il Lecce e confermando un gioco spumeggiante che diverte e convince. 
La partita inizia a ritmi altissimi.
I padroni di casa partono forte con Douvikas, ma Falcone si oppone da campione. 
A sorpresa, però, è il Lecce a passare in vantaggio al 13': Coulibaly trova il guizzo giusto e firma l'1-0. 
Il Como non si scompone e inizia a macinare calcio: 
Dopo un tentativo di Rodriguez, sale in cattedra Douvikas che sigla il pareggio. 
Pochi minuti dopo, l'attaccante greco concede il bis (o propizia il sorpasso firmato dallo spagnolo, a seconda della deviazione) ribaltando completamente l'inerzia del match. 
Prima di andare negli spogliatoi, al 44', Kempf svetta più in alto di tutti su un cross preciso e di testa cala il tris che manda il Como al riposo sul 3-1. 

Nel secondo tempo è un monologo dei padroni di casa. La squadra di Fàbregas sfiora a più riprese il quarto gol: Douvikas va vicino alla tripletta personale, mentre il talento di Nico Paz e l'esperienza di Morata mettono i brividi alla difesa salentina. 
Nel finale il Lecce prova un sussulto d'orgoglio con Diao all'85', ma un super Falcone evita un passivo ancora più pesante con un intervento prodigioso. 
Vittoria d'autorità per il Como, che mette in mostra una qualità tecnica superiore e una gestione della partita ormai da grande squadra.

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Classifica 

Squadra

Punti

Internazionale

67

Milan

57

Napoli

53

Roma

51

Como

48

Juventus

47

Atalanta

45

Bologna

39

Sassuolo

38

Udinese

35

Lazio

34

Parma

33

Cagliari

30

Torino

30

Genoa

27

Fiorentina

24

Cremonese

24

Lecce

24

Pisa

15

Hellas Verona

15

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Marcatori 


14 reti

  • ​Lautaro Martínez (Internazionale)

​9 reti

  • ​Rafael Leão (Milan)
  • ​Anastasios Douvikas (Como)
  • ​Rasmus Højlund (Napoli)
  • ​Nico Paz (Como)

​8 reti

  • ​Hakan Çalhanoglu (Internazionale)
  • ​Christian Pulisic (Milan)
  • ​Keinan Davis (Udinese)
  • ​Moise Kean (Fiorentina)
  • ​Kenan Yildiz (Juventus)

​7 reti

  • ​Domenico Berardi (Sassuolo)
  • ​Marcus Thuram (Internazionale)
  • ​Riccardo Orsolini (Bologna)
  • ​Nikola Krstovic (Atalanta)
  • ​Marco Pellegrino (Parma)
  • ​Santiago Castro (Bologna)
  • ​Gift Orban (Hellas Verona)

​6 reti

  • ​Federico Dimarco (Internazionale)
  • ​Giovanni Simeone (Torino)
  • ​Nikola Vlasic (Torino)
  • ​Rolando Mandragora (Fiorentina)
  • ​Scott McTominay (Napoli)
  • ​Gianluca Scamacca (Atalanta)
  • ​Andrea Pinamonti (Sassuolo)
  • ​Lorenzo Colombo (Genoa)
  • ​Matías Soulé (Roma)
  • ​Donyell Malen (Roma)

​5 reti

  • ​Jamie Vardy (Cremonese)
  • ​Piotr Zielinski (Internazionale)
  • ​Ruslan Malinovskyi (Genoa)
  • ​Federico Bonazzoli (Cremonese)
  • ​Stefano Moreo (Pisa)
  • ​Christopher Nkunku (Milan)
  • ​Jens Odgaard (Bologna)
  • ​Nicolò Zaniolo (Udinese)
  • ​Jonathan David (Juventus)
  • ​Ange-Yoan Bonny (Internazionale)
  • ​Manu Koné (Sassuolo)

4 reti
Kempf (Como);
Rabiot (Milan);
Adams (Torino);
Anguissa (Napoli);
Gudmundsson (Fiorentina);
McKennie (Juventus);
Laurienté (Sassuolo);
Østigård (Genoa);
Baturina (Como);
Kiliçsoy (Cagliari);
Pio Esposito (Internazionale);
Wesley (Roma);
De Bruyne (Napoli);

3 reti
Kostic (Juventus);
Loftus-Cheek (Milan);
Cataldi (Lazio);
Ekuban (Genoa);
Zaccagni (Lazio);
Pasalic (Atalanta);
Thorsby (Genoa);
Pellegrini (Roma);
Dovbyk (Roma);
Coulibaly (Lecce);
Nzola (Pisa);
Ekkelenkamp (Udinese);
Vlahovic (Juventus);
Neres (Napoli);
Bremer (Juventus);
Solet (Udinese);
Banda (Lecce);
Thorstvedt (Sassuolo);
Isaksen (Lazio);
Bernabé (Parma);
Conceição (Juventus);
Esposito (Cagliari);
De Ketelaere (Atalanta);
Cancellieri (Lazio);
Borrelli (Cagliari);
Cambiaghi (Bologna);
Ferguson (Roma);
Pavlovic (Milan);
Pedro (Lazio);
Casadei (Torino);
Vítinha (Genoa);
Addai (Como);
Giovane (Hellas Verona);
Spinazzola (Napoli);
Kabasele (Udinese);

2 reti
Zapata (Torino);
Cristante (Roma);
Belotti (Cagliari);
Dybala (Roma);
Bernardeschi (Bologna);
Maripán (Torino);
Mazzitelli (Cagliari);
Gosens (Fiorentina);
Buksa (Udinese);
Ndicka (Roma);
Akanji (Internazionale);
Vojvoda (Como);
Serdar (Hellas Verona);
Moro (Bologna);
Caqueret (Como);
Lookman (Atalanta);
Piccoli (Fiorentina);
Guendouzi (Lazio);
Folorunsho (Cagliari);
Castellanos (Lazio);
Modric (Milan);
Tramoni (Pisa);
Messias (Genoa);
Beukema (Napoli);
Saelemaekers (Milan);
Gaetano (Cagliari);
Bisseck (Internazionale);
Brescianini (Atalanta);
Pobega (Bologna);
da Cunha (Como);
Kalulu (Juventus);
Zalewski (Atalanta);
Koné (Roma);
Felici (Cagliari);
N’Dri (Lecce);
Samardzic (Atalanta);
Perrone (Como);
Cabal (Juventus);
Norton-Cuffy (Genoa);
Sulemana (Atalanta);
Terracciano (Cremonese);
Fadera (Sassuolo);
Stulic (Lecce);
Fabbian (Bologna);
Cambiaso (Juventus);
Scalvini (Atalanta);
Muharemovic (Sassuolo);
Belghali (Hellas Verona);
Gatti (Juventus);
Noslin (Lazio);
Baschirotto (Cremonese);
Berisha (Lecce);
Meister (Pisa);
Mkhitaryan (Internazionale);
Bartesaghi (Milan);
Ramón (Como);
Ekhator (Genoa);
Atta (Udinese);
Idrissi (Cagliari);

1 reti
Moreno (Como);
Vázquez (Cremonese);
Lobotka (Napoli);
Akpa Akpro (Hellas Verona);
Zappacosta (Atalanta);
Karlström (Udinese);
Mina (Cagliari);
Rrahmani (Napoli);
Sanabria (Cremonese);
Luperto (Cagliari);
Barella (Internazionale);
Locatelli (Juventus);
Çelik (Roma);
Posch (Como);
Dumfries (Internazionale);
Kossounou (Atalanta);
Cutrone (Parma);
Basic (Lazio);
Hermoso (Roma);
Bastoni (Internazionale);
Ranieri (Fiorentina);
Lucumí (Bologna);
Piotrowski (Udinese);
Touré (Pisa);
Bernede (Hellas Verona);
Fagioli (Fiorentina);
Ramadani (Lecce);
Augusto (Internazionale);
Martín (Genoa);
Harroui (Hellas Verona);
Openda (Juventus);
Sottil (Lecce);
Kelly (Juventus);
Aebischer (Pisa);
De Luca (Cremonese);
Thuram (Juventus);
Gilmour (Napoli);
Musah (Atalanta);
Johnsen (Cremonese);
Kühn (Como);
Gutiérrez (Napoli);
De Winter (Milan);
Frese (Hellas Verona);
Lang (Napoli);
Léris (Pisa);
Miranda (Bologna);
Payero (Cremonese);
Dallinga (Bologna);
Ferguson (Bologna);
Zanoli (Udinese);
Frendrup (Genoa);
Benedyczak (Parma);
Raspadori (Napoli);
Delprato (Parma);
Adopo (Cagliari);
Ricci (Milan);
Coco (Torino);
Fofana (Milan);
Éderson (Atalanta);
Ngonge (Torino);
Oristanio (Parma);
Dia (Lazio);
Lucca (Napoli);
Henrique (Internazionale);
Holm (Bologna);
Ellertsson (Genoa);
Cheddira (Sassuolo);
Miretti (Juventus);
Sørensen (Parma);
Circati (Parma);
Iannoni (Sassuolo);
Kristensen (Udinese);
Baldanzi (Roma);
Hien (Atalanta);
Ndour (Fiorentina);
Bravo (Udinese);
Volpato (Sassuolo);
Vergara (Napoli);
Ordóñez (Parma);
Sucic (Internazionale);
Adzic (Juventus);
Prati (Cagliari);
Sulemana (Bologna);
Lorran (Pisa);
Pisilli (Roma);
Palestra (Cagliari);
Athekame (Milan);
Matic (Sassuolo);
Troilo (Parma);
Comuzzo (Fiorentina);
Njie (Torino);
Camarda (Lecce);
Rodriguez (Como);
Gabriel (Lecce);
Folino (Cremonese);
Cuadrado (Pisa);
Lukaku (Napoli);
de Roon (Atalanta);
Di Lorenzo (Napoli);

Autogol
Muharemovic (Sassuolo - 2 autogol);
Cambiaso (Juventus - 2 autogol);
Freuler (Bologna - 1 autogol);
Caracciolo (Pisa - 1 autogol);
Otoa (Genoa - 1 autogol);
Parisi (Fiorentina - 1 autogol);
Núñez (Hellas Verona - 1 autogol);
Nelsson (Hellas Verona - 1 autogol);
Sabelli (Genoa - 1 autogol);
Gabriel (Lecce - 1 autogol);
Hien (Atalanta - 1 autogol);
Frese (Hellas Verona - 1 autogol);
Terracciano (Cremonese - 1 autogol);
Solet (Udinese - 1 autogol);

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