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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

DIFESA AL BUIO: L’ITALIA SCOPRE LA GUERRA DAL TELEGIORNALE (DI DUBAI) - Il Ministro della difesa (!!!) polemizza sul rientro, ma la domanda è "Ma dove Caxxo vai!!!" (È meglio l'Assessore alle "varie ed eventuali" di Zelig)

 


Il Ministro Crosetto bloccato tra i grattacieli mentre gli alleati attaccano l’Iran. 
La sicurezza nazionale in mano a chi non viene nemmeno avvisato dagli "amici" americani.

diMancio

Siamo arrivati all'apoteosi. 
Quello che doveva essere un dramma si è trasformato, come spesso accade in Italia, in una farsa grottesca. 
Siamo nel pieno di un conflitto, un attacco militare che rischia di incendiare il mondo intero, ma il nostro Governo riesce a distinguersi non per strategia o diplomazia, ma per un’incredibile, imbarazzante sprovvedutezza.  

Lo avevo anticipato nell'articolo che annunciava L'inizio di questa ennesima guerra:👇🏼


Ma la Vicenda è così inverosimile che merita (?) un capitolo tutto suo.

L'Assessore alle "attività varie ed eventuali" di Zelig,  il celebre personaggio comico Palmiro Cangini, interpretato da Paolo Cevoli a partire dal 2002 sarebbe più adeguato di chi abbiamo al comando.
O avremmo, o avremmo dovuto avere, o ... Non so è che il tutto sembra una pantomima.

Famoso per la sua parlata romagnola e la gestione confusionaria del comune immaginario di Roncofrittoè noto per le sue frasi cult come "Fatti i fatti miei" e "I fatti mi cosano" sicuramente avrebbe fatto di più (anche perché cosa ci vuole a fare più di niente?) e soprattutto avrebbe detto cose più sensate.

Invece ci troviamo a descrivere una realtà che se non fosse tragica sarebbe molto più ridicola di quanto possano inventarsi i comici.

Mentre i missili solcavano il cielo e l'operazione "Ruggito del Leone" scattava tra USA e Israele contro l'Iran, il nostro Ministro della Difesa, Guido Crosetto, si trovava a Dubai
Non per una missione diplomatica segreta, non per coordinare le basi NATO, ma per motivi personali: era andato a riprendere la famiglia. 

Risultato? 
È rimasto intrappolato negli Emirati con lo spazio aereo chiuso, esattamente come un turista qualsiasi, mentre l'aeroporto internazionale di Dubai finiva nel mirino della rappresaglia iraniana

E del ministro degli esteri che non sapeva che il ministro della difesa fosse a Dubai, ne vogliamo parlare?
No, vabbè.... Limitiamoci ad una di cazzata.

La difesa del "Volo di Stato" (che non interessa a nessuno)

Dopo ore di silenzio assordante, il Ministro è riapparso sui social con un tono tra l'offeso e l'indignato. Ha annunciato il suo rientro con un aereo militare, ma ci ha tenuto a precisare — con un vittimismo che ormai è il marchio di fabbrica di questo esecutivo — di aver pagato il volo il triplo per evitare polemiche sull'uso dei soldi pubblici.

"Trovo vergognoso e basso questo modo di fare polemica", ha tuonato Crosetto. 
Che mi suona come quel "fatti i fatti miei" che citago in precedenza.

Ma caro (si fa per dire) Ministro, il punto non è il portafoglio. 
A noi non frega nulla se il volo lo paga lei o lo paghiamo noi. 
Il problema è che lei non c'era. 
Il problema è che il Ministro della Difesa di un Paese che si vanta di essere il "miglior alleato" di Trump e degli Stati Uniti è stato l'unico a non sapere nulla. 
Mentre l'intelligence globale era in allerta rossa, la nostra "guida" della Difesa guardava il panorama di Palm Jumeirah, probabilmente scoprendo dell'attacco dai sottopancia di qualche telegiornale locale o da TeleMeloni.

Un Paese che non conta nulla

La verità che emerge da questa vicenda mette i brividi: l'Italia, a livello internazionale, conta zero. 
Se i tuoi principali alleati lanciano un'offensiva di questa portata e non si disturbano nemmeno di farti un colpo di telefono per dirti "forse non è il weekend ideale per andare a Dubai", significa che la nostra sicurezza è in balia del caso. 
Siamo nelle mani di gente che ha le stesse informazioni di un utente medio su X, o su Facebook, ma con la responsabilità di un'intera nazione e dei nostri militari all'estero.

Le opposizioni, con il Movimento 5 Stelle in testa, chiedono ora le dimissioni immediate. 
Stefano Patuanelli lo ha detto chiaramente: non è una questione personale, è una questione di catena di comando
L'improvvisazione in guerra non è ammessa. 
Non si può gestire una crisi nucleare in videoconferenza da un hotel di lusso perché si è rimasti "sorpresi" dagli eventi.

 #Manciopensiero  #MancioMindset  #MancioReflections

Abbiamo un Ministro che fa la vittima perché deve pagarsi l'aereo, mentre il Paese scopre di avere una Difesa che viaggia a fari spenti nel bel mezzo di una tempesta. 
È legittimo chiedersi: abbiamo ancora un Ministro della Difesa o solo un turista molto costoso e decisamente permaloso? 
La dignità e la decenza vorrebbero un passo indietro. 
Ma per farlo, bisognerebbe prima capire la gravità del proprio ruolo. 
Cosa che, evidentemente, a Dubai non insegnano.

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© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

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