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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

L’ITALIA AL BIVIO: TRA SCHEDATURE FASCISTE, SQUADRISMO DI STATO E IL RITORNO DEI FANTASMI DEL PASSATO.




Dal "caso Bonelli-Vespa" alla militarizzazione delle piazze, fino all'ombra dell'ICE americana sulle Olimpiadi: cronaca di una nazione che flirta con l’autoritarismo mentre dimentica i suoi eroi civili.

di Mancio

​C’è un’Italia che urla, una che prega e una che, purtroppo, sembra aver smarrito la bussola della decenza democratica. 
Viviamo in un’epoca in cui le "porcherie" politiche fanno notizia e le buone azioni finiscono nel dimenticatoio, sommerse da una narrazione unica che serve solo a chi detiene il potere. 
Ma proviamo a mettere ordine in questo caos titanico.

​La Resistenza dei Trecento: No alla Schedatura

​Il primo segnale d’allarme arriva dal mondo dell’istruzione. 
La giovanile di Fratelli d’Italia, Azione Studentesca, ha lanciato una proposta delirante: schedare i "professori di sinistra". 
La risposta non si è fatta attendere: 305 tra docenti e personale ATA hanno firmato un documento che è un vero atto di Resistenza culturale. 
Hanno ribadito un concetto che oggi suona rivoluzionario, ma che dovrebbe essere l’ABC della nostra convivenza: 
l’antifascismo non è un’opinione, è il cuore pulsante della nostra Costituzione.

​Torino: 200 violenti contro 50.000 sognatori

​Passiamo alle piazze. 
I fatti di Torino sono il paradigma della manipolazione mediatica. 
Da un lato, la violenza inaudita di 200 individui che attaccano agenti e giornalisti – atti da condannare senza riserve – dall'altro, 50.000 persone che sfilavano pacificamente per i propri diritti. 
Di loro, però, non parlerà nessuno.
Come nessuno parla di Claudio Francavilla, 60 anni, trasformatosi in una maschera di sangue dopo una carica della polizia. 
Colpito, medicato alla meglio e poi abbandonato sul selciato come un sacco vuoto. 
Per lui nessuna solidarietà governativa, nessun selfie, nessuna visita in ospedale. 
Claudio non è funzionale alla propaganda.

​Il "Metodo Crosetto" e lo spettro delle Brigate Rosse

​Mentre Sigfrido Ranucci analizza lucidamente come questi scontri servano a giustificare la "democrazia del controllo", il Ministro della Difesa Guido Crosetto alza il tiro in modo pericoloso. 
Paragonare i teppisti di Torino alle Brigate Rosse è un’operazione antistorica e irresponsabile, utile solo a preparare il terreno per una repressione indiscriminata contro ogni forma di dissenso.

​Inquisizione in TV: Il caso Bonelli-Vespa

​Lo spettacolo più degradante è andato in scena nel servizio pubblico. 
Bruno Vespa, a Cinque Minuti, ha trasformato un’intervista ad Angelo Bonelli (AVS) in un processo sommario, arrivando a tirare in ballo il padre 102enne del deputato. 
Bonelli ha risposto con una dignità d'altri tempi, ricordando a chi oggi dà lezioni di legalità che la storia della destra italiana affonda le radici in episodi ben più oscuri, come la manifestazione del 1973 a Milano guidata da un giovane La Russa, finita con la morte dell'agente Antonio Marino.

​L'ombra dell'ICE e il "Vannaccismo" in ritirata

​Mentre il Ministro Piantedosi ride in Aula di fronte alle accuse di aver mentito sulla presenza dell’ICE (l'agenzia di sicurezza americana nota per i metodi brutali dell'era Trump) alle Olimpiadi di Milano-Cortina, i cittadini rispondono con 60.000 firme per dire "ICE OUT".

​In questo clima cupo, una nota di colore (o di ridicolo): l'ex generale Roberto Vannacci è pronto a lasciare la Lega per fondare "Futuro Nazionale". Dopo i flop elettorali, il "vate" della destra si mette in proprio, diventando paradossalmente il miglior regalo possibile per l'opposizione.

​Luci nel buio: Nicolò Govoni e la fine dell'idolatria

​Fortunatamente, l'Italia è anche quella di Nicolò Govoni
Il fondatore di Still I Rise, che garantisce istruzione ai bambini profughi, è portabandiera alle Olimpiadi. 
Un simbolo di empatia che vince sull'odio. 
E a proposito di simboli, finalmente il volto di Giorgia Meloni è stato rimosso dall'affresco di San Lorenzo in Lucina. 
Un barlume di decenza in un Paese che stava scivolando pericolosamente verso il culto della personalità.

​Epilogo: Il grido di Ylenia

​Non dimentichiamo, infine, che mentre la politica gioca a scacchi con la propaganda, la realtà morde. Ylenia Musella, 22 anni, è stata uccisa dal fratello. 
Un altro femminicidio in un contesto di degrado che non riceve risposte, se non quelle del "populismo penale" denunciato da Franco Gabrielli: leggi fatte "sulla pancia della gente" che non proteggono nessuno, né i cittadini né le forze dell'ordine.

​Siamo in un incubo o è la nuova realtà? 
Il risveglio dipende solo da noi.

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© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

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