L’odio social diventa un bene comune: la Sindaca Salis vince la battaglia contro un hater e devolve l'intera cifra... E sono "martellate"
Risarcimento di 5.000 euro devoluto interamente ai centri antiviolenza genovesi: «Trasformo gli insulti in sostegno alle donne vittime di abusi»
di: Mancio
Ma la notizia non risiede solo nella condanna, bensì nella destinazione di quei fondi: la prima cittadina ha deciso di non trattenere un solo centesimo per sé, devolvendo l'intera cifra a tre realtà fondamentali del territorio genovese che operano in prima linea contro la violenza di genere: il Centro Antiviolenza Mascherona, l’associazione “Per non subire violenza” e Casa Pandora.
La doppia violenza sulle donne
Trasformare il male in bene
La scelta di donare il risarcimento nasce dalla volontà di non permettere che queste aggressioni vengano derubricate a semplici "goliardate social".
La violenza verbale è spesso il preludio o il riflesso di una cultura dell'abuso più profonda, che colpisce donne in ogni ambito lavorativo, non solo in quello politico o pubblico.
L'episodio assume un sapore di giustizia quasi poetica: l'hater, convinto di colpire e umiliare una singola donna, ha finito — del tutto involontariamente — per finanziare il recupero e la protezione di moltissime altre donne vittime di abusi e maltrattamenti.
Un segnale per la comunità
Genova si conferma così un laboratorio non solo di solidarietà, grazie al lavoro instancabile delle associazioni beneficiarie, ma anche di dignità istituzionale nel contrasto a ogni forma di discriminazione.
Non so se il timore di una sanzione economica potrebbe essere lo strumento più efficace per "ripulire" il dibattito pubblico sui social o se serve un intervento educativo più profondo, penso che, comunque, Silvia Salis è tornata a lanciare martelli come quando era un'atleta.




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