Le cose non sono mai quello che sembrano ©. Clicca sull'immagine.

Le cose non sono mai quello che sembrano ©.           Clicca sull'immagine.
Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

​Il Nero che Macchia il Mare, la Coscienza che Ferma il Passo: Il "Caso Mola" tra Saluti Romani e l’Autosospensione di Sportelli.



Dall'inchiostro nostalgico del Consigliere Calabrese alla crisi di nervi di una maggioranza travolta dalle polemiche: Pietro Sportelli sceglie il silenzio dell’autosospensione per non affogare nel fango delle etichette e ritrovare il senso del "fare politica".

di Mancio

​C’è un inchiostro nero, denso e anacronistico, che si è riversato nel mare apparentemente calmo della politica "progressista" di Mola di Bari
Un inchiostro che ha il braccio teso e la mano piatta del saluto romano, un gesto compiuto dal Consigliere Pinuccio Calabrese che ha squarciato quel velo di ipocrisia — quelle "banane sugli occhi", per citare un’espressione colorita ma efficace — che spesso impedisce di guardare in faccia la realtà.

​La vicenda, esplosa dopo la diffusione della foto incriminata, non ha scatenato solo una tempesta politica, ma un vero e proprio corto circuito di argomentazioni, comprese anche etichette ignoranti e stereotipi da tifoseria. 

Da una parte, c’è chi ha cavalcato la "cazzata" (perché di questo si tratta, pur nella sua gravità istituzionale) di Calabrese per chiedere non solo le sue dimissioni, ma il totale smantellamento della giunta e dell’amministrazione Colonna
Quasi come se quel gesto fosse il grimaldello perfetto per sbarazzarsi di un avversario politico, bypassando la riflessione per passare direttamente alla ghigliottina.

​Ma la realtà, si sa, non è mai solo bianca o nera. Esistono le sfumature, i percorsi individuali e le storie personali che non possono essere cancellate dal colpo di testa di un singolo. 

Se nel precedente intervento qui 
su Manciolandia:👇🏼

(Qualora voleste leggerlo o rileggerlo, sono arrivati tanti complimenti) 

...avevamo analizzato la vicenda con un pizzico di ironia e uno sguardo critico su tutti i protagonisti, oggi il focus si sposta su chi, in questo caos, ha scelto una strada diversa: quella della coscienza.

​La rottura di Pietro Sportelli: Quando la politica incontra l'uomo

​Mentre le scuse di Calabrese arrivavano — sincere o forzate che fossero — lasciando a molti l’amaro sapore del classico "tarallucci e vino", il Consigliere Pietro Sportelli ha deciso di non voltarsi dall’altra parte.

​Già all’apparire delle foto, Sportelli era stato netto: 

“Il saluto fascista non è una leggerezza, ma un richiamo a un’ideologia che ha negato i diritti. L’antifascismo è il fondamento della nostra convivenza”

Un ragionamento cristallino che però, nel tritacarne dei social e dei corridoi comunali, rischiava di apparire come l'ennesima dichiarazione d'intenti senza seguito.

​Invece, Sportelli ha sorpreso tutti guardandosi dentro. Rifiutando il compromesso del "quieto vivere" e stanco di un clima fatto di semplificazioni brutali e insulti reciproci, ha annunciato la sua autosospensione dalla maggioranza e dalla lista "Ora! A sinistra".

Non siamo tutti uguali. 
Ognuno ha la propria storia, la propria sensibilità e il proprio vissuto. 
C'è chi non riesce a fare finta di nulla, chi non riesce a "turarsi il naso" e andare avanti ignorando quel malessere interiore che nasce dal rifiuto dei compromessi strutturali della politica.
Pietro Sportelli, che considero prima di tutto un ragazzo onesto, si è trovato incastrato in questa situazione assurda. 
Da un lato, il desiderio di non gettare via anni di lavoro fatti come consigliere e la sua storia nell'associazionismo per un momento di rabbia che ti porterebbe a "mandare tutti a fanculo". 
Dall'altro, l'impossibilità di tollerare quanto accaduto

​Un passo di lato, non una fuga

​Quello di Sportelli non è il gesto di chi scappa, ma di chi si ferma per non essere travolto.

“Ci sono momenti in cui la responsabilità non è andare avanti a ogni costo, ma sapersi fermare”, ha dichiarato. 

La sua scelta nasce da un malessere profondo, umano prima che politico. 
Vedere la propria storia personale e associativa mischiata a tifoserie becere e interpretazioni strumentali lo ha spinto a cercare un "tempo necessario di riflessione".
L'analisi del suo pensiero rivela una rarità nel panorama odierno: 
l'accostamento della parola "Politica" alla parola "Coscienza"
Il Consigliere rivendica il diritto di non essere schiacciato da un meccanismo che preferisce l'urlo al ragionamento. 
Vuole ascoltare la città, quella vera, che non cerca lo scontro ma il bene comune.

​Le reazioni: Tra applausi e scetticismo

​In città, la mossa ha spaccato l'opinione pubblica. Molti hanno accolto la notizia con sollievo: 
finalmente qualcuno che mette i valori davanti alla poltrona, qualcuno che ha il coraggio del "passo scomodo". 
È il riconoscimento di un’onestà intellettuale che oggi scarseggia.
Tuttavia, non mancano i dubbi. 
Dal punto di vista tecnico-politico, c’è chi fa notare che l'autosospensione è una figura ibrida: 
cosa farà concretamente in aula? 
E soprattutto, perché autosospendersi dalla propria lista se proprio quella lista aveva chiesto la testa del "fascista"? 

Il sospetto di alcuni è che ci sia un cortocircuito tra la volontà del movimento di uscire dall'amministrazione e la difficoltà del Sindaco — o dello stesso Sportelli — di recidere nettamente i legami.


#Manciopensiero sul contesto 

La verità è che siamo bloccati in un circolo vizioso, un meccanismo contorto dove i confini tra ciò che è giusto e ciò che è conveniente si fanno sempre più sfocati. 
La confusione che percepiamo non è casuale: le distrazioni, siano esse pianificate o figlie del caos, servono a coprire derive pericolose e, soprattutto, il silenzio assordante di chi avrebbe il potere (e il dovere) di decidere.

​È un’intrusione sottile: è come se qualcuno fosse entrato in casa nostra senza scassinare la serratura, agendo nell'ombra della legalità o dell'indifferenza. 

La domanda sorge spontanea: in mancanza di una direzione chiara e condivisa, dobbiamo rassegnarci all'idea che nulla cambierà mai, o dobbiamo dare peso alle scosse che abbiamo avvertito ultimamente?

​È possibile che tutto resti immobile? E se sì, a quale prezzo?

​La frustrazione nasce proprio qui, nel tentativo di conciliare logiche opposte che mandano il cervello in cortocircuito. 

Certo che la patata è bollente:
Credevamo che la politica fosse il luogo del confronto e della "festa" democratica, ma la realtà è più cruda: ogni posizione ha un costo e non tutti sono disposti a pagarlo, specialmente a certe condizioni.

​Il vero paradosso, il punto focale di tutta la questione, è questo: mentre noi ci interroghiamo sui valori e cerchiamo faticosamente di portarli avanti, chi gestisce il potere  resta saldamente al proprio posto, immune al cambiamento. 

C'è chi si trova in imbarazzo se deve contribuire a fare in modo che "Il Carrozzone" possa andare "avanti da sé......". 

Chi vuole fare politica con i valori si scontra con una struttura che, per sua natura, sembra progettata per restare identica a se stessa.

​È un'analisi amara, ma molto lucida. 
Quello scontro tra neuroni di cui parliamo è il segno che non ci si può accontentare delle risposte facili. 

Ma comunque deve arrivare il momento nel quale bisognerà pure evolversi anche per quanto riguarda la politica.

​Verso il Consiglio Comunale

​Dietro i comunicati ufficiali, restano le ferite di un uomo che si dice "scosso" da quanto accaduto. 
La politica, quando diventa "bastonate sui sentimenti", perde la sua bussola.
Cosa succederà ora? 
I prossimi giorni e il prossimo Consiglio Comunale saranno decisivi. 
Resta il fatto che Pietro Sportelli, con il suo fermarsi, ha costretto tutti a guardare nello specchio. 
Perché se la politica non è anche coscienza, è solo gestione del potere. 
E a Mola, dopo l'inchiostro nero, c’è un disperato bisogno di colori puliti.

Commenti

IL LIBRO DI MANCIO !!!

IL LIBRO DI MANCIO !!!
Le cose non sono mai quello che sembrano ©

© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

ACQUISTA SU

- www.ilmiolibro.it

ACQUISTA ORA: CLICCA QUI!!!

- La Feltrinelli (librerie e/o sito)

- Cartolandia Mola

(Via S.Chiara, 5 - Mola di Bari)

- Francesco Basile Strumenti Musicali

(Via Matteotti, 14 - Taranto )

- Stores esterni (amazon,Apple, Kobo, ecc.)

(versione cartacea Isbn: 9788891066589

ebook Isbn: 9788891066824)

CLICCA "MI PIACE" sulla pagina:

Le cose non sono mai quello che sembrano

www.facebook.com/lecosenonsonomaiquellochesembrano

Puoi acquistare il libro anche dalla stessa pagina facebook:

Clicca QUI: Acquista ora !!!

Top 10 (gli articoli più letti di sempre)