La guerra si espande e le conseguenze aumentano. Morte, ma anche scossoni.
di: Mancio
#Manciopensiero
Il palcoscenico della geopolitica mondiale sta vivendo le sue ore più buie, segnate da un inedito scontro frontale tra la Casa Bianca e il Palazzo della Moncloa. Donald Trump, tornato a vestire i panni del "decisionista globale" con una ferocia che non risparmia gli alleati, ha ufficialmente puntato il mirino contro il Premier spagnolo Pedro Sánchez.
La vendetta di Trump: Spagna "bandita"
La furia del tycoon è esplosa direttamente dalla Sala Ovale.
Il motivo?
Sánchez ha osato dire "no".
Il Primo Ministro spagnolo ha negato agli Stati Uniti l’uso delle basi militari nazionali per le operazioni belliche contro l’
Iran e si è rifiutato di piegare il bilancio dello Stato alle pretese americane, che esigevano un innalzamento delle spese
NATO al
5% del PIL.
La ritorsione non si è fatta attendere: Trump ha dato ordine al Segretario al Tesoro,
Scott Bessent, di
recidere ogni legame commerciale con la Spagna. "Non ha una leadership, il loro governo è terribile", ha tuonato Trump, isolando Madrid per la sua insubordinazione.
Ma in un’Europa popolata da leader pronti a scattare sull'attenti, il rifiuto di Sánchez brilla come una medaglia al valore: la dignità di un uomo di Stato che non accetta di trasformare il proprio Paese in una piattaforma di lancio per guerre illegittime.
Il "teatro dell'assurdo" all'ONU: Melania e la Pace di facciata
Mentre i missili solcano i cieli del Medio Oriente, a New York è andata in scena una messinscena senza precedenti.
Con un’ipocrisia che gli storici faticheranno a descrivere, ha parlato di protezione dei bambini e dell'uso dell'
IA nell'educazione, proprio mentre le bombe americane e israeliane colpiscono centri abitati.
Non una parola sull'aggressione all'Iran, né sul controverso
"Board of Peace", l'organismo con cui Trump punta a scavalcare definitivamente le
Nazioni Unite per governare il mondo a propria immagine e somiglianza.
È il paradosso del nuovo ordine mondiale:
si predica la pace in mondovisione mentre si finanzia il conflitto.
Fronte Iran: La "Guerra Preventiva" nel caos
Sul campo, la situazione è incandescente.
L'attacco congiunto USA-Israele contro l'Iran, giustificato come "preventivo", viene smontato dagli analisti più lucidi.
Lucio Caracciolo ha evidenziato come questa operazione stia avvenendo nel caos totale: non c'era una minaccia imminente da parte di Teheran e i negoziati mediati dall'
Oman stavano dando frutti.
Le ultime notizie dal fronte parlano di un’escalation incontrollata:
- Invasione del Libano: Le forze israeliane continuano l'avanzata di terra, mentre i raid aerei colpiscono infrastrutture strategiche.
- Reazione Iraniana: Teheran ha promesso una risposta "annientatrice", aumentando il rischio che lo scontro diventi una guerra regionale totale coinvolgendo le potenze vicine.
- Confusione a Washington: L'amministrazione Trump sembra navigare a vista, passando dall'obiettivo del "cambio di regime" a una strategia di bombardamenti a tappeto che sta colpendo anche le stesse fazioni interne che gli USA speravano di appoggiare.
L’Italia dei "lecchini" e il coraggio dell'Opposizione
Mentre Sánchez condanna il colpo di Stato in Venezuela e il genocidio a Gaza, l'Italia resta in un silenzio imbarazzante.
Le opposizioni (Pd, M5S e Avs) hanno finalmente alzato la voce, chiedendo che la Premier riferisca urgentemente in Aula.
I cittadini hanno il diritto di sapere: qual è la posizione ufficiale dell'Italia?
Quali rischi corriamo?
L'ultimo baluardo
Oggi, Pedro Sánchez è l'unico leader europeo ad aver mantenuto la schiena dritta.
Ha sospeso gli accordi con Israele, ha condannato l'attacco all'Iran e ha difeso la sovranità spagnola dalle pretese di Trump.
In un continente di "cheerleader" del trumpismo, la Spagna resta un faro di democrazia.
Stare con Sánchez oggi significa stare dalla parte dell'umanità e della legge, contro la barbarie di chi crede che il mondo sia una proprietà privata da bombardare a piacimento.
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