PRC Mola dice "No" al nuovo impianto di Biometano: lo spettro di Martucci agita la politica locale.
Rifondazione Comunista alza il muro contro il progetto FORSU in area agricola: «Il nostro territorio non può essere il sacrificio sull'altare dei rifiuti»
di: Mancio
Non c’è pace per le terre di Mola di Bari. In un clima già teso a causa della ferita mai rimarginata del sito di Martucci — l'eco-mostro che da quarant'anni condiziona la salute e l'ambiente del sud-est barese — si apre un nuovo fronte di scontro.
Al centro della contesa c’è la proposta di un’azienda privata di realizzare un impianto industriale per il trattamento della FORSU (frazione organica dei rifiuti solidi urbani) finalizzato alla produzione di biometano e compost.
Il consumo del suolo agricolo
Il primo punto di attrito riguarda la localizzazione. L'area individuata è classificata come agricola. Secondo gli esponenti di Rifondazione, trasformare questo fazzoletto di terra in un sito industriale significherebbe svendere il patrimonio territoriale a logiche speculative, compromettendo definitivamente la vocazione naturale del luogo che andrebbe, invece, valorizzata.
L’ombra di un nuovo impatto sanitario
Il timore più grande riguarda la salute pubblica. Il comunicato evidenzia come un impianto di tale portata porterebbe con sé:
- Logistica pesante: Un aumento massiccio del traffico di mezzi compattatori, aggravato dalla vicinanza alle nuove uscite stradali previste.
- Rischi per aria e falda: Si temono infiltrazioni e miasmi che andrebbero a sommarsi a un quadro ambientale già critico, in un'area dove manca ancora uno studio epidemiologico puntuale che mappi gli effetti di decenni di gestione dei rifiuti.
«Mola non è una discarica a cielo aperto»
Le richieste alla Maggioranza
Per fermare l'iter, il partito ha presentato una lista di richieste urgenti all'amministrazione comunale:
- Portare la discussione nella Commissione speciale "Martucci".
- Esprimere parere contrario formale in Conferenza dei Servizi.
- Coinvolgere ASL e ARPA per valutazioni sanitarie indipendenti e approfondite.
- Valutare il ricorso al TAR nel caso in cui le autorizzazioni venissero concesse senza garanzie.
- Aprire un confronto pubblico e trasparente con i cittadini.


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