Il grande bluff della propaganda: la crisi diplomatica tra Roma e Madrid e il boomerang dei controlli alle frontiere che devasta le vacanze degli italiani
Dalla strumentalizzazione dello scontro a Ceuta alla sospensione unilaterale di Schengen, fino alla dura contromisura di Pedro Sánchez: come la rincorsa agli slogan elettorali di Meloni e Tajani ha isolato l'Italia in Europa e scaricato pesanti disagi su migliaia di turisti in pieno agosto.

di: Mancio
In una torrida estate segnata già da complessi flussi turistici, il governo italiano guidato da Giorgia Meloni è riuscito nel raro e rovinoso intento di trasformare una questione migratoria circoscritta in una rovente crisi diplomatica internazionale, finendo per travolgere i propri stessi cittadini.
Quello che è andato in scena nelle ultime settimane tra Roma e Madrid è un manuale su come la politica ideologica e la ricerca dello slogan a effetto possano trasformarsi in un boomerang catastrofico, con conseguenze economiche, di immagine e di operatività pratica interamente scaricate sulle spalle degli italiani.
La scintilla di Ceuta e la strumentalizzazione politica
L'affondo di Pedro Sánchez e lo smascheramento dei numeri
Di fronte all'imposizione di verifiche di frontiera che minavano la libera circolazione e discriminavano i cittadini spagnoli nel pieno delle ferie estive, il Premier Pedro Sánchez è intervenuto prima con una dura lettera formale inviata alle istituzioni dell'Unione Europea, e poi affrontando direttamente l'esecutivo italiano.
Con una lezione di rigore istituzionale e trasparenza aritmetica, Sánchez ha smontato la narrazione sovranista citando i dati ufficiali di Frontex relativi agli ingressi irregolari registrati negli ultimi anni (2021-2026): mentre la Spagna ne contabilizzava circa 234.000, l'Italia superava quota 478.000.
L'ipocrisia del governo Meloni è stata così messa a nudo: il Paese che si ergeva a censore delle altrui frontiere si rivelava essere, numeri alla mano, il vero punto critico delle rotte migratorie, peraltro in aperta violazione dei parametri sul Regolamento di Dublino.
L'ultimatum disatteso e la contromisura di Madrid
A fronte dell'ultimatum di Madrid che chiedeva il ripristino delle normali regole dell'Area Schengen, la risposta da Palazzo Chigi è stata una rigida chiusura. In un comunicato dal tono stizzito, la Premier Meloni rivendicava la linea dura invocando generici "rischi di sicurezza e di terrorismo" mai comprovati da alcuna relazione dei servizi.
Il conto finale lo pagano i cittadini
Tra code chilometriche, orari d'imbarco stravolti, controlli a tappeto ed episodi limite — come il blocco a Minorca di 40 turisti italiani rimasti a terra per disguidi sulla carta d'imbarco di un minorenne —, le ferie di tantissimi cittadini si sono trasformate in un incubo burocratico. L'illusione di poter piegare il diritto europeo a fini di consenso interno ha generato un boomerang perfetto: a fronte di un bilancio reale pari a zero migranti irregolari intercettati, l'Italia raccoglie un pesante isolamento politico in sede UE e una lunga estate di disagi per i propri cittadini.
Insomma, se pensavate che al peggio non c'è mai fine, anche questa volta vi sbagliavate.


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