Il ritmo della libertà unisce le generazioni: Caparezza trionfa all'8ª edizione del Premio Enzo Del Re a Mola di Bari
Nell'Arena Castello gremita d'innumerevoli spettatori va in scena la celebrazione del "Molese Anarchico Uomo Libero". L'annuncio dello spazio che prenderà il nome del corpofonista consacra una serata tra satira, memoria civile e impegno sociale.

di: Mancio
L'evento, promosso dal Comune di Mola di Bari con il patrocinio della Regione Puglia, è stato ideato da Domenico Sparno e Rodolfo Vaccarelli e organizzato dall'associazione ETRA APS ETS con il supporto della libreria Culture Club Cafè.
A condurre la serata sul palco è stata la direttrice artistica storica di MAUL, Timisoara Pinto — giornalista musicale, autrice Rai e massima biografa di Del Re (autrice del saggio Lavorare con lentezza. Enzo Del Re, il corpofonista) — affiancata dalla giornalista e addetta stampa Annamaria Minunno. Insieme hanno guidato lo svolgimento dello spettacolo, alternando esibizioni musicali, momenti di riflessione politico-sociale e la cerimonia di premiazione.
La scaletta musicale: dal ritmo dei bassi alle origini della sedia ritmica
Ad aprire la sezione più propriamente musicale è stata l'esibizione dei 100 Bassi, Il loro impatto sonoro e ritmico ha subito immerso la piazza nel clima civile della serata, portando il pubblico in un mondo scandito dai versi "quanda bomb ncap" e dalla "guerra che se ne fotte", prima di regalare una personale interpretazione del celebre brano di Del Re Teng na voglie e fa niende.
Il culmine della serata: la premiazione e il trionfo di Caparezza
Quando sul palco è entrato Caparezza, l'intera Arena Castello è letteralmente esplosa d'entusiasmo.
L'artista molfettese ha ricevuto ufficialmente il Premio Enzo Del Re 2026, concretizzato in una scultura in ferro e vetro realizzata dal maestro Nicola Genco, ricca di elementi simbolici storici legati all'eredità di Del Re: la sedia di legno ritmica, la scala, il basco rosso e la scheggia di vetro.
A coronamento della premiazione, Caparezza ha regalato al pubblico un'esibizione di straordinaria intensità:
- La reinterpretazione de Il Banditore: Il brano iconico del 1974, che Caparezza ha inciso nel suo ultimo lavoro discografico (Orbit Orbit) — segnando una scelta storica, trattandosi dell'unica cover mai registrata nella sua intera carriera. L'artista ha spiegato alla platea come, per non rischiare di snaturare l'essenza minimale, viscerale e insuperabile del corpofonista original-radicale, abbia evitato scimmiottamenti, optando per una veste arrangiativa diametralmente opposta, imponente e orchestrale "alla Hans Zimmer".
- Brani dal proprio repertorio: Intersecando la cover ai suoi pezzi più civili, satirici ed emblematici, Caparezza ha tirato a lucido il filo rosso che unisce la satira di oggi ai canti di protesta di ieri.
Le affinità elettive: perché Caparezza può essere in un certo senso l'erede naturale di Enzo Del Re
Sebbene appartengano ad epoche e generi apparentemente distanti — il folk di protesta radicale degli anni '70 da un lato, l'hip-hop/crossover contemporaneo dall'altro —, Enzo Del Re e Caparezza condividono un'affinità artistica, etica e concettuale profonda:- Anarchia artistica e rifiuto del conformismo: Enzo Del Re è stato l'incarnazione vivente del concetto di M.A.U.L. (Molese Anarchico Uomo Libero), rifiutando per tutta la vita le dinamiche del mercato e dell'industria discografica. Allo stesso modo, Caparezza, pur conquistando le vette delle classifiche, mantiene una totale indipendenza espressiva e creativa, lavorando in totale autonomia «senza nessun intervento esterno».
- Impegno civile, satira e critica sociale: Del Re dava voce alle lotte contadine, operaie e agli ultimi della società con testi spietati contro il potere; Caparezza adotta l'arma della rima, dell'iperbole e dell'ironia dissacrante per vivisezionare il precariato, la deriva culturale, la politica e le ipocrisie del nostro tempo.
- Il ritmo come motore percussivo: Del Re usava la fisicità, la voce, la sedia e le scatole di fiammiferi come percussione; nel rap di Caparezza è la metrica, l'incastro sillabico e la prosodia della parola a trasformare il linguaggio nel vero e proprio beat del pezzo.
- Evoluzione della figura del cantastorie pugliese: Dalla Mola di Bari di Del Re alla Molfetta di Caparezza, la narrazione popolare si evolve. Se Del Re ha reinventato il cantastorie in chiave proletaria d'avanguardia, Caparezza ne raccoglie il testimone trasformando i propri album in autentici saggi concettuali, visivi e teatrali.
- Sperimentazione vocale e gusto per l'onomatopea: Dai suoni di strada e dal ritmo dei mercati usati da Del Re fino ai calambour, invenzioni linguistiche, campionamenti e distorsioni timbriche di Caparezza, entrambi mostrano un'identica fascinazione per la malleabilità sonora della lingua italiana e dialettale.
- Emergency: Presente per promuovere le attività umanitarie, il contrasto alla guerra e soprattutto la campagna nazionale R1PUD1A. Un'iniziativa volta a riaffermare l'Articolo 11 della Costituzione italiana ("L'Italia ripudia la guerra..."), promuovendo l'obiezione di coscienza, il disarmo e la risoluzione diplomatica dei conflitti per contrastare la normalizzazione della guerra.
- Amnesty International: Presente con i propri volontari per sensibilizzare la cittadinanza sulla difesa dei diritti umani, la libertà d'espressione e la tutela dei prigionieri politici nel mondo.
- AVIS (Sezione locale di Mola di Bari): Presente per diffondere la cultura della donazione del sangue e della solidarietà comunitaria.
Valori, diritti e l'impegno sociale delle Associazioni
In perfetta coerenza con la lezione etica, pacifista e anticonformista di Enzo Del Re, l'evento è stato concepito anche come cassa di risonanza per i diritti umani e la solidarietà sociale. Durante la serata sono stati allestiti i punti informativi di tre importanti realtà:
Una riflessione sull'autenticità e un annuncio storico per la città
Un'Arena del Castello gremita in ogni ordine di posto, con migliaia di persone giunte anche da fuori regione, ha testimoniato la vitalità di una comunità che si ritrova e investe nella cultura.
Non manca chi si chiede, legittimamente, se manifestazioni di questa portata rischino di allontanarsi dall'essenza purista e intransigente di un artista come Enzo Del Re, che ha fatto del rifiuto di ogni compromesso una scelta esistenziale.
Si tratta di un dibattito rispettabile, ma la riuscita della serata dimostra che ciò che conta davvero è far sì che il suo messaggio autentico — fatto di libertà, giustizia sociale e coerenza — continui a circolare con forza, soprattutto di fronte alle contraddizioni della politica e della società contemporanea.











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