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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

L’Eco di “Esserci”: La Notte Bianca dei Giovani e la Magia di una Comunità Reale


Fonti foto: pagina Notte Bianca dei Giovani e Sabino Guardavaccaro 

Tra ricordi, tradizione e nuovi sguardi sul futuro: il racconto di un’esperienza condivisa a Mola di Bari


di: Mancio  

Anche quest' anno tanta attesa, tante aspettative, tante emozioni.
Sono 11 anni che ci ritroviamo a cercare di mettere un punto al tutto e, come vedremo, non è facile né metterlo né individuarlo perché la vita non è misurabile come noi lo facciamo per convenzione.

La forza del tema: Esserci come scelta e comunità

Esserci. 
Non è solo un verbo o una parola detta per caso: è un concetto profondo, l’essenza pura di un’intenzione e il vero motore di questa edizione della Notte Bianca dei Giovani a Mola di Bari
Un appuntamento che ha dimostrato ancora una volta di essere la più grande “fabbrica di pensieri positivi” tra tutte le manifestazioni che animano il territorio molese. 





​Il fulcro dell'evento ha visto la sua serata conclusiva il 1° agosto, un momento di festa che in realtà non si è rivelato un vero e proprio "finale". 
Piuttosto, è stato un emozionante preludio al meraviglioso concerto all'alba del 2 agosto, un passaggio simbolico verso il nuovo giorno carico di tutti i significati e le sfumature che ciascuno di noi ha potuto cogliervi. 





L'evento trae la sua linfa vitale dall'associazione "Ala di riserva", che porta avanti con dedizione questo progetto socio-culturale. 
L'obiettivo profondo della manifestazione è proprio quello di valorizzare le energie dei ragazzi del territorio, offrire spazio al talento emergente e costruire ponti concreti tra le diverse realtà associative, culturali e umane della città.

​La scintilla e il viaggio: dall'Arena Castello all'Ombelico del Mondo

​La serata ha preso vita con il rullare dei tamburi. 
Il centro del paese si era già acceso da circa un'ora con la stessa carica di energia quando, a sua volta, anche l’Arena Castello si è illuminata per dare il via all’atto finale di questa edizione.

​Ma la situazione non è stata unicamente cantata. Quando la musica travolgente della Band della Felicità si è sovrapposta al ritmo dei tamburi, l'atmosfera si è trasformata: l'intera arena è diventata davvero “L’ombelico del mondo”.

​Questo pezzo trascinante ha fatto da vera e propria sigla a uno spettacolo che ha raccontato il viaggio ideale di due ragazze, Emanuela ed Adriana... 
Che non solo per comodità chiameremo così.





Nel loro percorso sul palco, le due protagoniste imparano a interagire davvero con le persone, preferendo il contatto umano autentico alla solita routine quotidiana che rischia di appiattire ogni cosa.

​Lungo il loro cammino, Emanuela e Adriana fanno due incontri fondamentali:

  • La consapevolezza sociale: L'incontro con i manifestanti che portano una forte e toccante testimonianza sul drammatico problema del femminicidio.
  • Il legame con le radici: Il momento condiviso con chi custodisce e rappresenta le tradizioni locali. Un mondo che a prima vista può sembrare lontano nel tempo, ma che in realtà custodisce quell'eredità culturale che forma il nostro stesso DNA.

​Il Cinema Differente: "L'ultimo nodo" e la cancellazione delle distanze

​Proseguendo il loro viaggio, le due ragazze arrivano nel luogo magico della Notte Bianca, unendosi al pubblico per assistere a una proiezione speciale. 
Si tratta della restituzione finale del Laboratorio di Cinema differente, un'iniziativa formativa ed esperienziale che ha visto la nascita di diversi cortometraggi realizzati dai partecipanti: dei veri e propri piccoli gioielli di creatività.

​Tra questi spicca “L’ultimo nodo”. un corto realizzato da giovanissimi alle prime armi che, guidati dalla regia di Alex D’Antona, con io supporto di Bianchini, De Siato e Giusto,  sono riusciti a mettere in campo qualità straordinarie: anima, passione, profonda umanità e, soprattutto, la voglia di esserci per il gruppo e non per il singolo individuo.

​È in quel momento preciso che accade la magia: il confine tra interpreti e pubblico sfuma del tutto. Proprio come suggerisce il titolo del corto, “L’ultimo nodo” si scioglie, ed è la stessa essenza della Notte Bianca a far capire a chiunque si trovi lì il significato profondo di "Esserci"

La bellezza di questo evento sta nel fatto che ognuno può esserci in qualsiasi modo desideri, sentendosi parte integrante di una grande e accogliente famiglia.

​Le assenze che diventano presenza: Il ricordo di Marilù

​In questa cornice, anche l'assenza cambia di significato. 
E diventa fondamentale rendersi conto che, con il passare del tempo, questa smetta di essere un vuoto e diventa la forma più autentica e pura della presenza.

​Il ricordo di Marilù, colei che ha ispirato tutto questo continua a vivere nella Notte Bianca dei Giovani, della quale è a tutti gli effetti l'anima fin dal primissimo momento. 

Nel tema “Esserci”, c'è uno spazio profondo dedicato anche a lei: la certezza incrollabile che chi lascia un segno indelebile nel cuore di una comunità continua a essere presente ogni singolo giorno, attraverso i valori, i gesti, le idee e i sogni che ha saputo trasmettere e ispirare.

​Da questi presupposti, chiunque può attingere per riflettere sulla propria vita e sulla propria esperienza personale, riconsiderando il proprio modo di fare famiglia e con chi scegliere di esserlo. 

La forza e la bellezza della Notte Bianca stanno proprio qui: nella sua capacità di fare rete, fare comunità e aggregare realtà locali e non, gruppi, associazioni e singoli cittadini che, dentro questa bolla d'aria buona, pur mantenendo ognuno la propria unicità, smettono di sentirsi soli. 




​Un'esperienza personale: dal "non potrò" al "non potevo"

​Per quel che mi riguarda, è un appuntamento a cui non sono mai mancato. 
Quest'anno ho voluto giocare a lungo con il tema: in questi giorni è stato spontaneo e quasi naturale passare dal pensiero "non potrò non esserci" alla consapevolezza felice del "non potevo non esserci", una volta che i riflettori della festa si sono spenti.

​Vivere una manifestazione del genere ha mille sfaccettature:

  1. Come singolo: Per riscoprire sé stessi dentro un contesto stimolante.
  2. Con i propri cari: Viverlo accanto alla persona che chiami famiglia.
  3. Come collettività: Sentirsi parte di un ingranaggio umano enorme, che abbraccia i giovani volontari della Notte Bianca, i coordinatori, l'associazione organizzatrice "Ala di riserva" e tutto quel mondo produttivo che lavora dietro le quinte per rendere possibile la magia.

​Dal silenzio della notte alla luce del nuovo giorno

​Nel gran finale, dopo il solito momento ... "È da qui", 
la Band della Felicità ha trascinato tutti in un momento di puro divertimento e condivisione esclusivamente musicale. 

Poi, per un po', il ritmo si è placato e il tempo si è fermato, lasciando momentaneamente spazio al silenzio della notte molese.

​Una pausa breve, durata fino a quando la giornata non è rinata con lo splendido concerto all'alba. 
La musica che ha salutato il sorgere del sole ci ha accompagnati verso il nuovo giorno e, idealmente, verso tutti i giorni futuri che dovremo vivere per delineare il nostro domani. 
Una notte che non ha portato solo il classico "consiglio", ma ha fatto nascere una serie di "nuovi noi" che da oggi in poi andranno a mescolarsi con quello che siamo già stati in passato.
Spiegare tutto questo a parole non è semplice. 
I sentimenti e le emozioni più viscerali non sempre riescono a essere incanalati nelle forme classiche dell'espressione scritta. 
Non è un caso che per cercare di esserci abbiamo dovuto assistere a tutte le forme d'arte, dalla musica alla danza, al teatro, ecc ....

Anche quest'anno ci ho provato, consapevole però che qualsiasi cosa io sia riuscito a mettere nero su bianco, per me ha rappresentato infinitamente di più.

​Quest'anno ancora più dell'anno scorso, perché c'è una grande verità di fondo: più si condivide, più si è famiglia. 

E io adoro immensamente la mia famiglia: sia quella registrata sullo stato di famiglia, sia quella straordinaria e allargata che mi rende ogni giorno parte del meglio di una comunità.

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