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Bari, le frasi choc del consigliere Carrieri su donne e bambini all'autobus: il sindaco Leccese e la città rispondono no al razzismo

Dopo lo scatto social a tradimento e l'attacco discriminatorio sul BRT da parte dell'esponente leghista-vannacciano, la ferma risposta della Bari accogliente.


​


di: Mancio  

​Un nuovo episodio di intolleranza e speculazione politica ha travolto il dibattito cittadino a Bari. 
Al centro della vicenda c'è il consigliere comunale Giuseppe Carrieri, vicino alle posizioni del generale Roberto Vannacci, autore di un post social che ha scatenato la durissima reazione dei cittadini e delle istituzioni.

​La vicenda: scatti a tradimento sui social

​Carrieri ha fotografato a loro insaputa in via Quintino Sella alcune donne con il velo e dei bambini in attesa dell'autobus. 
Pubblicando l'immagine senza alcun rispetto per la privacy di chi stava semplicemente attendendo un mezzo pubblico, la didascalia recitava: 

​«Ecco per chi stanno costruendo il BRT da 160 milioni…»

​L'obiettivo del messaggio era chiaramente quello di additare e mettere alla berlina persone comuni per via del loro aspetto, dei loro abiti tradizionali e del colore della loro pelle. 

Una polemica strumentale rivolta a un’importante opera pubblica per la mobilità sostenibile cittadina, trasformata in un pretesto per alimentare xenofobia e risentimento.

Insomma i soliti pezzi di merda, razzisti e minchioni dei vannacciani e Company che avranno anche il loro seguito, ma sempre di pezzi di merda, questo è sempre bene tenerlo presente a prescindere, qualsiasi sia il tema.

​Alle accuse di discriminazione, Carrieri ha risposto respingendo ogni profilo di razzismo e minacciando denunce e querele verso chiunque critichi le sue affermazioni. 

Si, si.... Credici...

​La risposta esemplare del sindaco Vito Leccese

​A stretto giro è intervenuto il sindaco di Bari, Vito Leccese, ponendo un argine fermo a questa narrazione con parole cariche di senso civico: 

​«Penso a quella madre e a quel bambino. Stavano facendo quello che fanno ogni giorno migliaia di baresi: andare a scuola, al lavoro, a fare la spesa. Si sono ritrovati esposti sui social e trasformati in un bersaglio, senza saperlo, solo per il loro aspetto e per come sono vestiti. 

A Bari nessuno è straniero. 
Non è uno slogan, è la nostra storia e il nostro modo di essere città. 

Di sicurezza, regole e integrazione possiamo e dobbiamo parlare, e chi sbaglia va fermato. 
Ma nessuno può essere additato per il colore della pelle, per gli abiti che indossa o per il Paese da cui viene. 
Chi rappresenta le istituzioni ha una responsabilità in più, perché le sue parole costruiscono il clima di una comunità. 

A quelle donne e a quel bambino dico: questa è anche la vostra città. Su quell'autobus c'è e ci sarà, sempre, posto per tutti.»

Ed i vannacciani muti!

​Riflessione politica e civile

​L'episodio rappresenta il punto più basso della propaganda ideologica: strumentalizzare la quotidianità di madri e bambini per racimolare consenso elettorale fa leva sui pregiudizi più biechi. Questo modo di fare politica, tipico della destra reazionaria e dell'estremismo legato alla figura di Vannacci, tenta di dividere la società creando nemici invisibili tra chi vive, lavora e contribuisce ogni giorno alla vita cittadina.

​Un approccio meschino che degrada il ruolo delle istituzioni. 
Fortunatamente, la storia di Bari e la reazione della sua comunità dimostrano che la città non è disposta a cedere a simili provocazioni e che il rispetto della dignità umana rimane il valore fondamentale su cui costruire il futuro.

E questo è l'importante!

Il resto sono cazzate 
I leghisti e vannacciani sono stupido cazzati.

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