Il caso del film "Naza": dal successo record nei cinema italiani all'accesso libero e gratuito sul web per rompere il silenzio su Gaza
Il documentario shock dei registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia e primo al box office in Italia, sarà trasmesso online senza limiti dal Guardian per scuotere le coscienze.
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| Il film Naza non è un semplice film di denuncia. È Un'opera per scuotere le coscienze e fermare la carneficina |
La notizia straordinaria è che la visione di questo film sarà aperta, libera e del tutto gratuita per chiunque, "a tempo indeterminato".
A dare l'annuncio ufficiale è stato uno dei due co-registi, il giornalista d'inchiesta israeliano Yuval Abraham.
In pratica, concluso il brevissimo passaggio nelle sale cinematografiche (programmato inizialmente per soli tre giorni in Italia, dal 28 al 30 settembre), il documentario verrà reso accessibile gratis e senza alcuna restrizione temporale direttamente sulla piattaforma online del quotidiano britannico The Guardian (coproduttore dell'opera).
La scelta di Yuval Abraham e Rachel Szor: "La verità è un bene comune"
Le ragioni di questa decisione storica sono state spiegate nitidamente dallo stesso regista Yuval Abraham che, insieme alla co-regista Rachel Szor, ha maturato l'idea di rinunciare ad esclusive o guadagni commerciali per privilegiare l'impatto etico e civile dell'opera:
«Data la gravità e l'importanza della questione, io e Rachel Szor, in pieno accordo con The Guardian, abbiamo scelto di mettere il film a disposizione online in modo del tutto gratuito e permanente. Siamo fermamente convinti che negare o nascondere un crimine sia il presupposto che ne permette la perpetrazione ed il prosieguo. Per questo motivo riteniamo fondamentale che, a partire dal nostro Paese, il maggior numero possibile di persone possa prendere visione di questi fatti».
I due cineasti ed investigatori israeliani sono stati duramente attaccati ed accusati in patria di essere dei "traditori della patria" e di voler "lucrare sulla denigrazione del proprio Paese".
A queste pesanti intimidazioni e delegittimazioni, i registi hanno risposto con parole ferme ed esemplari:
«Criticare le azioni del proprio Paese non significa affatto tradirlo, anzi: è un dovere morale di ogni cittadino pretendere di sapere quando il proprio governo commette dei crimini, ed è un dovere di ogni militare o testimone raccontare ciò a cui ha assistito».
Anche per questa profonda convinzione etica i registi hanno voluto trasformare "Naza" in un vero e proprio patrimonio pubblico liberamente accessibile. L'auspicio degli autori è che la pellicola possa raggiungere la platea più ampia possibile per far conoscere la realtà dei fatti e, soprattutto, che riesca a penetrare nella società civile israeliana per stimolare una presa di coscienza ed un'azione concreta dal basso.
Successo travolgente al box office italiano: estese le proiezioni nei cinema
I numeri eccezionali del pubblico hanno convinto la distribuzione (I Wonder Pictures) ed i gestori dei cinema a prolungare la tenuta in programmazione del film oltre le tre date iniziali.
Dopo l'accoglienza trionfale da parte della critica al Festival di Venezia, è arrivato dunque il verdetto ancora più significativo del pubblico, a dimostrazione del fatto che i cittadini non sono affatto disinteressati o indifferenti alla tragedia di Gaza.
Un'opera per scuotere le coscienze e fermare la carneficina
L'auspicio profondo è che "Naza" possa agire da potente catalizzatore, scuotendo le coscienze mondiali, sollecitando le istituzioni internazionali e superando la censura all'interno di Israele.




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