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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Mola, la memoria si fa luogo: Arena per Enzo Del Re, piazze e dediche per Don Bruno e Catia Spada

 


​Con la delibera n. 65, l’Amministrazione Comunale ufficializza l’intitolazione di tre spazi chiave della città a simboli dell'impegno civile, della spiritualità e del volontariato.

diMancio

​La toponomastica di una città non è mai solo una questione di targhe o indirizzi; è la stesura di un’autobiografia collettiva. 

Scegliere a chi affidare il nome di una piazza, di un’arena o di un servizio pubblico significa decidere quali valori consegnare alle generazioni future. 

Mola di Bari lo sa bene: dopo il doveroso omaggio al Professor Fumai, a cui è stata dedicata la Sala del Consiglio, 

(Ne abbiamo parlato qui:👇🏼

la città continua il suo percorso di valorizzazione della memoria locale.

​Con la recente delibera di giunta n. 65 del 24 marzo 2026, l’Amministrazione ha tracciato una linea di continuità tra passato e futuro, scegliendo di onorare tre personalità che, pur in ambiti diametralmente opposti, hanno incarnato l’anima più autentica e laboriosa della comunità.

​Le tre nuove dediche: musica, spirito e cura

​Il provvedimento tocca tre luoghi simbolo della vita cittadina:

  • L'Arena Castello a Enzo Del Re: La "voce" di Mola per eccellenza. Il cantastorie, l’artista del ritmo corporale e dell’impegno sociale avrà finalmente il suo nome legato allo spazio culturale più suggestivo del paese. Del Re non è stato solo un musicista, ma un critico acuto della società, capace di portare il dialetto molese e le istanze dei lavoratori sui palchi di tutta Italia.
  • La Piazzetta a San Domenico a Don Bruno Aloia: Un riconoscimento che profuma di casa per molti molesi. Don Bruno non è stato soltanto una guida per la parrocchia di San Domenico, ma un pilastro umano per l'intera comunità, un punto di riferimento che ha saputo ascoltare e guidare cittadini di ogni età con profonda umiltà.
  • Il Canile Comunale a Catia Spada: Una scelta nata da una volontà corale dell'intero Consiglio Comunale. Catia Spada ha rappresentato l'amore incondizionato verso gli indifesi. Il suo operato nel volontariato non è stato solo un gesto di gentilezza verso gli animali, ma un esempio limpido di cittadinanza attiva e dedizione totale al bene comune.

​Il filo rosso della comunità

​Sebbene le storie di Enzo, Don Bruno e Catia siano diverse per linguaggi e vocazioni, esse risultano unite da una dedizione quotidiana che ha saputo guardare oltre il proprio interesse personale. 

Come sottolineato dal consigliere comunale Pietro Sportelli, l'atto di intitolare uno spazio significa proteggere una memoria affinché continui a essere viva e parlante.

​Questi luoghi non saranno più solo coordinate geografiche, ma custodi di esempi concreti: la libertà creativa di Del Re, la saggezza accogliente di Don Bruno e la generosità instancabile di Catia Spada. 

Mola sceglie così di non dimenticare, trasformando il proprio territorio in un libro aperto sui valori che la rendono una comunità coesa e orgogliosa.

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© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

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