L’Ufficio di Presidenza punisce 32 deputati di opposizione: avevano impedito una conferenza di CasaPound e Skinhead alla Camera. È lo schiaffo finale alle istituzioni democratiche.
di: Mancio
In un’epoca che sembra aver smarrito la bussola dei valori costituzionali, l’ultima decisione dell’Ufficio di Presidenza della Camera segna un punto di non ritorno.
È la cronaca di un "mondo al contrario": 32 deputati delle opposizioni (
Pd,
M5S e
AVS) sono stati ufficialmente sospesi per cinque giorni dai lavori parlamentari.
La loro colpa? Aver difeso la dignità delle istituzioni repubblicane dall’incursione del
neofascismo più becero.
La genesi dello scempio
I fatti risalgono allo scorso 30 gennaio, quando il deputato leghista
Domenico Furgiuele aveva spalancato le porte di una sala parlamentare ai militanti di
CasaPound e del
Veneto Fronte Skinheads.
L’oggetto dell’incontro?
Una conferenza stampa sulla "
remigrazione", termine edulcorato per definire espulsioni di massa basate su criteri etnici.
Di fronte a quello che è apparso come un oltraggio intollerabile alla sede della sovranità popolare, parlamentari come
Nicola Fratoianni,
Laura Boldrini, Arturo Scotto, Riccardo Ricciardi e Angelo Bonelli hanno scelto la via della resistenza civile.
Occupando la sala, hanno impedito fisicamente che il megafono delle istituzioni venisse consegnato a chi, per ideologia, quelle stesse istituzioni vorrebbe abbatterle.
Il verdetto della vergogna
Invece di un riconoscimento per aver agito in "supplenza morale" rispetto a una maggioranza silente, se non complice, è arrivata la scure della punizione.
Con i voti della destra-destra, l’organismo di presidenza ha deciso per l'interdizione: cinque giorni di stop a chi ha avuto la schiena dritta.
Il messaggio che trapela dai palazzi del potere è agghiacciante: non c’è nulla di male nell’ospitare neofascisti e neonazisti alla Camera, ma è un reato politico opporsi a tale scempio.
Una decisione che puzza di
autoritarismo e che mette all’indice chi ha fatto semplicemente il proprio dovere di cittadino e di legislatore: onorare il giuramento sulla
Costituzione antifascista.
Un’epoca folle
Siamo di fronte a una deriva preoccupante.
Mentre chi inneggia alla discriminazione viene accolto con tappeti rossi da certi "pseudo-politicanti", chi difende la democrazia viene allontanato come un agitatore.
È un vomitevole paradosso che colpisce al cuore la Repubblica.
Solidarietà totale ai 32 deputati.
Quello che è accaduto oggi non è solo una sanzione amministrativa, è una ferita aperta sulla pelle dell'Italia democratica.
Che tutti sappiano, che tutti vedano la maschera che è caduta oggi a
Montecitorio: quella di una maggioranza che non nasconde più le proprie simpatie e che punisce, con violenza burocratica, chiunque osi ricordare che l’antifascismo è la base della nostra convivenza.
Dovrebbero vergognarsi.
In un Paese normale, chi spalleggia certe derive dovrebbe rispondere davanti alla legge; qui, invece, si decide di mettere il bavaglio ai giusti.
#MancioThoughts
Insomma, molti degli attori in questa farsa drammatica sono solo dei fascisti di merda e spero sempre ci sia sempre qualche normodotato che li blocchi, anche se allo stato delle cose si viene addirittura puniti.
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