In via Alcide De Gasperi, nella piazza antistante il Municipio, l'installazione in pietra "Bianca di Carovigno" donata dalla famiglia: la cerimonia con il Sindaco Giuseppe Colonna, la Banda della Croce Rossa Militare ed il soprano Nadia Divittorio.


A dieci anni esatti dalla prematura scomparsa dell'artista e scultrice Silvia Paolini (1984 – 2016), la città di Mola di Bari si prepara a renderle un omaggio solenne e permanente, arricchendo il proprio patrimonio artistico urbano con un'opera di eccezionale valore scultoreo e morale.
Domenica 8 novembre 2026, a partire dalle ore 10:00, la piazza antistante la Sede Municipale del Comune di Mola di Bari in via Alcide De Gasperi farà da cornice all'inaugurazione ed alla consegna ufficiale alla cittadinanza della imponente scultura intitolata “Vuoto d’Animo”.
SCHEDA TECNICA E DETTAGLI DELL'OPERA "VUOTO D’ANIMO"
• Autrice del modello originale (gesso): Silvia Paolini (1984 – 2016)
• Realizzazione in pietra: Daniela Giglio
• Curatela artistica: Elena Beloborodova (museologa dell'Associazione "Noi che l'Arte")
• Materiale: Pietra "Bianca di Carovigno"
• Dimensioni: 170 x 100 x 130 cm
• Peso stimato: Circa 30 quintali (3.000 kg)
• Collocazione permanente: Piazza della Sede Municipale, via A. De Gasperi – Mola di Bari
• Data e Ora Inaugurazione: Domenica 8 Novembre 2026 – Ore 10:00
Il legame indissolubile tra Silvia Paolini ed il territorio molese
La collocazione di questo capolavoro a Mola di Bari possiede un significato simbolico profondo.
La nostra cittadina è stata infatti per anni sede della cattedra di Scultura dell'Accademia di Belle Arti di Bari, istituzione in cui Silvia Paolini ha compiuto ed incanalato il suo straordinario talento, conseguendo con successo sia la laurea triennale che la laurea specialistica nella disciplina scultorea.
L'opera giunge a Mola grazie ad un atto di grande generosità ed al forte desiderio della famiglia, su espresso mandato della madre dell'artista, la professoressa Maria Antonietta Buonamico Paolini, e con la costante supervisione del dott. Massimo Diodati, presidente dell’Associazione culturale "Noi che l’Arte".
Il processo di realizzazione e le maestranze coinvolte
Il percorso che ha condotto dall'idea iniziale al manufatto definitivo rappresenta un modello virtuoso di sinergia artistica ed istituzionale.
Il calco ed il modello originale in gesso plasmato dalle mani di Silvia Paolini è stato fedelmente trasposto e scolpito nella pietra "Bianca di Carovigno" dalla talentuosa scultrice Daniela Giglio, con l'attenta curatela scientifica della museologa Elena Beloborodova (referente di "Noi che l'Arte").
Il felice esito della donazione si è concretizzato grazie alla determinazione e al decisivo interessamento dell'Amministrazione Comunale di Mola di Bari.
A tal proposito, la famiglia e gli organizzatori rivolgono un sentito ringraziamento per la preziosa collaborazione agli Uffici Comunali, al sindaco Giuseppe Colonna, al vice sindaco Angelo Rotolo, alla dirigenza dell'ingegnere Annamaria Lepore, nonché alle maestranze tecniche ed operative dell'Impresa Colonna e della Impiantecnica Tagarelli S.r.l., che hanno curato gli aspetti complessi di trasporto e posizionamento dei 30 quintali di pietra.
Il programma della cerimonia di inaugurazione
La manifestazione di domenica 8 novembre vedrà il momento clou nella consegna ufficiale della scultura nella mani del primo cittadino Giuseppe Colonna.
Il momento solenne sarà introdotto da una cornice musicale d'eccezione: prima del svelamento dell'opera si terrà l'esecuzione del “Canto degli Italiani” (l'Inno di Mameli), suonato dalla Banda della Croce Rossa Militare ed intonato dalla splendida voce del soprano Nadia Divittorio.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare a questo momento di grande commozione e riscatto culturale.
💭 #Manciopensiero conclusivo
Accogliere nel cuore di Mola di Bari un'opera monumentale di 30 quintali in pietra Bianca di Carovigno dedicata alla memoria di Silvia Paolini è un gesto di straordinario rilievo estetico, culturale e civile.
Mola, che per anni ha ospitato gli studenti ed i docenti della cattedra di Scultura dell'Accademia di Belle Arti, si conferma naturale culla delle arti visive.
Ricordare il talento di una giovane scultrice scomparsa dieci anni fa attraverso la generosità della mamma Maria Antonietta Buonamico Paolini, la cura dell'associazione "Noi che l'Arte" di Massimo Diodati e la maestria di Daniela Giglio è il modo più bello per dimostrare che l'arte sa sconfiggere il tempo ed il "vuoto d'animo".
Un plauso all'amministrazione del sindaco Colonna per aver reso possibile questa memoria perenne.
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