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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

TeatrAmico e "Non ti pago" di Eduardo del Filippo ... a bocce ferme...




𝐔𝐍 𝐒𝐔𝐂𝐂𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐏𝐈𝐄𝐍𝐎 𝐃𝐈 𝐎𝐑𝐆𝐎𝐆𝐋𝐈𝐎 𝐄𝐃 𝐄𝐌𝐎𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈!


Quando si è conclusa con una ennesima standing ovation di pubblico e critica questa stagione di repliche di NON TI PAGO di Eduardo De Filippo by Teatramico le sensazioni sostanzialmente sono state due:

- Una sensazione di mancanza, perchè ogni volta che leggevo nuove pubblicazioni e vedevo nuove foto delle varie date che si avvicendavano, rivivevo lo spettacolo come se fossi nuovamente in platea.

- La convinzione che se avessero continuato con altre date queste avrebbero prodotto altri sold out e standing ovation a ripetizione.

Credo si aver già abbondantemente descritto quello che per me da sempre è Eduardo de Filippo e la sua produzione, quindi era logico aspettarsi una disamina approfondita di quella che può essere la riproposizione di opere che si rifanno a quello che io considero il Maestro in senso assoluto. 

L'orgoglio che viene fuori in molte delle esternazioni social da parte di chi ha organizzato il tutto è lo stesso che sbandiero io che sono sempre vicino a questo tipo di manifestazioni ed al lavoro che c'è dietro a tutto quello che viene proposto, specialmente quando questo è di grande qualità.

Chiaramente confrontarsi con una tale leggenda comporta anche la paura di potersi mettere sotto lo schiaffo di critiche ed osservazioni che nell'odierno mondo detto della comunicazione potrebbero anche non mancare.

Di certo, però, se si parte dal presupposto che si cimenta con una produzione di Eduardo una compagnia che fa dello studio e di una certa professionalità la propria bandiera, le difficoltà diventano minori.

Centinaia di spettatori, infatti, come la stesso TeatrAmico racconta,  hanno celebrato la grandezza di un artista senza tempo come Eduardo De Filippo nella prestigiosa cornice del Teatro van Westerhout di Mola di Bari che lo vide direttore artistico e cittadino onorario nel 1973.
Una tradizione culturale che la compagnia Teatramico continua a sostenere con esperienza decennale e consapevolezza.

Cosa mi aspettassi da questa nuova produzione di questa splendida compagnia teatrale l'avevo messo per iscritto in sede di presentazione dell'evento, attraverso un articolo 
che è risultato molto apprezzato:👇

E devo dire che tutto è risultato conforme a quanto avevo previsto.

Questo momento di spettacolo e cultura, è stato reso possibile dai veterani di TeatrAmico: Rino Giuliani, Angela Digiorgio, Marilena Berardi, Pasquale Legretto, Vanna Moccia; dai nuovi talentuosi compagni di viaggio: Tonio Berardi, Nunzio Dellerba, Antonio Romano e Stefania Assenti
e dalle neofite Nicoletta D'Attoma e Flavia Ventura della TEATRAMICO ACADEMY.

Lo spettacolo si è avvalso delle Musiche Originali del maestro Vito Padovano,
dei Tecnici Lorenzo Di Bari - Francesco Accettura, diAnthony Marzullo
e della regia di Carla Zanibellato.
Oltre alla collaborazione per il trasporto e il montaggio scena: Giovanni Caliandro e Piero Muraglia;
e la gestione organizzativa di Vito Antonio Campanile e Gaspare Amante.

Un Team che ha lavorato sodo ed ha realizzato, ognuno per le sue competenze un prodotto bello di qualità ed indimenticabile.

Portare in scena Eduardo è stimolante, divertente e gratificante se il lavoro è fatto bene come in questo caso, ma contemporaneamente è un viaggio molto duro.

Per prima cosa perché specialmente alcune parti sono veri e propri monologhi e poi perché hanno una "difficoltà oggettiva nella sua semplicità".

Cosa voglio dire con questa formula che ho virgolettato?

Beh ... Cerco di spiegarlo.

- in primo luogo bisogna dire che una commedia di Eduardo non si può reinterpretare, tagliare, fare delle aggiunte, ecc...
Per lasciarla nella sua grandezza bisogna lasciarla così com'è...
Quella è e quella si deve portare in scena.
Di conseguenza si deve essere in grado di sostenere un simile confronto.

- Non si può però scimmiottare atteggiandosi ad essere il Maestro, altrimenti si rischia di non reggere il confronto.

- Non può essere decontestualizzata, altrimenti non si spiegherebbero alcuni passaggi, non può, quindi essere riportata ai giorni nostri.

- Non si può "portare via dal suo contorno campano", ma non si può scimmiottare il napoletano, se non sei del posto, non si sarebbe credibili.

Insomma, tante piccole accortezze che la compagnia TeatrAmico ha saputo cogliere e mettere in pratica, regalando ai tantissimi spettatori un'esperienza indimenticabile.

È la mia, una disamina a bocce ferme, visto che le repliche sono terminate da un pò.

Qualcosa che volevo dire per completare il mio pensiero  su quello che io da spettatore ho comunque subito considerato un regalo ed una grande avventura.

Non resta, quindi, aspettare la prossima produzione TeatrAmico per godere di un altra performance di grande livello.


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