Via libera finale alla Camera per la nuova legge elettorale: approvato lo “Stabilicum” tra le polemiche di maggioranza e opposizioni
Con 227 voti favorevoli e 164 contrari a scrutinio segreto passa la riforma: Giorgia Meloni rivendica la stabilità e l'unità del centrodestra, mentre le opposizioni denunciano un premio di maggioranza sproporzionato, capilista bloccati e rischio di incostituzionalità.

di: Mancio
Il traguardo odierno giunge dopo i passaggi cruciali delle scorse ore: il 6 ottobre il governo aveva incassato la fiducia sui primi due articoli del provvedimento con voto palese, mentre successivamente sono stati esaminati e approvati l'articolo 3 (relativo alla ridefinizione territoriale dei collegi elettorali di Merano, Bressanone e Bolzano) e l'articolo 8 (che estende ai caregiver le modalità di voto fuorisede).
L'esultanza della maggioranza e la soddisfazione di Giorgia Meloni
All'annuncio del risultato nell'Aula di Montecitorio è scattato un lungo applauso tra le fila della maggioranza.
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha accolto l'esito sottolineando la tenuta e la compattezza della compagine di governo:
“Governi stabili e maggiore partecipazione significano più continuità, più responsabilità e più capacità di dare risposte concrete agli italiani. E a chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così”.
La protesta delle opposizioni e lo scontro in Aula
Il leader di +Europa, Riccardo Magi, ha già preannunciato che la contesa politica varcherà i confini del Parlamento: “La battaglia si sposta nei tribunali”, evocando imminenti ricorsi alla Corte Costituzionale.
Come funziona il nuovo “Stabilicum”: i meccanismi tecnici della legge
Il nuovo impianto elettorale si configura come un sistema essenzialmente proporzionale con premio di governabilità, strutturato secondo i seguenti capisaldi:
- Premio di maggioranza: al raggiungimento della soglia del 42% dei voti, scatta un maxi premio che attribuisce fino a 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato (pari a circa il 17,5% in più dei seggi complessivi), consentendo a una coalizione con meno della metà dei consensi reali di ottenere la maggioranza assoluta in Parlamento.
- Preferenze e capilista bloccati: viene introdotta la possibilità per gli elettori di esprimere la preferenza, ma resta la presenza dei capilista bloccati, lasciando ai vertici dei partiti il potere decisivo sull'elezione dei primi candidati in lista.
- Indicazione del candidato Premier: la scheda o la coalizione indicheranno il nome del leader/candidato alla guida del governo, pur senza l'inserimento diretto del nome del premier sulla scheda elettorale.
- Soglia di sbarramento e firme: vengono mantenute le soglie di accesso al riparto dei seggi, ma si inaspriscono i requisiti per le nuove forze politiche non ancora presenti in Parlamento, che dovranno raccogliere fino a 6.000 firme per circoscrizione (contro le precedenti 1.500).
I profili critici: rappresentanza femminile e dubbi di costituzionalità
Inoltre, il rischio di censure da parte della Consulta per sproporzione del premio di maggioranza potrebbe esporre il Paese al concreto pericolo di dover affrontare le successive consultazioni elettorali con una legge zoppa, compromettendo l'obiettivo primario di stabilità e rappresentatività democratica.


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