Mola di Bari tra cantieri e polemiche: il nodo di Strada San Giovanni, la replica del Sindaco Giuseppe Colonna e l'ipogeo da tutelare
Tra il completamento dei lavori dell'Acquedotto e i riasfalti rurali esplode il dibattito sui ritardi per Strada San Giovanni: il primo cittadino annuncia 300mila euro e sopralluogo con la Soprintendenza.
CANTIERI IN CITTÀ E DIBATTITO SULLE PRIORITÀ VIARIE
MOLA DI BARI – Con una Mola di Bari costellata di cantieri aperti e interventi sulla rete infrastrutturale, in primis quelli legati all’Acquedotto Pugliese, la cittadinanza si interroga di frequente sui tempi reali di conclusione delle opere e sul ripristino della viabilità ordinaria.
Negli ultimi tempi, l'estensione dei lavori alle strade rurali e alle arterie periferiche ha riacceso il dibattito pubblico, spostando l'attenzione sui criteri di priorità adottati dall'amministrazione comunitaria: perché alcuni interventi sono stati avviati rapidamente mentre altre strade sono rimaste in sospeso?
In questo contesto si inserisce la vicenda di Strada Comunale San Giovanni, al centro di accese discussioni a causa del cedimento strutturale e del crollo che hanno interessato l'arteria nei mesi scorsi (vicenda già documentata e approfondita sulle pagine di Manciolandia). Molti residenti e osservatori si sono chiesti se l'arteria non fosse stata dimenticata o messa in secondo piano rispetto ad altri cantieri stradali completati nel territorio comunale, dando vita a indiscrezioni, speculazioni e polemiche indirizzate alla giunta.
LA REPLICA DEL SINDACO GIUSEPPE COLONNA: SOPRALLUOGO CON LA SOPRINTENDENZA
A riprova dell'impegno profuso, il Sindaco ha ricordato il recente sopralluogo effettuato direttamente sul posto insieme ai funzionari e agli esperti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, finalizzato a constatare di persona lo stato dei luoghi e pianificare le azioni da intraprendere su una delle situazioni infrastrutturali più complesse e delicate del territorio molese.
Rispondendo a chi accusa il Comune di essersi svegliato solo di recente per promuovere iniziative propagandistiche sui social e sui media, Colonna ha ribadito l'esistenza di un iter tecnico articolato e inderogabile: «Qui non si parla solo di viabilità e sicurezza. C’è anche un patrimonio archeologico e culturale che appartiene a tutta la comunità, da proteggere e valorizzare. Le due cose vanno di pari passo, senza scorciatoie».
300MILA EURO GIÀ STANZIANI, MA PER I LAVORI SERVIRANNO STUDI SCIENTIFICI
I prossimi passaggi prevedono:
- Indagini e rilievi geofisici: Indispensabili per tracciare con esattezza l'estensione del cavo ipogeo lungo l'asse stradale.
- Approfondimenti scientifici e archeologici: Necessari per individuare la natura storica e le caratteristiche della cavità sotterranea.
- Progettazione esecutiva: Scelta delle soluzioni ingegneristiche e conservative definitive concordate con gli enti di tutela.
INCONTRO CON I RESIDENTI E AUSPICI SUI TEMPI Della pubblica AMMINISTRAZIONE
Resta l'auspicio della comunità affinché i 300mila euro stanziati e le rassicurazioni verbali si traducano in opere concrete entro tempi ragionevoli e non "biblici", permettendo di verificare nei prossimi appuntamenti pubblici lo stato effettivo di avanzamento dei lavori.


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