Le cose non sono mai quello che sembrano ©. Clicca sull'immagine.

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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Draghi si dimette. Mattarella rifiuta le dimissioni. I 5 Stelle gettano via il Governo? Tutto il mondo da risalto al terremoto italiano.

 



Aperta ufficialmente la crisi di Governo, la. Stampa estera da addosso al fattaccio.


Non si può dire si tratti di un fulmine a ciel sereno, ma il terremoto politico che ha investito l'Italia avrà, se confermato, delle ripercussioni che difficilmente possiamo riuscire a prevedere interamente.

Intanto perdiamo quella credibilità che avevamo con il premier ed all'estero ce lo stanno facendo notare. 
In secondo luogo avevamo una persona capace e non questi quattro pagliacci che ci hanno portato e continuano a portarci in queste condizioni. 

Paradossalmente Gigino Di Maio si è rivelato meglio di quanto si potesse pensare, lasciando la "Corazzata Potëmkin" secondo la versione di Paolo Villaggio, 5 stelle nelle mani di Giuseppe Conte. 
Quest'ultimo che Tanta buona impressione aveva dato di sé anche in altri tipi di crisi, scivola in un baratro della deficienza dal quale sarà probabilmente impossibile risalire. 
Grillo, poi, che appoggia questa linea, non fa più neanche ridere come comico. 

Alla fine aveva ragione Renzi a silurare il Governo Conte? 
Embè.... Si..... E non solo perché ci ha permesso di avere Draghi premier ed un peso a livello europeo e mondiale. 

Non bisogna essere Einstein per capire che se il movimento si era reso più volte ridicolo, adesso appare anche rivoltante. 
Andando a raggiungere la Lega Nord in questa speciale classifica, sottolineando, però che Salvini questa volta ha fatto minor brutta figura dei Grillini superstiti. 

Dunque al Senato erano tutti assenti i 5S al voto di fiducia del dl Aiuti, come annunciato da Conte. 
"Risposte vere o nessuno avrà i voti M5S". 
Dice.... e Grillo è con lui. 
Bella accoppiata di falliti. 

La mediazione di D'Incà è fallita. 
Il Pd prova a mettere una pezza: 
"Si continui con stesso formato e perimetro".

Chiaramente la Meloni fa l'avvoltoio, tanto a questi non gliene frega nulla delle sorti della nostra nazione. 
Il suo è uno slogan elettorale che suona come un disco rotto: "Legislatura finita"

In realtà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella respinge le dimissioni di Draghi, ma Il premier in Cdm afferma: 
"La maggioranza non c'è più". 
Verso alla Meloni? 
No, semplicemente si sarà rotto le palle di sta massa di imbecille che invece di gratitudine, dimostrano quello che sono. 
E non c'è bisogno che lo ribadisce io. 

Mercoledì Mario Draghi riferirà alle Camere e vedremo cosa succederà sia in quella data che in questi giorni. 

La crisi in Italia è irrimediabilmente finita in prima pagina sui giornali e su tutti i media mondiali. 
Il fatto è duvuto all'importanza del premier, al ruolo della nostra nazione, ma anche al fatto che non si perde mai tempo a dare addosso alle cose di casa nostra. 

''Draghi rara forza unificatrice e garante del Paese''
 è la perfetta sintesi di quello che si dice nel mondo. 

Vorremmo essere mediatici per argomenti positivi, invece è la crisi politica, culminata con le dimissioni di Mario Draghi poi respinte dal Quirinale, ad essere la notizia del giorno e probabilmente dei prossimi. 

Vuoto è il calderone delle alternative, sempre a voler considerare il fatto di dare un ruolo simile a gente almeno credibile, non per forza a qualche genio, anche perché non ci sarebbe. 

La breakings news dei principali media, viene, quindi, rilanciata da tutti i più importanti siti internazionali e le cornici che ognuno ci mette non ci fanno fare bella figura. 

"Il sesto primo ministro italiano nell'ultimo decennio", non è proprio un complimento al nostro sistema. 

"rara forza unificatrice della politica"  potremmo considerarlo un complimento al premier, ma anche un altra mazzata al nostro sistema. 

Se la notizia interessa anche l'agenzia sovietica Interfax che avrebbe buoni motivi per occuparsi d'altro, dimostra di quanto siamo zimbelli nei confronti del mondo. 

A proposito di mondo é utile sottolineare come il giornale francese Le Monde punti il dito sui 5 Stelle, sottotitolando come il Movimento "abbia boicottato il voto, mettendo in crisi la sua coalizione". Mentre il britannico Guardian parla di un Draghi "snobbato" dal M5S. 
La Bbc scrive di "un collasso della coalizione" di governo italiana mentre La Vanguardia spagnola parla di un'Italia che "trascina al minimo l'euro e le borse europee con il rischio di una recessione". 

Eh si.... La politica italiana va sempre dalla parte opposta, quella dell'opportinismo, quella dell'affermazione personale. 
In un momento come questo è da criminali oltre che da idioti. 

A Draghi, invece, non "è bastata la mezza vittoria" del voto al Senato, come sottolinea la testata tedesca Faz. 

Se il Washington Post esce con: 
"Negli ultimi 17 mesi il presidente del Consiglio Mario Draghi è stato una rara forza unificatrice della politica italiana. Ma quel periodo si è concluso, con Draghi che ha detto che si sarebbe dimesso dopo una frattura nel suo governo di unità", 
noi, purtroppo, dobbiamo annuire ed abbiamo pure la conferma del fatto che il premier non aveva mire politiche, ma ci stava facendo, praticamente un favore. 

Ovunque si mette in evidenza che "il Movimento 5 Stelle anti-establishment ha rifiutato il sostegno innescando una crisi politica". 

L'uscita di scena di Mario Draghi potrebbe portare ad una "nuova incertezza" nel Paese, sottolinea l'americana Cnbc, mentre la tedesca Deutsche Welle ricorda come il premier "sia stato considerato un garante del fatto che l'Italia si sarebbe attenuta alle regole dell'Ue e della Bce". 
Calcando la mano sul fatto che il premier abbia una "reputazione di pragmatismo che non si vede spesso nella politica italiana". 

Insomma la nazione allo sbando per colpa di 4 irresponsabili e folli pagliacci. 

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