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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Lega, FI e M5s non votano la fiducia, Draghi la ottiene lo stesso, ma si dimetterà comunque ?

 

Il Premier  giovedì da Mattarella. 

Anche la mediazione del capo dello Stato fallisce, quindi in Senato si ottiene la fiducia viene incamerata con solo 95 sì. 

Forza Italia, Lega e Movimento 5 Stelle, sono forze di maggioranza, e nonostante siano la "Rimbamband" di questa speciale e folle giornata, rappresentano un grave vuoto in tutta questa vicenda. 

Se in altri campi si cercano campioni alla Pogba o Di Maria per risollevare le sorti di una squadra, nel caso della politica, praticamente non ne abbiamo... Tranne uno, proprio Draghi, ma ce lo facciamo scappare da coglioni. 

La crisi politica che si era aperta con il mancato voto dei grillini al Dl Aiuti e le dimissioni del premier respinte da Mattarella la scorsa settimana, si concludono con lo stesso Movimento 5 Stelle che si dimostra il solito branco di conigli trincerandosi dietro un:
"Da Palazzo Chigi nessuna risposta alle nostre domande, togliamo il disturbo"

Nessuno si aspettava qualche "Joe Temerario" alla Ron, ma nemmeno il voltafaccia cretino della Lega Nord è del partito di Berlusconi che ha perso anche pezzi importanti in questo stupido passaggio. 

Quindi quello che traspare dalla vicenda è proprio il fatto che Mario Draghi va verso le dimissioni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

Sembrerebbe che ora la patata bollente debba passare nelle mani del Presidente Mattarella. 

Il capo dello Stato potrebbe accettare le dimissioni del premier e aprire le consultazioni per capire se esistono le possibilità di formare un nuovo esecutivo con le attuali forze parlamentari, cosa molto improbabile visto che, per esempio, Il centrodestra chiedeva "nuovo esecutivo o elezioni", ma Draghi ha negato il rimpasto ed anche perché si è sempre detto che il governo Draghi sarebbe stato l'ultimo di questa legislatura. 

Molto probabilmente la scelta del Presidente potrebbe essere quella di accettare le dimissioni e, dopo aver incontrato i presidenti di Senato e Camera come prevede la Costituzione, sciogliere le Camere, spalancando così le porte a elezioni anticipate. 

Si parla del 2 ottobre,cioè il massimo di 70 giorni dal giorno dello scioglimento.

Il discorso di Draghi stamattina è durato oltre mezz'ora e ci sono stati passaggi molto duri nei confronti delle forze politiche della maggioranza, non solo verso i Cinque Stelle, ma anche verso la Lega ed il centrodestra. 

L'appello finale: 
"All'Italia serve un nuovo patto di sviluppo concreto e sincero. Partite siete pronti a ricostruire questo patto?".
Non ha portato, dunque, i risultati sperati. 
Il capogruppo Massimiliano Romeo dei 5 Stelle esce con: 
"Serve ricostruire un nuovo patto. Noi ci siamo, ma con una nuova maggioranza
Praticamente  senza i Grillini. 

Il momento delle risoluzioni è quello del vandalismo dei protagonisti contro l'intera nazione. 

Viene prima quella di Calderoli della Lega, poi è il turno di quella di Casini che chiede che il governo Draghi vada avanti e porti fino in fondo il suo operato. 

Il premier si limita a ribadire il concetto: "Chiedo che sia posta la fiducia sulla risoluzione del senatore Casini". 

Lega e Forza Italia, nel frattempo si offendono come i bambini dell'asilo, per i rimproveri del presidente del Consiglio e non partecipano al voto di fiducia, mentre il Movimento 5 Stelle pur non uscendo dall'Aula, si dimostra, come detto coniglio e non vota. 

Neanche Save the children, potrebbe fermare ed aiutare a comprendere la fesseria di questi poppanti poveracci che giocano una guerra idiora proprio mentre impazza quella vera dei popoli di Volodymyr Zelenskyy Vladimir Putin.

Non serve neanche votarsi a San Michele o a qualche altro santo in paradiso, questi sono senza speranza ed in teoria in uno Stato normale tutto ciò dovrebbe avere un senso. 

Se il peggior Parlamento italiano di tutti i tempi decide  che dobbiamo andare a votare, probabilmente o pensa che gli elettori siano coglioni o sono talmente idioti che credono di aver ragione. 

Certo, prendendo in prestito la lista dell'amico Vito Longo, come si può spiegare una situazione del genere quando hai in ballo:

• la legge di stabilità ancora da approvare

• una guerra alle nostre porte che riguarda Russia ed Ucraina, ma non solo. 

• l’avvio delle 4º dosi di vaccino

• l’inflazione ai massimi

• lo scudo anti-spread pronto ad essere approvato

• diversi obiettivi del PNRR da centrare

• una legge elettorale diversa da approvare

La speranza è che chi ha voluto questo esito nefasto in un momento così delicato venga punito dagli elettori... Conclude.... 

Purtroppo, però gli elettori sono quelli che hanno dato potere a sti quattro pagliacci. 

Potranno essere ancora più imbecilli dei politici? 

Spero di no... 

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