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"Le Comunità Locali Non Possono Essere Ascoltate Solo a Parole": Il Movimento "Ora! A Sinistra" di Mola di Bari Scrive al Presidente Antonio Decaro Contro la Proroga del TMB di Martucci al 2028

Dopo l'allarme lanciato dalle associazioni e dai consiglieri comunali, scende in campo il partito di maggioranza con una dura lettera aperta alla Regione Puglia: «Il nostro territorio non può diventare il punto di compensazione delle inefficienze altrui».

Ora A Sinistra Mola di Bari lettera Antonio Decaro proroga TMB Martucci 2028.




​

di: Mancio 

​Il contesto della protesta: il fronte Martucci si allarga alla politica di maggioranza

​La complessa, dolorosa e annosa vicenda del complesso di Contrada Martucci — che da decenni grava come un vero e proprio ecomostro ambientale sui territori di Mola di Bari e Conversano — registra un nuovo e clamoroso scossone politico.

​Come abbiamo già ampiamente documentato qui su Manciolandia nei giorni scorsi attraverso i nostri precedenti articoli di approfondimento — prima con la denuncia formale dell'Associazione "Chiudiamo la discarica Martucci" riguardo alla delibera regionale che sposta la chiusura del TMB al 2028, e successivamente con la richiesta di convocazione urgente della Commissione Speciale avanzata dai consiglieri comunali Di Rutigliano e Chiarelli —, la questione è ora esplosa all'interno della stessa maggioranza di governo.

​A scendere in campo con una presa di posizione netta, coraggiosa e senza sconti è il movimento politico di sinistra "Ora! A Sinistra" di Mola di Bari, che ha deciso di affidare ad una lettera aperta pubblica indirizzata al Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, tutta la delusione e la ferma opposizione della cittadinanza di fronte alla prospettiva di un ulteriore rinvio dei termini di dismissione dell'impianto. 

Il testo integrale della lettera aperta al Presidente Antonio Decaro 

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​Di seguito pubblichiamo integralmente il testo della missiva diffusa dal movimento Ora! A Sinistra: 

​Caro Antonio, 

​ti scriviamo pubblicamente perché crediamo che la voce delle comunità locali non possa essere sottaciuta, soprattutto quando si assumono decisioni che riguardano il loro futuro. 

​La preoccupazione che attraversa Mola, Conversano e tutto il territorio che da troppi anni convive con la vicenda Martucci è anche la nostra. Non è una preoccupazione che osserviamo da fuori, perché siamo parte di questa comunità e ne condividiamo le attese, le speranze e le preoccupazioni. 

​Abbiamo sostenuto il percorso politico che ti ha portato alla guida della Regione e abbiamo guardato con fiducia a questa nuova stagione amministrativa. Lo diciamo senza esitazioni, perché non abbiamo difficoltà a riconoscere le ragioni di una scelta politica nella quale continuiamo a credere. 

Ma proprio per questo sentiamo il dovere di esprimere la nostra preoccupazione e la nostra delusione davanti alle notizie di queste ore. 

La possibile proroga fino al 2028 dell'attività dell'impianto TMB di contrada Martucci, se confermata, sarebbe una decisione profondamente sbagliata e inaccettabile. 

​Sappiamo bene che, dopo la chiusura della discarica (lotto 2), avvenuta lo scorso 31 dicembre per motivi di impatto ambientale acclarati, la prosecuzione dell'attività dell'impianto TMB avrebbe dovuto continuare fino a scadenza contrattuale, a fine maggio del prossimo anno, ma senza voler entrare in questioni tecniche e amministrative, sappiamo anche che, per chi vive in questi territori, non è possibile accettare un differimento di tale chiusura definitiva. Semmai vanno intensificate le azioni per la messa in sicurezza dell’intero impianto e della sua area vasta, sulle quali siamo in estremo ritardo. 

​Perché qui non stiamo parlando soltanto di impianti, autorizzazioni, proroghe e scadenze. Stiamo parlando di comunità che da decenni convivono con impianti e rischi ambientali seri, e chiedono attenzione, rispetto e risposte concrete. 

​Mola di Bari è una città che conosce bene questa storia. Siamo a valle di quel territorio, ne conosciamo i gravi problemi e ne condividiamo il peso. Non possiamo considerare ogni nuovo rinvio come una semplice necessità tecnica, né possiamo chiedere ancora ai cittadini di avere pazienza senza indicare con chiarezza una prospettiva certa e credibile di superamento di questa condizione. 

​Caro Presidente, nessuno ignora le difficoltà che accompagnano la gestione del ciclo dei rifiuti. Governare significa anche affrontare problemi complessi, prendere decisioni difficili e garantire la continuità dei servizi nella tutela prioritaria della salute dei cittadini. 

​Non è accettabile che una comunità che da decenni sopporta il peso di impianti e servitù ambientali debba continuare a pagarne le conseguenze anche per il mancato raggiungimento, da parte di altri territori, degli obiettivi regionali di raccolta differenziata e di riduzione della produzione dei rifiuti. 

​Il nostro territorio non può diventare il punto di compensazione delle inefficienze altrui. Non può essere chiamato ancora una volta a farsi carico di problemi che avrebbero dovuto trovare soluzione già da diversi anni, attraverso una programmazione regionale efficace e una responsabilizzazione equilibrata di tutti i territori e non ultimo anche l’ascolto dei suggerimenti pervenuti dalle Amministrazioni locali e associazioni del territorio, come nel caso dei siti alternativi di discarica. 

​Governare significa anche assumersi la responsabilità delle scelte e spiegare perché si ritiene necessario farle. 

​Per questo riteniamo che sulla vicenda Martucci sia necessario fare finalmente chiarezza. Un eventuale ulteriore prolungamento rappresenterebbe un evidente passo indietro rispetto all'obiettivo della chiusura definitiva, finendo per perpetuare una situazione che il territorio e le comunità interessate non possono più essere chiamati a sopportare. Occorre sapere quali alternative concrete siano state prese in considerazione e quali iniziative si intendano assumere per superare definitivamente questa condizione. 

Su una questione così delicata non sono ammissibili decisioni calate dall'alto o assunte senza un adeguato coinvolgimento dei territori. Le istituzioni hanno il dovere di garantire trasparenza, ascolto e confronto effettivo con le amministrazioni comunali interessate, le associazioni e i cittadini, riconoscendo alle comunità coinvolte il diritto di essere parte attiva delle scelte che riguardano il loro futuro, la loro salute e la tutela dell'ambiente. 

Non si può chiedere fiducia senza offrire trasparenza. E non si può parlare di transizione ecologica, sostenibilità e tutela dei territori se poi sono sempre le stesse comunità a dover sopportare il peso delle difficoltà del sistema. 

​A Mola, come a Conversano, non chiediamo privilegi. Chiediamo che la parola data ai territori abbia un valore. Chiediamo che la chiusura dell’impianto di TMB, la messa in sicurezza e la bonifica della discarica restino obiettivi concreti e non vengano offuscati da nuove proroghe. Chiediamo che il futuro di quest'area non venga deciso senza ascolto e senza considerare il carico ambientale che già sopporta. 

​Presidente, le comunità locali non possono essere considerate soltanto quando c'è da chiedere loro comprensione e pazienza. Devono essere ascoltate soprattutto quando si assumono decisioni che incidono sul loro futuro. 

​Noi continueremo a sostenere ciò in cui crediamo. 
Ma continueremo anche a dire, con rispetto e senza ambiguità, quando riteniamo che una scelta non vada nella direzione giusta. 

​Perché la politica non è soltanto stare dalla parte di chi governa. 
È, prima di tutto, stare dalla parte delle persone che ci hanno affidato il compito di rappresentarle. 

E su Martucci, quelle persone meritano risposte. 
Non un’altra proroga. 
Non un altro rinvio. 

Ora! A sinistra 
Mola di Bari

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​Analisi e contesto politico della lettera

​La missiva diffusa da Ora! A Sinistra rappresenta un passaggio politico di straordinario spessore e rottura rispetto alle logiche di partito tradizionali. 
L'analisi del testo evidenzia alcuni nodi centrali che definiscono il quadro della protesta:
  1. ​Il rapporto di lealtà critica verso la presidenza regionale: Il movimento premette di aver sostenuto con convinzione l'attuale stagione amministrativa guidata da Antonio Decaro alla presidenza della Regione Puglia. Questo legame, tuttavia, lungi dal tradursi in un silenzio accondiscendente, diventa la base morale per esprimere una netta delusione e pretendere coerenza amministrativa.
  2. ​Il rifiuto della logica delle "compensazioni" territoriali: Il punto nevralgico della contestazione riguarda il principio secondo cui Mola di Bari e Conversano dovrebbero continuare a farsi carico dei rifiuti e delle servitù ambientali per compensare i ritardi, le inefficienze o il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata da parte di altri territori pugliesi. La frase «Il nostro territorio non può diventare il punto di compensazione delle inefficienze altrui» sintetizza il cuore etico e politico della vertenza.
  3. ​Il richiamo al valore della parola data: Dopo la chiusura del lotto 2 della discarica avvenuta lo scorso 31 dicembre a causa dell'impatto ambientale, e con la scadenza naturale del contratto TMB fissata a fine maggio 2027, l'ipotesi di un rinvio al 2028 viene bollata come un tradimento delle aspettative locali. Il movimento rivendica l'urgenza di dare priorità assoluta agli interventi di bonifica, estrazione del percolato e messa in sicurezza dell'area vasta, rimasti pericolosamente indietro.

​La presa di posizione di Ora! A Sinistra chiude definitivamente lo spazio per le ambiguità: governare, come ricordano gli estensori della nota, non significa calare decisioni dall'alto, ma stare dalla parte dei cittadini che chiedono risposte certe e non l'ennesimo rinvio.

SCHEDA RIEPILOGATIVA 

• Destinatario della lettera: Antonio Decaro, Presidente della Regione Puglia

• Mittente: Movimento politico "Ora! A Sinistra" – Mola di Bari (Data: 7 novembre 2026)

• Oggetto della contestazione: Ipotesi di proroga al 31 dicembre 2028 dell'attività dell'impianto TMB di Martucci

• Richieste chiave: Rifiuto di ogni proroga, accelerazione delle bonifiche, ascolto effettivo dei territori a valle

• Precedenti mobilitazioni: Comunicato dell'Associazione Martucci e richiesta di Consiglio Speciale a Mola

​💭 #Manciopensiero conclusivo  

Quando un partito di maggioranza sceglie di scrivere una lettera aperta così dura e trasparente al proprio Presidente di Regione, significa che la misura è colma e che la questione Martucci ha toccato un nervo scoperto insostenibile per la nostra comunità. 
Il movimento "Ora! A Sinistra" di Mola di Bari ha avuto il grande coraggio politico di dire ciò che migliaia di cittadini pensano: non possiamo continuare a pagare noi le conseguenze delle inefficienze altrui e dei ritardi nella programmazione regionale dei rifiuti. 
Dopo la denuncia dell'associazione ambientalista e l'attivazione della Commissione Consiliare Speciale, questa voce proveniente dall'interno della parte amministrativa dimostra che sul futuro della nostra salute non esistono tessere di partito che tengano. 
La chiusura al 2027 e le bonifiche non sono negoziabili: le comunità locali non possono essere ascoltate solo a parole.

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