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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Crolla ancora San Giuanne de Fore: Mola tra fango, rabbia e il dilemma del Sindaco.

 



Mentre la pioggia dà il colpo di grazia a una zona abbandonata da un anno, scoppia la polemica sulla scelta del primo cittadino: fedele alla processione del Venerdì Santo o assente sul luogo del disastro



diMancio

​Non è stata una fatalità, ma il tragico epilogo di una cronaca annunciata. Quello che è accaduto in zona "San Giuanne de Fore" a Mola di Bari è il risultato di un vaso che non è semplicemente traboccato, ma che era già colmo fino all'orlo a causa dell'incuria. 

Sebbene le piogge incessanti di questi giorni abbiano giocato un ruolo determinante, la sensazione diffusa — supportata da innumerevoli segnalazioni — è che questo nuovo crollo si sarebbe potuto e dovuto evitare.



​L'accusa dei residenti è un macigno: Comune e Soprintendenza, in oltre un anno di tempo, non hanno messo in campo alcun intervento concreto. 
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un territorio ferito che somiglia a uno scenario post-bellico, come testimoniano le immagini del nuovo cedimento.

​Il "Gran Rifiuto" del Venerdì Santo

​Ad aggravare una situazione già tesa, si è aggiunto un episodio che ha lasciato l'amaro in bocca ai cittadini colpiti. 

Durante la giornata del Venerdì Santo, mentre sul posto operavano i Vigili del Fuoco, l’Ufficio Tecnico, la Protezione Civile e l’assessore Ungaro, i residenti hanno cercato disperatamente di avere al loro fianco il Sindaco.

​La risposta del primo cittadino alle chiamate, stando alle testimonianze, è stata: "Non posso venire perché devo andare alla processione"

Un rifiuto che ha lasciato i residenti in un profondo stato di abbandono, proprio nel momento in cui i Vigili del Fuoco intimavano di evacuare le abitazioni per motivi di sicurezza, con la prospettiva di essere trasferiti in una struttura d'accoglienza a Bari

Solo un cambio turno tra squadre di soccorritori e una successiva valutazione tecnica hanno evitato il trauma dell'allontanamento forzato, permettendo il rientro nelle case.

​Il Dilemma delle Responsabilità: Tre Prospettive

​Chi ha ragione in questa disputa che mescola istituzioni e sentimenti? 
Analizziamo la questione da tre punti di vista diversi:
  1. Nei panni del Sindaco: La logica del primo cittadino è quella della rappresentanza collettiva. In una comunità del Sud come Mola, la processione di "Gesù Morto" non è solo un rito religioso, ma un pilastro dell'identità civile. Il Sindaco potrebbe aver ritenuto che la sua assenza alla processione sarebbe stata vista come una mancanza di rispetto verso l'intera cittadinanza, considerando inoltre che sul luogo del crollo erano già presenti tecnici e assessori competenti. Per lui, la "macchina dei soccorsi" era già attiva.
  2. Nei panni dei Residenti: Per chi vede la propria casa minacciata e il proprio quartiere crollare, il Sindaco non è solo un amministratore, ma il "padre" della comunità. La sua assenza fisica è stata percepita come un disinteresse umano. Il conforto simbolico del primo cittadino, in un momento di paura e sgombero imminente, vale più di mille sopralluoghi tecnici. Per loro, la priorità assoluta era l'emergenza in corso, non la tradizione.
  3. Nei panni della Comunità Tradizionalista: Se il Sindaco avesse disertato la processione, una parte della cittadinanza lo avrebbe probabilmente accusato di aver rotto una tradizione secolare. In molti avrebbero additato l'assenza della massima autorità civile come un segno di debolezza istituzionale di fronte ai riti solenni che uniscono la città.

​Conclusione, #Manciopensiero conclusivo: Un'emergenza che non può più attendere

​La risposta più logica? 
Probabilmente sta nel mezzo, ma con una priorità: la sicurezza delle vite umane precede ogni liturgia. 
Se è vero che le istituzioni erano presenti con tecnici e assessori, la presenza del Sindaco avrebbe potuto sedare il panico e dare un segnale di "presenza" dello Stato che è mancato.
​Al di là delle polemiche politiche e religiose, resta un dato oggettivo: la zona di San Giuanne de Fore è in pericolo. 
Non si può più attendere il prossimo acquazzone per gridare alla calamità naturale. 
È urgente che Comune e Soprintendenza escano dall'immobilismo di quest'ultimo anno, mettano l'intera area in sicurezza e garantiscano ai cittadini di Mola che il loro territorio non continuerà a sbriciolarsi sotto i piedi.

​Sembra un'ovvietà, ma evidentemente non lo è.

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© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

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