Le cose non sono mai quello che sembrano ©. Clicca sull'immagine.

Le cose non sono mai quello che sembrano ©.           Clicca sull'immagine.
Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

18^ di Serie A: Il Valzer del Tridente di testa e il Veleno nella Coda



L’Inter si riprende il trono, Napoli e Milan non mollano, mentre la Juventus affonda nei propri rimpianti.

Di MANCIO

Questa diciottesima giornata di Serie A ci consegna un campionato spaccato in due, dove la perfezione dei singoli decide le sorti della gloria e del baratro. 

In vetta è un corpo a corpo serrato: l'Inter risponde con la forza dei suoi campioni al Napoli cinico dell’Olimpico e a un Milan che sa soffrire e colpire. 

Le tre regine viaggiano a un ritmo insostenibile per le altre, separate da un fazzoletto di punti e con il vantaggio di una gara ancora da recuperare.

​Dietro di loro, però, il panorama cambia drasticamente. 
La Juventus vive la domenica più amara: dominare per 90 minuti e produrre dieci palle gol per poi pareggiare contro un Lecce eroico è il sintomo di una mancanza di cattiveria che, a questi livelli, si paga carissimo. 
Lo "scavetto" fallito da David è l'immagine di una presunzione che i bianconeri non possono permettersi se vogliono restare agganciati al treno Scudetto.
La vera sorpresa continua a essere il Como di Fabregas
Trenta punti non sono più un caso, ma il frutto di un'identità precisa che mette in crisi anche le storiche realtà della nostra provincia. 

Mentre a centro classifica si lotta tra luci e ombre — con la Roma che cade nel ritorno di Gasperini a Bergamo — la zona calda diventa una palude pericolosa. 
Il pareggio tra Genoa e Pisa e il crollo del Verona certificano una lotta salvezza che sarà una guerra di nervi fino all'ultimo respiro, con una Fiorentina che respira solo grazie a un lampo di Kean.

​In sintesi, abbiamo assistito a una giornata dove il talento ha brillato (Leao, Lautaro, Thorstvedt), ma dove a fare notizia sono stati soprattutto gli errori di gestione e i nervi tesi. 

Il campionato è più vivo che mai, ma la sensazione è che da oggi in poi non sarà più permesso scherzare, specialmente sul dischetto.

​Adesso andiamo ad analizzare le singole gare ed a guardare le conseguenti classifiche:👇🏼

---------------------------------------------------

47' pt Banda (L), 4' st McKennie (J)

JUVENTUS (4-2-3-1): Di Gregorio, Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso (24' st Kostic), Locatelli (32' st Openda), Thuram (24' st Koopmeiners), Conceicao (1' st Zhegrova), McKennie (38' st Adzic), Yildiz, David. 
All. Spalletti

LECCE (4-1-4-1): Falcone, Perez (32' pt Veiga), Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo, Ramadani, Pierotti (23' st Ndaba), Kaba, Maleh, Banda (36' st Helgason), Camarda (23' st Stulic). 
All. Del Rosso (Di Francesco squalificato)

Ammoniti: Maleh, Veiga per gioco falloso, Falcone per comportamento non regolamentare

Note: al 62' Falcone para un rigore a David.

Incredibile allo Stadium: la Juventus produce una mole di gioco impressionante ma si scontra con la sfortuna, gli errori propri e un Falcone in stato di grazia. 
Finisce 1-1 contro un Lecce eroico, lasciando ai bianconeri solo una scia di rimpianti. 
La Juve parte forte, con David che timbra subito il palo su cross di Yildiz. 
Eppure, nel momento di massima pressione, arriva la frittata: un orizzontale sciagurato di Cambiaso regala palla a Banda, che gela lo Stadium per l'1-0 ospite a fine primo tempo. 

La ripresa si apre con il fuoco: Zhegrova e Yildiz innescano McKennie per il meritato pareggio. 
Sembra l'inizio della rimonta, ma il destino ha altri piani. 
Al 62', l'episodio chiave. Il VAR assegna un rigore alla Juve: sul dischetto va Jonathan David che sceglie uno scavetto imbarazzante, neutralizzato senza fatica dai piedi di Falcone. 
Dare la possibilità di tirare il rigore a David in quel momento è sembrato un "premio" fuori luogo. 
Sul 1-1, a 20 minuti dalla fine, la gerarchia deve essere sacra, non emotiva. 
Lo scavetto è stato la ciliegina sulla torta di una gestione superficiale di un momento chiave. 
Gli ultimi minuti sono un incubo per i tifosi delle due squadre: Falcone para tutto, Yildiz colpisce il secondo palo interno di giornata e, sulla ribattuta, Openda spara alto a porta vuota. 
Questa partita per la squadra di Luciano Spalletti è il manifesto della frustrazione. 
Il Lecce, invece, esce dal campo soddisfatto per aver preso un punto a Torino, praticamente con l'unico tito in porta.

 ---------------------------------------------------

⚽ nel pt 12' Scalvini

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (14' st Hien), Djmisiti, Kolasinac (26' pt Ahanor); Zappacosta, De Roon, Ederson (27' st Maldini), Bernasconi; De Ketelaere, Zalewski (14' st Musah); Scamacca (26' st Krstovic). 
All.: Palladino. 

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ziolkowski (1' st Wesley), Hermoso; Celik, Cristante, Koné (38' st Pisilli), Rensch (14' st Tsimikas); Soulé (21' st El Shaarawy), Dybala; Ferguson (15' st Dovbyk). 
All.: Gasperini.

Ammoniti: De Roon, Mancini ed Hermoso per gioco falloso.
Espulso: Casella, collaboratore tecnico dell'Atalanta, al 47' st per proteste.

Il ritorno di Gasperini a Bergamo da avversario regala emozioni forti e un verdetto amaro per la sua Roma: l'Atalanta si impone 1-0 in un match vibrante, caratterizzato da un'accoglienza per il "Gasp" divisa tra la riconoscenza dei molti e i fischi di alcuni. 
Nonostante un buon avvio della Roma, è la Dea a colpire per prima. 
Al 12', un'incertezza di Svilar spalanca la porta a Scalvini, che ne approfitta e firma il vantaggio. L'Atalanta assapora anche il raddoppio con Scamacca, ma il VAR spegne l'esultanza per una posizione irregolare. 

Nella ripresa la Roma alza il baricentro. 
Ferguson e Soulè mettono i brividi al pubblico di casa, ma Carnesecchi è in giornata di grazia e blinda la porta. 
Nemmeno l'estro di Dybala, ispirato da Wesley, riesce a scardinare il muro eretto da Djimsiti
Svilar si riscatta parzialmente salvando su Bernasconi ed evitando un passivo più pesante, ma l'assedio finale dei capitolini non produce frutti. 
La Dea tiene botta e festeggia una vittoria pesantissima. 
Il ritorno del grande ex è sempre un’arma a doppio taglio. 
Gasperini conosce ogni zolla di quel campo, ma oggi la sua "creatura" gli si è rivoltata contro con le sue stesse armi: solidità difensiva e cinismo.

 ---------------------------------------------------

⚽ 12' pt Thorstvedt (S), 24' pt Pellegrino (P)

SASSUOLO (4-3-3): Muric; Walukiewiz, Idzes, Muharemovic, Doig (40' st Candé); Thorstvedt, Matic, Lipani (14' st Koné); Fadera (29' st Cheddira), Pinamonti (40' st Moro), Laurienté (40' st Pierini). 
All.: Grosso

PARMA (4-2-3-1): Corvi; Del Prato (33' st Britschgi), Circati, Valenti, Valeri; Keita, Bernabé; Sorensen, Oristanio (25' st Almquist), Ondrejka (25' st Estevez); Pellegrino. 
All.: Cuesta

Ammoniti: Matic, Circati, Walukiewicz per gioco falloso.

Il derby emiliano tra Sassuolo e Parma si chiude in parità, al termine di un 1-1 vivace e ricco di capovolgimenti di fronte che hanno reso la sfida al Mapei Stadium decisamente godibile.  
Il match entra subito nel vivo con il Parma aggressivo, ma a colpire per primo è il Sassuolo al 12'. 
Laurienté avvia l'azione, Walukiewicz pennella il cross e Thorstvedt svetta con un colpo di testa chirurgico sul secondo palo. 
Per il norvegese è un traguardo importante: la doppia cifra di gol in Serie A. 
La gioia neroverde dura poco. 
Al 24', un errore in fase di possesso di Pinamonti spalanca la strada a Pellegrino, che ne approfitta subito: sinistro a giro d'autore che batte la retroguardia di casa e riporta il match in equilibrio. 

Nella seconda metà di gara il ritmo non cala. 
Il Sassuolo sfiora il nuovo vantaggio con Doig, fermato solo dal palo, mentre entrambe le formazioni continuano a spingere fino al 90' senza però trovare il colpo del KO. 
Un punto a testa che forse accontenta più il Parma per come ha reagito, ma lascia un po' d'amaro al Sassuolo per quel palo di Doig.

 ---------------------------------------------------

⚽ 15' pt Colombo (G), 37' pt Leris (P)

GENOA (3-5-2): Leali, Ostigard , Otoa (39' st Marcandalli), Vasquez, Norton-Cuffy (30' st Ellertsson) , Thorsby (19' st Ekhator), Malinovskyi , Frendrup , Martin, Vitinha, Colombo (30' st Ekuban). 
All.: De Rossi

PISA (3-5-2): Semper, Albiol (17' st Caracciolo), Canestrelli, Bonfanti 827' st Calabresi), Leris (13' st Marin), Touré, Aebischer, Hojholt (13' st Piccinini), Angori, Moreo (27' st Nzola), Meister. 
All.: Gilardino

Ammoniti: Malinovskyi, Leris, Canestrelli, Calabresi per gioco falloso
Espulso: Cardini, vice Gilardino, al 45' st.
Tra Genoa e Pisa regna l'equilibrio: a Marassi finisce 1-1, un risultato che premia la tenacia dei toscani e lascia qualche rimpianto ai rossoblù per non aver capitalizzato il vantaggio iniziale. 
Il Grifone parte forte e, dopo una prima parata di Semper su Vitinha, sblocca la gara al 15'. 
Colombo inventa una giocata d'autore dal limite dell'area, trovando un diagonale preciso che si insacca nell'angolino. 
Il Genoa commette l'errore di non chiudere i conti, permettendo alla squadra di Inzaghi di guadagnare metri. 
Dopo una traversa colpita da Leris, il pareggio arriva al 37' in modo rocambolesco: su una punizione di Angori, Leali esce ma entra in contatto con Vasquez (forse spinto); la palla resta lì e Leris a porta vuota non sbaglia. 
Il VAR convalida e si va al riposo in parità. 

Nel secondo tempo la qualità del gioco cala vistosamente. 
Prevalgono i duelli fisici e la stanchezza. 
L'unica vera fiammata porta la firma di Thorsby, il cui colpo di testa sembrava destinato in rete, ma Semper si supera con un riflesso felino salvando il punto per i nerazzurri. 
Il Pisa strappa un punto d'oro in chiave salvezza, dimostrando di saper soffrire. 
Per il Genoa è un'occasione persa: gestire meglio il vantaggio dopo il gol di Colombo era fondamentale.

 ---------------------------------------------------

⚽ 13' pt Spinazzola, 32' pt Rrahmani

LAZIO (4-3-3): Provedel, Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (17' st Lazzari); Guendouzi, Cataldi (26' st Belahyane), Basic; Cancellieri (26' st Isaksen), Noslin, Zaccagni (42' st Pedro). 
All.: Sarri

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic, Jesus, Rrahmani (34' st Buongiorno), Di Lorenzo; Spinazzola (33' st Gutierrez), Lobotka, McTominay, Politano; Elmas (41' st Ambrosino), Neres (25' st Mazzocchi); Hojlund (41' st Lang). 
All.: Conte

Ammoniti: Zaccagni, Cataldi e Romagnoli per gioco falloso, Noslin e Rrahmani per comportamento scorretto
Espulsi: al 36' st Noslin per doppia ammonizione, al 43' st Marusic e Mazzocchi per condotta violenta.

Il Napoli di Antonio Conte espugna l'Olimpico con un solido 2-0 ai danni della Lazio, in una sfida decisa già nel primo tempo e chiusa in un clima decisamente teso. 
Gli azzurri mettono subito in chiaro le cose. 
Al 13', un traversone preciso di Politano pesca Spinazzola, che con un colpo di piatto batte il portiere e sblocca il match. 
Al 32' è ancora Politano il protagonista nelle vesti di assistman: la sua punizione pennellata trova la testa di Rrahmani, che sigla il raddoppio. 
Il Napoli sfiora addirittura il tris poco dopo con Elmas, fermato solo dalla traversa. 

Nella ripresa la Lazio non riesce a reagire, complicandosi la vita all'81' con l'espulsione di Noslin (doppio giallo). 
Il finale è nervoso: un parapiglia tra Marusic e Mazzocchi costa il rosso diretto a entrambi. 
L'ultimo sussulto è biancoceleste con Guendouzi, che al 90' colpisce la traversa, lasciando il risultato inchiodato sullo 0-2.

 ---------------------------------------------------

Fiorentina-Cremonese 1-0
⚽Kean M. 90' + 2'

FIORENTINA: de Gea D., Pongracic M., Comuzzo P., Ranieri L. (dal 21' st Gosens R.), Dodo, Mandragora R. (dal 40' st Nicolussi Caviglia H.), Fagioli N., Ndour C. (dal 31' st Fortini N.), Parisi F. (dal 21' st Solomon M.), Gudmundsson A. (dal 40' st Kean M.), Piccoli R. 
Allenatore: Vanoli.

CREMONESE: Audero E., Terracciano F., Baschirotto F., Folino F., Barbieri T., Payero M. (dal 31' st Zerbin A.), Bondo W. (dal 29' pt Grassi A.), Vandeputte J. (dal 14' st Vazquez F.), Pezzella G., Bonazzoli F. (dal 31' st Sanabria A.), Vardy J. (dal 31' st Moumbagna F.). 
Allenatore: Nicola.

Fiorentina e Cremonese danno vita a una sfida che fatica a decollare, nonostante le diverse motivazioni: i viola in cerca di una via d'uscita dalla crisi e i grigiorossi reduci da buone prestazioni. 
Il risultato è un match bloccato, che si accende solo nel finale. 
La prima frazione scivola via senza sussulti, con le due squadre che si annullano a vicenda in un equilibrio piuttosto piatto. 

Il ritmo sale leggermente nella seconda metà. 
Gosens prova a scuotere i suoi con una conclusione insidiosa, ma trova l'opposizione attenta del portiere della Cremonese. 
Quando il pareggio sembra ormai scritto, la Fiorentina riesce a piazzare la zampata vincente. 
Ci pensa Moise Kean a risolvere il rebus con una prodezza balistica che regala i tre punti ai toscani proprio sul traguardo. 
Questo finale dimostra che a volte basta un colpo di classe per nascondere una prestazione collettiva non brillante. 
La Fiorentina respira, ma la Cremonese esce a testa alta nonostante la beffa.

​---------------------------------------------------

Cagliari - Milan 0-1
⚽ 5' st Leao

CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Zappa, Luperto, Rodriguez; Palestra, Adopo, Mazzitelli (38' st Cavuoti), Prati (16' st Borrelli), Obert (16' st Idrissi), Esposito (21' st Gaetano), Kilicsoy (38' st Pavoletti). 
All. Pisacane.  

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Bartesaghi; Saelemaekers, Fofana (23' st Fullkrug), Modric, Rabiot, Estupinan (34' st Gabbia), Loftus Cheek (34' st Pulisic) Leao (23' st Fullkrug). 
All. Allegri.

Ammoniti: Idrissi per scorrettezze, Palestra e Saelemaekers per comportamento non regolamentare.

Il Milan passa di misura a Cagliari, portando a casa tre punti sofferti in una gara dai due volti: un primo tempo di marca sarda e una ripresa cinica firmata dai rossoneri. 
I padroni di casa partono con il piede sull'acceleratore. 
Nei primi istanti Prati e Palestra spaventano la difesa milanista, mentre Adopo impegna Maignan con un colpo di testa ravvicinato. 
Il Milan, nel primo tempo, appare contratto e poco incisivo. 

La musica cambia al rientro dagli spogliatoi. 
Al 50', il Milan trova il varco giusto: Rabiot serve Rafael Leao, che non sbaglia e firma il gol del vantaggio. 
La reazione del Cagliari è sterile e nel finale i rossoneri sfiorano il raddoppio. 
Pulisic e il subentrato Modric tentano di chiudere i conti, ma Caprile si supera e tiene i suoi in partita fino al triplice fischio. 
Il match si chiude però sullo 0-1. 
Una vittoria "di corto muso" per il Milan, potremmo dire di marca Max Allegri, che ha saputo resistere alla pressione iniziale per poi colpire con il suo uomo più talentuoso. 
Il Cagliari ha molto da recriminare per le occasioni sprecate nei primi 45 minuti. 

---------------------------------------------------

18' pt Da Cunha (rigore)

COMO (4-2-3-1): Butez, Van Der Brempt (44' st Posch), Kempf, Ramon, Moreno (34' st Valle), Perrone, Caqueret (24' st Paz), Vojvoda (44' st Smolcic), Da Cunha, Rodriguez (34' st Kuhn). 
All.: Fabregas

UDINESE (3-5-2): Padelli, Kristensen, Kabasele (30' st Solet), Bertola, Zanoli (35' st Bravo), Piotrowski (30' st Ehizibue), Karlstrom, Ekkelenkamp (35' st Gueye), Kamara (1' st Miller), Zaniolo, Davis. 
All.: Runjaic

Ammoniti: Ehizibue, Kamara, Rodriguez e Kabasele per gioco falloso.

Il Como di Cesc Fàbregas stende l'Udinese per 1-0, portandosi a quota 30 punti e consolidando una classifica sempre più interessante. 
Una vittoria di misura che premia l'intraprendenza dei lariani, capaci di soffrire nel momento del bisogno. 
Il Como approccia la gara con la giusta cattiveria agonistica. 
L'episodio chiave arriva al 18': Piotrowski commette fallo su Moreno in area e l'arbitro assegna il penalty. Dagli undici metri Da Cunha non trema e, con una conclusione centrale, batte Padelli siglando il suo primo gol in campionato. 
Il primo tempo è un monologo dei padroni di casa, trascinati da un ispirato Jesus Rodriguez, mentre l'Udinese fatica a trovare le giuste contromisure. 

Nella ripresa la squadra di Runjaic prova a cambiare marcia. 
Al 56' Zaniolo troverebbe anche la via del pareggio, ma la gioia del talento azzurro viene spenta dal VAR che annulla per offside. 
Scampato il pericolo, il Como torna a spingere e colpisce una traversa clamorosa con Douvikas, riuscendo poi a gestire il minimo vantaggio fino al fischio finale. 
Fàbregas sta costruendo una realtà solida. 
Vincere queste partite "sporche" è il segnale di una maturità raggiunta. 
L'Udinese, d'altro canto, continua a mostrare troppe amnesie offensive.

---------------------------------------------------

⚽10′ Simeone, 87' Casadei, 90+1' Njie

H.VERONA (3-5-2): Montipò; Nunez, Nelsson, Bella-Kotchap; Oyegoke (st 45′ Gagliardini), Serdar, Al Musrati (st 45′ Orban), Bernede ( st Kastanos), Frese; Giovane, Mosquera ( st Sarr). 
All. Zanetti.

TORINO (3-5-2): Paleari; Coco, Maripan, Ismajli; Lazaro, Ilkhan, Gineitis (st Casadei), Aboukhlal, Vlasic; Simeone (st Zapata), Adams. 
All. Baroni.

Il Torino travolge l'Hellas Verona a domicilio, imponendosi con un netto 0-3 in una sfida che i granata hanno controllato dall'inizio alla fine, dilagando proprio nei minuti conclusivi. 
Il Toro mette subito le cose in chiaro. 
Bastano 10 minuti a Giovanni Simeone per sbloccare il risultato con il classico gol dell'ex, portando avanti i suoi e indirizzando la gara. 
Dopo il vantaggio, la partita vive una fase di stallo. 
Il Verona tenta di reagire e va vicino al pareggio con Orban, ma la retroguardia granata regge l'urto e il portiere risponde presente. 

Quando l'Hellas prova il tutto per tutto per pareggiare, il Torino colpisce in contropiede. 
Al minuto 87 Casadei raddoppia chiudendo virtualmente i conti, e in pieno recupero (91') c'è gloria anche per Njie, che fissa il punteggio sul definitivo 0-3. 
Una prova di forza impressionante per il Torino, che ha saputo colpire a freddo e poi gestire con maturità, punendo ogni spazio concesso dal Verona nel finale. Per l'Hellas è una sconfitta interna che brucia molto.

---------------------------------------------------

Zielinski P. 39'Lautaro Martínez 48', Thuram 74', Castro 83'

INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni (75' Carlos Augusto); Luis Henrique, Barella (67' Mkhitaryan), Calhanoglu (67' Sucic), Zielinski, Dimarco; Thuram. Lautaro Martinez (75' P. Esposito). 
All. Chivu.

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Holm (68' Zortea), Heggem, Lucumì (46' Vitik), Lykogiannis; Moro (46' Pobega), Ferguson; Rowe, Odgaard (79' Freuler), Cambiaghi (68' Orsolini); Castro. 
All. Italiano.

L'Inter cala il tris a San Siro contro un Bologna che prova a restare a galla ma capitola sotto i colpi dei big nerazzurri. 
Una vittoria d'autorità che conferma la forza della rosa di Inzaghi. 
Nel primo tempo l'Inter prende in mano il pallino del gioco, pur correndo un brivido su un'incornata di Odgaard che mette paura ai tifosi. 
Poco prima dell'intervallo, però, la pressione nerazzurra viene premiata: Zielinski trova lo spiraglio giusto e firma l'1-0. 

La ripresa inizia sotto il segno della "Thu-La". 
Al 48' Lautaro Martinez raddoppia, mettendo la partita in discesa, e al 74' è il suo compagno di reparto, Marcus Thuram, a calare il sipario con la rete del 3-0. 
Il Bologna ha un sussulto d'orgoglio nel finale. 
All'83' Castro riesce a bucare la difesa interista siglando il 3-1, un gol che serve a rendere meno amaro il passivo ma non riapre i giochi. 
L'Inter ha dimostrato ancora una volta di avere troppe frecce al proprio arco. 
Quando segnano sia Zielinski che la coppia d'attacco titolare, per gli avversari diventa una missione impossibile.

​---------------------------------------------------

Classifica 

Squadra

Partite

Punti

Internazionale

17

39

Milan

17

38

Napoli

17

37

Juventus

18

33

Roma

18

33

Como

17

30

Bologna

17

26

Atalanta

18

25

Lazio

18

24

Sassuolo

18

23

Torino

18

23

Udinese

18

22

Cremonese

18

21

Parma

17

18

Cagliari

18

18

Lecce

17

17

Genoa

18

15

Hellas Verona

17

12

Fiorentina

18

12

Pisa

18

12


---------------------------------------------------

Classifica Marcatori Serie A

10 reti

  • Lautaro Martínez (Internazionale)

8 reti

  • Christian Pulisic (Milan)

6 reti

  • Hakan Çalhanoglu (Internazionale)
  • Rafael Leão (Milan)
  • Riccardo Orsolini (Bologna)
  • Rasmus Højlund (Napoli)
  • Kenan Yildiz (Juventus)
  • Nico Paz (Como)

5 reti

  • Federico Bonazzoli (Cremonese)
  • Giovanni Simeone (Torino)
  • Nikola Vlasic (Torino)
  • Rolando Mandragora (Fiorentina)
  • Gianluca Scamacca (Atalanta)
  • Marcus Thuram (Internazionale)
  • Keinan Davis (Udinese)
  • Moise Kean (Fiorentina)
  • Matías Soulé (Roma)
  • Marco Pellegrino (Parma)
  • Santiago Castro (Bologna)

4 reti

  • Jamie Vardy (Cremonese)
  • Domenico Berardi (Sassuolo)
  • Frank Anguissa (Napoli)
  • Andrea Pinamonti (Sassuolo)
  • Nicolò Zaniolo (Udinese)
  • Anastasios Douvikas (Como)
  • Ange-Yoan Bonny (Internazionale)
  • Gift Orban (Hellas Verona)
  • Kevin De Bruyne (Napoli)
3 reti
Zaccagni (Lazio);
Moreo (Pisa);
Adams (Torino);
Gudmundsson (Fiorentina);
Nzola (Pisa);
Odgaard (Bologna);
Vlahovic (Juventus);
Neres (Napoli);
Laurienté (Sassuolo);
Colombo (Genoa);
Østigård (Genoa);
Esposito (Cagliari);
Cancellieri (Lazio);
Borrelli (Cagliari);
Koné (Sassuolo);
Wesley (Roma);
Addai (Como);
Giovane (Hellas Verona);

2 reti
Kostic (Juventus);
Belotti (Cagliari);
Kempf (Como);
Zielinski (Internazionale);
Malinovskyi (Genoa);
Dimarco (Internazionale);
Thorsby (Genoa);
Pellegrini (Roma);
McTominay (Napoli);
Nkunku (Milan);
Dovbyk (Roma);
Coulibaly (Lecce);
Serdar (Hellas Verona);
Lookman (Atalanta);
Krstovic (Atalanta);
Guendouzi (Lazio);
Castellanos (Lazio);
Saelemaekers (Milan);
Gaetano (Cagliari);
Banda (Lecce);
Thorstvedt (Sassuolo);
Isaksen (Lazio);
Bernabé (Parma);
Pobega (Bologna);
Conceição (Juventus);
De Ketelaere (Atalanta);
Felici (Cagliari);
N’Dri (Lecce);
Cambiaghi (Bologna);
Cabal (Juventus);
Ferguson (Roma);
Pavlovic (Milan);
Sulemana (Atalanta);
Terracciano (Cremonese);
Scalvini (Atalanta);
Muharemovic (Sassuolo);
Vítinha (Genoa);
Belghali (Hellas Verona);
Noslin (Lazio);
Baschirotto (Cremonese);
Berisha (Lecce);
Kiliçsoy (Cagliari);
Bartesaghi (Milan);
Ramón (Como);
Ekhator (Genoa);
Spinazzola (Napoli);

1 rete
Moreno (Como);
Vázquez (Cremonese);
Zapata (Torino);
Cristante (Roma);
Dybala (Roma);
Rabiot (Milan);
Loftus-Cheek (Milan);
Cataldi (Lazio);
Bernardeschi (Bologna);
Ekuban (Genoa);
Maripán (Torino);
Karlström (Udinese);
Mina (Cagliari);
Pasalic (Atalanta);
Rrahmani (Napoli);
Sanabria (Cremonese);
Luperto (Cagliari);
Barella (Internazionale);
Çelik (Roma);
Gosens (Fiorentina);
Buksa (Udinese);
Posch (Como);
Dumfries (Internazionale);
Kossounou (Atalanta);
Cutrone (Parma);
Vojvoda (Como);
Basic (Lazio);
Hermoso (Roma);
Bastoni (Internazionale);
Ranieri (Fiorentina);
Lucumí (Bologna);
Moro (Bologna);
Piotrowski (Udinese);
Ekkelenkamp (Udinese);
Touré (Pisa);
Bernede (Hellas Verona);
Piccoli (Fiorentina);
Augusto (Internazionale);
Martín (Genoa);
Openda (Juventus);
Sottil (Lecce);
Kelly (Juventus);
De Luca (Cremonese);
McKennie (Juventus);
Thuram (Juventus);
Gilmour (Napoli);
Folorunsho (Cagliari);
Modric (Milan);
Lang (Napoli);
David (Juventus);
Léris (Pisa);
Tramoni (Pisa);
Solet (Udinese);
Beukema (Napoli);
Miranda (Bologna);
Payero (Cremonese);
Bisseck (Internazionale);
Dallinga (Bologna);
Benedyczak (Parma);
Delprato (Parma);
Ricci (Milan);
Coco (Torino);
Brescianini (Atalanta);
Fofana (Milan);
da Cunha (Como);
Ngonge (Torino);
Kalulu (Juventus);
Zalewski (Atalanta);
Dia (Lazio);
Lucca (Napoli);
Koné (Roma);
Samardzic (Atalanta);
Holm (Bologna);
Perrone (Como);
Ellertsson (Genoa);
Cheddira (Sassuolo);
Sørensen (Parma);
Norton-Cuffy (Genoa);
Circati (Parma);
Casadei (Torino);
Fadera (Sassuolo);
Stulic (Lecce);
Fabbian (Bologna);
Iannoni (Sassuolo);
Kristensen (Udinese);
Cambiaso (Juventus);
Baldanzi (Roma);
Baturina (Como);
Hien (Atalanta);
Ndour (Fiorentina);
Gatti (Juventus);
Pio Esposito (Internazionale);
Meister (Pisa);
Bravo (Udinese);
Volpato (Sassuolo);
Sucic (Internazionale);
Adzic (Juventus);
Prati (Cagliari);
Atta (Udinese);
Lorran (Pisa);
Athekame (Milan);
Matic (Sassuolo);
Njie (Torino);
Camarda (Lecce);
Gabriel (Lecce);
Folino (Cremonese);
Idrissi (Cagliari);
Cuadrado (Pisa);
Kabasele (Udinese);

Autogol
Frese (Hellas Verona - 1 autogol);
Núñez (Hellas Verona - 1 autogol);
Sabelli (Genoa - 1 autogol);
Hien (Atalanta - 1 autogol);
Solet (Udinese - 1 autogol);
Muharemovic (Sassuolo - 1 autogol);

---------------------------------------------------

Commenti

IL LIBRO DI MANCIO !!!

IL LIBRO DI MANCIO !!!
Le cose non sono mai quello che sembrano ©

© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

ACQUISTA SU

- www.ilmiolibro.it

ACQUISTA ORA: CLICCA QUI!!!

- La Feltrinelli (librerie e/o sito)

- Cartolandia Mola

(Via S.Chiara, 5 - Mola di Bari)

- Francesco Basile Strumenti Musicali

(Via Matteotti, 14 - Taranto )

- Stores esterni (amazon,Apple, Kobo, ecc.)

(versione cartacea Isbn: 9788891066589

ebook Isbn: 9788891066824)

CLICCA "MI PIACE" sulla pagina:

Le cose non sono mai quello che sembrano

www.facebook.com/lecosenonsonomaiquellochesembrano

Puoi acquistare il libro anche dalla stessa pagina facebook:

Clicca QUI: Acquista ora !!!

Top 10 (gli articoli più letti di sempre)