La Linea Rossa di Bernie Sanders: “L'attacco al Venezuela è un crimine contro il Diritto Internazionale”
Mentre la politica ufficiale tace, il senatore del Vermont rompe il coro: l'offensiva di Trump non è solo un errore strategico, ma una violazione costituzionale che ignora le sofferenze dei cittadini americani per servire gli interessi di Big Oil.
di MANCIO
In un clima di generale rassegnazione diplomatica, la voce più ferma contro le recenti manovre dell'amministrazione Trump nei confronti del Venezuela non arriva dalle cancellerie europee, ma dal cuore stesso di Washington.
Bernie Sanders, senatore dem del Vermont, ha lanciato quello che molti osservatori definiscono l’affondo più duro e lucido finora registrato contro l'attivismo bellico della Casa Bianca.
Un pericoloso precedente globale
Secondo Sanders, l'intervento statunitense rappresenta una “sfacciata violazione del diritto internazionale”.
La tesi del senatore è semplice quanto allarmante: se gli Stati Uniti si sentono autorizzati ad attaccare uno Stato sovrano per rovesciarne il governo o controllarne le risorse, si crea un pericoloso "via libera" globale.
Qualsiasi altra nazione, seguendo l'esempio di Washington, potrebbe domani giustificare l'invasione di un vicino con le medesime pretestuose motivazioni, rendendo il mondo intero un luogo decisamente meno sicuro.
La crisi interna ignorata
L'attacco di Sanders si sposta poi sul piano della coerenza interna.
Mentre il Presidente sposta truppe e risorse verso i pozzi petroliferi venezuelani, la realtà sociale degli Stati Uniti rimane fragile:
- Insicurezza economica: Sanders ricorda che il 60% degli americani vive oggi "di stipendio in stipendio", in un equilibrio precario che non ammette distrazioni miliardarie in avventure militari.
- Il nodo costituzionale: Il senatore è stato categorico: Trump non possiede l’autorità costituzionale per dichiarare guerra o attaccare un altro Paese senza il passaggio parlamentare, configurando l'azione come un "avventurismo militare illegale".
Il petrolio dietro la retorica
A differenza della narrazione ufficiale che parla di "esportazione della democrazia", Sanders chiama le cose con il loro nome: una missione per conto delle grandi compagnie petrolifere.
Il Venezuela, che detiene le più grandi riserve certificate di greggio al mondo, sarebbe l'obiettivo di un neo-colonialismo energetico mascherato da intervento umanitario.
Il contesto geopolitico
Per comprendere appieno la portata delle parole di Sanders, è necessario guardare alla strategia della "Massima Pressione" che l'amministrazione Trump ha storicamente adottato.
- Le Sanzioni: Oltre alla minaccia militare, il Venezuela è sotto un pesante regime di sanzioni che, se da un lato mirano a colpire il governo, dall'altro hanno esasperato la crisi economica della popolazione civile.
- La Dottrina Monroe: Molti critici vedono nell'atteggiamento di Trump un ritorno alla "Dottrina Monroe" del XIX secolo, secondo cui l'America Latina è considerata il "cortile di casa" degli Stati Uniti, dove l'intervento esterno è non solo possibile, ma dovuto.
- Il consenso interno: Sanders non è solo. Una fetta crescente dell'opinione pubblica americana si dice stanca delle "Forever Wars" (guerre infinite) che prosciugano il bilancio federale a scapito di sanità e istruzione.
#Manciopensiero finale:
In un panorama in cui anche i governi alleati, tipo le cheerleader di casa nostra, spesso preferiscono il silenzio o l'accondiscendenza, la posizione di Sanders brilla per onestà intellettuale, ricordando che la difesa della sovranità altrui è, in ultima analisi, la difesa della sicurezza di tutti.


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