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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Trekker cronologico: #3: Star Trek Into Darkness (Kelvin timeline) - Film (Dal 2259 al 2260)



Cominciano ad affiorare tutti gli elementi presenti nell'intera saga.



Anche il terzo capitolo dell'avventura nella quale questo spazio libero si è voluto imbattere verrà raccontato in periodo di Coronavirus, ma comunque, sperando che questa parola, ben presto scompaia, continuiamo a mettere in ordine la saga di Star Trek, non utilizzando l'ordine di uscita dei vari lavori, ma affidandoci alle date che raccontano lo svolgimento degli eventi.

Già nello scorso capitolo, ci siamo imbattuti in quella che viene chiamata la trilogia "reboot" iniziata nel 2009 dal film di J.J. Abrams, ambientata in un’universo parallelo e che, quindi, segue la linea temporale denominata Kelvin.

Come già anticipato sempre in "Trekker Cronologico #2"
I film di Star Trek che seguono la linea temporale Kelvin sono:
Star Trek reboot – 2009, diretto da J.J. Abrams
Star Trek Into Darkness – 2013, diretto da J.J. Abrams
Star Trek Beyond – 2016, diretto da Justin Lin

Oggi parleremo, dunque del film Star Trek Into Darkness quella che, a conti fatti, è la dodicesima pellicola della serie e quella che ha riscosso i maggiori incassi, anche se è difficile fare paragoni, in questo senso con le potenzialità del cinema attuale e quello degli anni '70 e '80, per esempio.
Comunque il dato rimane.

Siamo nell' anno 2259 e sul pianeta Nibiru l'eruzione di un enorme vulcano minaccia di distruggere civiltà locale fatta di uomini primitivi.
Essenziale questo passaggio perché sentiamo finalmente parlare della famosa Prima Direttiva che, darà tanti problemi ai vari capitani che negli anni si alterneranno al comando delle navi stellari della saga.

In particolare il capitano della USS Enterprise, James T. Kirk, comincia prestissimo ad imbattersi in queste violazioni, visto che non riesce a non mostrare l'astronave agli indigeni.
Il fatto che il primo ufficiale Spock, sceso nel vulcano per attivare un congegno che lo rendesse inerte, andasse incontro a morte certa, visto che era rimasto intrappolato, fa in modo che per il comandante si verifica una priorità maggiore che quella di rispettare la famosa direttiva.

Purtroppo non è della stessa opinione né la flotta, e né lo stesso Spock, fin troppo ligio alle regole ed all'onestà quando compila il suo rapporto.
Conclusione, Kirk viene sollevato dal comando e rimandato all'Accademia della Flotta Stellare, mentre il vulcaniano è riassegnato alla USS Bradbury e l'Enterprise viene nuovamente affidata all'ammiraglio Christopher Pike.

Sarà che non esiste un vero e proprio "generational gap", tra questi due o esiste e l'ammiraglio lo comprende, sta di fatto che quest'ultimo riesce ad ottenere  che il suo primo ufficiale sia il capitano degradato.

Intanto a Londra va in scena un atto terroristico compiuto da un membro dell'intelligence della Flotta Stellare, l'uomo era stato convinto a far saltare in aria un intero edificio della Federazione, da un terrorista che con una trasfusione del proprio sangue aveva salvato la vita della figlia malata in maniera irreversibile. 

Viene convocato, quindi, l'Alto consiglio della Flotta Stellare a San Francisco, presieduto dall'ammiraglio Alexander Marcus, a cui partecipano i capitani e i primi ufficiali delle navi di stanza nell'area, e quindi anche Pike, Kirk e Spock.
Proprio nel corso di quella riunione, Kirk fa notare l'assurdità di un atto terroristico in quello che poteva essere considerato un archivio e d ha la premonizione del fatto che l'attentato fosse un pretesto per far riunire il Consiglio.
Harrison, sarebbe, secondo quello che viene fuori durante la riunione,  il nome del mandante, ex ufficiale della flotta e proprio lui, a bordo di una navetta veloce rubata a Londra, apre il fuoco dall'esterno sulla sala dove si trovano gli ufficiali, uccidendone diversi, tra i quali l'ammiraglio Pike

Il pronto intervento di Kirk ferma l'attentatore, il quale fugge teletrasportandosi prima che la navetta precipiti al suolo. 

Il fuggitivo viene localizzato, successivamente,  da Montgomery Scott in una zona disabitata di Kronos, pianeta natale dei Klingon, i quali sono sull'orlo della guerra con la Federazione.
Kirk si offre di inseguire Harrison al comando dell'Enterprise, sia per il ruolo di ufficiale, ora nuovamente Capitano e sia per vendicare la morte di colui che lo ha voluto nella Flotta e come primo ufficiale.
A proposito di questo ruolo, chiede ed ottiene che sia Spock ad esserlo nuovamente sulla nave ammiraglia della Federazione.

L'ammiraglio Marcus è d'accordo, ma la missione ha una direzione opposta ai principi della Flotta Stellare.
L'ordine è quello di uccidere il criminale mediante l'utilizzo di 72 siluri fotonici di ultima generazione, non tracciabili e a lunga gittata, che possono essere lanciati dai confini della Federazione, senza invadere lo spazio dei Klingon.
Di norma la prassi dovrebbe essere quella di catturarlo ad assicurarlo alla Giustizia. 
Un po' come se, alle mie latitudini il cantante Beppe Delre, cominciasse a fare cover dei Red Hot Chili Peppers.

Una giovane dottoressa Carol Wallace, si aggiunge ad un equipaggio che perde Scott che si rifiuta di ammettere a bordo i misteriosi siluri che, a suo dire, potrebbero compromettere la stabilità del nucleo di curvatura e mettere in pericolo l'intera nave.

Una cosa è certa, il nucleo va in avaria, ma non è colpa dei siluri, proprio quando l'Enterprise giunge  in prossimità di Kronos.
Un sovraccarico? Si scoprirà piuttosto che si tratta di un sabotaggio, proprio da chi meno te lo aspetti.
Kirk, Spock e il tenente Nyota Uhura, che conosce la lingua Klingon, contrariamente a quanto imposto dagli ordini dell'ammiraglio, vanno alla ricerca del fuggitivo tra le rovine della zona disabitata, venendo però rintracciati e attaccati dai temibili abitanti.

Qui accade qualcosa di incredibile, interviene Harrison a salvare la squadra di sbarco, sterminando i plotoni nemici ed, ancora più incredibilmente, consegnandosi poi spontaneamente una volta venuto a conoscenza della presenza a bordo dei 72 siluri.

A bordo dell'Enterprise, il prigioniero rivela di essere in realtà Khan, uno spietato superuomo geneticamente modificato e  rimasto ibernato per trecento anni prima di essere risvegliato e sfruttato da Marcus per via della sua mente superiore.
Rivela inoltre che i siluri a bordo della nave contengono in realtà i corpi ibernati del suo vecchio equipaggio: l'ammiraglio, minacciando di distruggerli se lui non avesse obbedito ai suoi folli piani di militarizzare la Federazione e scatenare una guerra contro i Klingon era riuscito in questi anni a fare in modo che l'uomo fosse al suo servizio.
Essere d'accordo a metà col Mister, parafrasando la frase attribuita per anni erroneamente a Stefano Eranio è la sensazione che pervade l'equipaggio che devono scegliere se credere ad un terrorista o ad un ufficiale della Flotta.

Quando tutti comprendono che la missione su Kronos non è altro che un  pretesto per raggiungere tale scopo, giunge proprio Marcus nel quadrante,  al comando di una nuova nave da battaglia di dimensioni doppie rispetto all'Enterprise, la USS Vengeance, deciso a eliminare ogni testimone e a riprendersi il prigioniero.

Kirk rifiuta di consegnare Khan e fugge  a velocità di curvatura, ignorando il fatto che l'altra nave fosse in grado di raggiungerli e di attaccarli anche in quelle condizioni.
La nave ammiraglia in confronto all'altra nave sembra una specie di "Tenuta Pinto", molto bella, ma non mastodontica.
Quasi quasi ti viene voglia di "chiamare la Soprintendenza" a causa della differenza tecnologica e di armamenti tra due vascelli che dovrebbero essere dalla stessa parte.

Quando l'Enterprise sta per essere distrutta, interviene la dottoressa Wallace, vero nome Carol Marcus che Spock aveva scoperto essere la figlia dello stesso ammiraglio.
Questa ritiene che il padre non colpirebbe mai sapendola a bordo, ma questi per tutta risposta la fa teletrasportare sulla sua nave e si prepara ad aprire il fuoco.

Senza sistemi di difesa, la fine sembra scontata se non fosse che grazie alle rivelazioni di Khan, Kirk non avesse mandato Scott a controllare alcune coordinate tempo prima.
Proprio grazie a questa intrusione, l'Ingegnere Capo riesce a disattivare le armi della nave dell'Ammiraglio.

A quel punto, il Capitano decide di recarsi personalmente sulla nave nemica facendosi aiutare da Khan e con l'aiuto di Scott, entrano e si portano fino al ponte di comando, neutralizzando i soldati di Marcus.

Solo che Khan uccide Marcus, vendicandosi e prende in ostaggio Kirk.
Spock, rimasto al comando dell'Enterprise, si vede quindi obbligato a lasciare che teletrasporti a bordo i siluri in cui è ibernato il suo equipaggio, in cambio degli ufficiali dell'Enterprise.
Una volta effettuato lo scambio, Khan non rispetta i patti e decide di far fuoco ugualmente sull'altra nave, ma il vulcaniano che si era fatto mettere in contatto e consigliare dal suo alter ego anziano, interpretato in questo piccolo cameo, nuovamente dal mitico Leonard Nimoy, fa detonare i siluri nella stiva della Vengeance, compromettendola definitivamente.
In realtà aveva anche sostituito i tubi criogenici con cariche esplosive.

La storia non finisce qui perché l'Enterprise è comunque gravemente danneggiata e comincia a precipitare, attratta dalla gravità della Terra; il capitano decide, quindi, di sacrificarsi per riparare il motore a curvatura, che nello scontro si era disallineato, esponendosi a radiazioni letali all'interno del nucleo.
Khan cerca di far schiantare la sua nave sul quartier generale della Flotta Stellare cercando anche di fare una strage nella città di San Francisco; deve intervenire Spock che si teletrasporta,  lo insegue e per poco non lo uccide, se non intervenisse Uhura ad avvisarlo che il sangue del superuomo è in grado di riportare in vita Kirk, come scoperto dal dottor McCoy che in precedenza lo aveva testato su un tribolo morto.

Dopo aver prelevato il sangue Khan viene per poi venire nuovamente ibernato.
Ripresosi, il capitano ringrazia Spock per averlo salvato, come lui aveva fatto su Nibiru.

Passato un anno dalla vicenda Kirk tiene un discorso in occasione del nuovo varo della USS Enterprise, nel frattempo ricostruita: nell'occasione ricorda le parole del Giuramento del Capitano che gli aveva fatto recitare il suo mentore, l'ammiraglio Pike, al momento di affidargli la nave.
Nonostante ce ne saranno di altre navi protagoniste nell'universo di Star Trek l'Enterpise, o meglio tutte le navi che avranno questo nome, avranno sempre un posto speciale nel cuore degli appassionati della saga.
E ve lo scrive uno che aveva ribattezzato "Enterprise" la sua vecchia Ford Mondeo S.W. bianca.

Ad ogni modo a quel punto arriva la prima storica partenza.
La prima missione quinquennale, mai tentata sino ad allora, nello spazio profondo.




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Capitoli precedenti - Trekker cronologico:

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