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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Dal Delirio Geopolitico al Tifo da Stadio: Perché l’Esecuzione Sovranista del Diritto Internazionale in Venezuela è l’Inizio della Fine della Democrazia Globale.



Dall'arresto di Maduro alla propaganda dei "nuovi patrioti": perché l'esultanza della destra italiana per l'azione di Trump non è vittoria della libertà, ma la resa definitiva della logica e della legge.

di MANCIO

​Esiste un limite oltre il quale il tifo politico smette di essere tale per diventare puro analfabetismo funzionale

Quel limite è stato ampiamente superato nelle ultime quarantotto ore, mentre assistiamo a un festival di giubilo da parte della destra nostrana — dai leader di governo alle truppe social — per l’azione di forza di Donald Trump in Venezuela.

​La narrazione è semplicistica quanto tossica: chiunque non festeggi il "colpaccio" di Trump è automaticamente un difensore di Maduro, un nostalgico del socialismo, o un nemico della libertà. Ma la realtà è un’altra cosa, e non ha nulla a che fare con la distinzione tra destra e sinistra. 
Ha a che fare con le basi del diritto internazionale, oggi calpestate da chi confonde la geopolitica con un incontro di wrestling.

​Il mito della "Sinistra pro-Maduro"

​Partiamo dal primo, colossale abbaglio: l’idea che la sinistra difenda Maduro. 
È un falso storico. 
La stragrande maggioranza del mondo progressista riconosce in Maduro un dittatore e un criminale da anni, ben prima che molti degli attuali "esperti" da tastiera sapessero indicare Caracas sulla mappa.
Tuttavia, riconoscere la natura autoritaria di un regime non autorizza nessuno Stato estero a bombardare città o sequestrare capi di Stato. 
Esistono i tribunali penali internazionali e la comunità dei paesi civili. 
Se accettiamo l’idea che chiunque possa rovesciare un governo altrui con la forza bruta, stiamo semplicemente sancendo la fine della democrazia globale a favore della legge della giungla.

​L'ipocrisia del "Guerriero Anti-Narcotraffico"

​L’argomento del narcotraffico è forse il più grottesco. Maduro ha legami con i cartelli? 
Probabile. 
Ma credere che Trump agisca per senso di giustizia è un’ingenuità imperdonabile. 
Solo un mese fa, il "nuovo boss" di Washington ha concesso la grazia a Juan Orlando Hernández, ex presidente dell'Honduras che aveva trasformato il suo paese in un narco-stato e che era stato condannato a 45 anni negli USA. 
In quel caso, Trump non ha avuto nulla da eccepire.
La verità è più banale e riguarda il sottosuolo: il Venezuela detiene circa il 18% delle riserve petrolifere mondiali
Trump non sta "liberando" nessuno; sta sostituendo un regime ostile con uno fedele per mettere le mani sulle risorse energetiche, agendo con una brutalità che i suoi predecessori usavano con più cautela diplomatica.

​Il precedente pericoloso: dalla Groenlandia a Taiwan

​L’entusiasmo dei "trumpiani" ignora le conseguenze a lungo termine. 

Se sdoganiamo il principio per cui "il più forte decide chi governa", apriamo la strada a scenari apocalittici. 

Se Trump si sente autorizzato a prendersi il Venezuela, cosa impedirà domani alla Cina di fare lo stesso con Taiwan o alla Russia di continuare la sua espansione? 
È lo stesso schema che vediamo in Palestina: l'occupazione della forza sopra la legittimità del diritto.

​Il paragone impossibile con la Seconda Guerra Mondiale

​Infine, il richiamo a Hitler
Paragonare l’impatto storico del nazismo nel 1943 al Venezuela di oggi è un insulto alla storia e all’intelligenza. 
Ed è paradossale sentire queste lezioni di democrazia proprio da chi, per radici politiche, si trovava idealmente (e talvolta fisicamente) dalla parte opposta di chi allora combatteva per la vera libertà.

​Conclusione: Un appello alla lettura

​Invece di inneggiare acriticamente a ogni mossa del "leader forte" di turno, i sostenitori di questa destra farebbero bene a consultare un manuale di scienze politiche o di diritto internazionale. 

L’ignoranza ha un costo altissimo per la democrazia, e non è più tollerabile quando si accompagna alla presunzione di avere ragione mentre si calpestano i principi che dovrebbero proteggere tutti noi.

​Il mondo non è un campo da calcio, e la sovranità dei popoli non è un giocattolo nelle mani di un miliardario americano, con buona pace delle sue cheerleader romane.

E Che cazzo!

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© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

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