Nerazzurri dominanti all'Olimpico, mentre il Napoli frena e la Roma sogna nel segno di Malen. Storico traguardo europeo per i lariani di Fabregas.

di: Mancio
A due soli atti dalla conclusione, la Serie A regala una 36ª giornata carica di emozioni, verdetti storici e colpi di scena che ridisegnano la griglia europea.
Se lo scudetto è già cucito sulle maglie dell'Inter, la squadra di Chivu non accenna a fermarsi: lo 0-3 rifilato alla Lazio è una prova di forza assoluta, un antipasto della finale di Coppa Italia firmato dal solito Lautaro Martinez e da un Sucic sempre più integrato.
La volata Champions: gioia Como, ansia Napoli e Milan
La vera notizia di giornata arriva dal "Bentegodi": il
Como batte il Verona e centra una storica qualificazione alle coppe europee.
Un traguardo incredibile per la società lariana, che ora può addirittura sognare la
Champions League.
Sogno che si complica invece per il Napoli.
Al "Maradona", gli azzurri di Conte cadono 3-2 sotto i colpi di un Bologna mai domo.
Nonostante la rimonta sfiorata, il gol di Rowe al 91' gela i partenopei, ora tallonati da una
Juventus che ritrova il suo bomber: a
Vlahovic bastano 12 secondi per stendere il
Lecce e rilanciare le ambizioni bianconere.
Crolla anche il Milan a San Siro.
L'
Atalanta di Palladino domina per un'ora, portando la Curva Sud alla protesta.
La reazione tardiva di Nkunku e Pavlovic non basta: il 2-3 finale mette seriamente in bilico la qualificazione Champions per la squadra di Allegri.
Ne approfitta la
Roma, che in una gara folle a Parma vince 3-2 grazie a un Malen monumentale (ora a quota 16 gol) e a un Rensch decisivo nel finale.
Salvezza: la Cremonese ci crede, Fiorentina sicura
Nelle zone basse della classifica, la
Cremonese riapre ufficialmente i giochi.
Il netto 3-0 contro un Pisa ormai rassegnato porta i grigiorossi a un solo punto dal Lecce, promettendo un finale di stagione incandescente per evitare la retrocessione.
Festeggia invece la Fiorentina: lo 0-0 contro il Genoa, pur tra i fischi di un pubblico esigente, regala ai viola la certezza matematica della permanenza in Serie A.
Menzione speciale per l'Udinese, che con un cinico 0-2 a Cagliari taglia il traguardo dei 50 punti, confermandosi una delle squadre più solide di questa seconda parte di campionato.
#Manciothoughts
Questa giornata ci lascia in eredità una classifica cortissima: quattro squadre in tre punti per l'Europa che conta e una lotta salvezza che si deciderà all'ultimo respiro tra Lecce e Cremonese.
Il calcio italiano non finisce mai di stupire, specialmente quando una realtà come il Como scrive una pagina di storia così importante. Il bello deve ancora venire.
Adesso andiamo a vedere più da vicino le singole gare e le conseguenti classifiche:👇🏼
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Lecce-Juventus 0-1
⚽ nel pt 1' Vlahovic
LECCE (4-2-3-1): Falcone; Veiga (25' st Helgason), Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Ramadani, Ngom (17' st Jean); Pierotti, Coulibaly, Banda (30' st N'Dri); Cheddira (30' st Camarda).
All.: Di Francesco
JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly; McKennie (41' st Gatti), Locatelli, Koopmeiners, Cambiaso (38' st David); Conceicao (38' st Zhegrova), Yildiz (38' st Boga); Vlahovic (32' st Holm).
All.: Spalletti
Ammoniti: Conceicao, Jean per gioco falloso.
La Juventus piega il Lecce per 1-0, una vittoria di misura che, pur sembrando il "minimo sindacale" nel punteggio, pesa tantissimo in chiave Champions League.
A decidere la sfida è il ritorno del centravanti titolare, la cui assenza per infortunio ha pesato enormemente sul cammino dei bianconeri, costretti troppo spesso a schierare alternative non all'altezza nel ruolo di finalizzatori.
Pronti, via e la Juve è già avanti.
Dopo appena 12 secondi, Cambiaso pesca Vlahovic: controllo perfetto e palla in rete.
Il ritorno del serbo sposta subito gli equilibri, confermando quanto sia mancato il suo cinismo sotto porta.
La gara è vibrante.
Il Lecce, a caccia di punti salvezza, risponde subito con Cheddira, ma Di Gregorio si fa trovare pronto.
Al 4' Conceicao colpisce il palo, mentre Vlahovic sfiora il raddoppio prima dell'intervallo.
Nella ripresa la Juventus troverebbe anche il modo di dilagare, ma il VAR ferma tutto: vengono annullate due reti, rispettivamente a Vlahovic e Kalulu, entrambe per posizione irregolare.
Nel finale i salentini tentano l'assalto con N'Dri e Pierotti, ma il muro bianconero regge fino al termine.In conferenza stampa,
Luciano Spalletti ha sottolineato con la sua solita schiettezza l'importanza di avere un attaccante di peso.
Ha spiegato che a questa squadra è mancata proprio quella "faccia tosta" agonistica, letteralmente ha detto "faccia di cazzo" di chi entra in area per colpire e "offendere" sportivamente l'avversario, caratteristica che Vlahovic incarna perfettamente.
Senza i lunghi stop forzati delle sue punte di diamante, semfi.voglismk mettere anche Milik, probabilmente la Juventus starebbe lottando per traguardi ancora più ambiziosi.
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Lazio-Inter 0-3
⚽ 6’ Lautaro Martinez, 39’ Sucic, 76’ Mkhitaryan
LAZIO (4-3-3): Motta, Marusic (32' st Lazzari), Romagnoli, Gila (11' st Provstgaard) (11' st Patric), Pellegrini; Dele-Bashiru, Rovella, Basic; Cancellieri (11' st Isaksen), Noslin, Pedro (17' st Dia).
All.: Sarri.
INTER (3-5-2): J.Martinez, Bisseck, Acerbi, Bastoni (18' st Luis Henrique); Diouf, Mkhitaryan, Barella (1' st Frattesi), Sucic (35' st Mosconi), Carlos Augusto; Thuram (1' st Bonny), L.Martinez (18' st Dumfries).
All.: Chivu.
Espulsi: Romagnoli per un grave fallo di gioco.
Ammoniti: Pellegrini e Mkhitaryan per gioco falloso, Noslin per comportamento non regolamentare.
L'Inter domina all'Olimpico e lancia un messaggio chiarissimo alla Lazio in vista della finale di Coppa Italia di mercoledì.
I nerazzurri sbrigano la pratica con un netto 3-0, dimostrando una superiorità evidente che mette in discesa il match già nella prima frazione.
La squadra di Chivu mette subito le cose in chiaro.
Al 6' Lautaro Martinez sblocca il risultato sfruttando un invito di Thuram.
Il raddoppio arriva al 39' con Sucic, che conclude dal limite una splendida azione corale avviata da uno scambio tra Diouf e lo stesso Lautaro.
Nella ripresa la Lazio resta in dieci: al 59' Romagnoli viene espulso (previo consulto VAR) per un intervento duro su Bonny.
Paradossalmente, l'uomo in meno scuote i biancocelesti che, approfittando di un calo di tensione dell'Inter, creano diverse palle gol per riaprire il match.
Le speranze di rimonta della Lazio si spengono definitivamente al 76', quando Mkhitaryan trova la via della rete e fissa il punteggio sul definitivo 0-3.
Questo successo non serve solo per la classifica, ma funge da perfetto "antipasto" psicologico per la sfida di mercoledì per la finale di Coppa Italia.
L'Inter ci arriva con il morale a mille, mentre la Lazio dovrà resettare in fretta per provare a ribaltare i valori visti in campo oggi.
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Napoli-Bologna 2-3
⚽ 9' Bernardeschi (B), 34' rig. Orsolini (B), 47' pt Di Lorenzo (N), 3' st Alisson Santos (N), 45' st Rowe (B)
Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno; Politano (39' st Spinazzola), Lobotka (30' st Gilmour), McTominay, Miguel Gutierrez (42' st Mazzocchi); Giovane (30' st Elmas), Alisson Santos; Hojlund.
All.: Conte
Bologna (4-2-3-1): Pessina; Joao Mario (19' st Zortea), Helland (36' st Heggem), Lucumì, Juan Miranda; Pobega (36' st Moro), Freuler; Orsolini, Ferguson (36' st Sohm), Bernardeschi (27' st Rowe); Castro.
All.: Italiano
Ammoniti: Joao Mario (B), Bernardeschi (B), Helland (B), Lucumì (B), Politano (N)
Il Napoli manca l'appuntamento decisivo per blindare la Champions League, scivolando in casa contro un Bologna corsaro.
Al "Maradona" finisce 3-2 per i rossoblù, al termine di una gara fatta di strappi e colpi di scena.
Gli emiliani gelano il pubblico di casa portandosi sul doppio vantaggio nel primo tempo, prima con Bernardeschi (10') e poi grazie al rigore trasformato da Orsolini (34').
La mano di Antonio Conte si fa sentire nell'intervallo. Gli azzurri rientrano in campo con un altro piglio e riescono a raddrizzare una situazione compromessa: Di Lorenzo accorcia allo scadere della prima frazione, mentre Alisson Santos firma il pareggio in apertura di ripresa.
Nonostante lo sforzo per ribaltarla, il Napoli subisce il contropiede letale al 91', quando Rowe firma il gol del definitivo sorpasso bolognese.
Nonostante il passo falso, il Napoli resta al secondo posto con 70 punti.
La corsa all'Europa che conta, però, si infiamma: a soli 180 minuti dalla fine della stagione, la Juventus tallona a -2, seguita dalla coppia Milan-Roma a -3. Il Bologna, dal canto suo, consolida l'ottava posizione salendo a quota 52 punti.
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Milan-Atalanta 2-3
⚽ 7' pt Ederson (A), 29' pt Zappacosta (A), 6' st Raspadori (A), 43' st Pavlovic (M), 49' st rig. Nkunku (M)
Milan (3-5-2): Maignan; De Winter (13' st Athekame), Gabbia, Pavlović; Saelemaekers, Loftus-Cheek (1' st Nkunku), Ricci, Rabiot, Bartesaghi (35' st Estupiñan); Leão (13' st Fofana), Gimenez (13' st Füllkrug).
All.: Allegri
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (3' st Kossounou, 17' st Ahanor), Hien, Kolašinac; Zappacosta (10' st Bellanova), De Roon, Éderson, Zalewski; De Ketelaere (17' st Pašalić), Raspadori; Krstović.
All.: Palladino
Ammoniti: Leao, Estupinan, Bellanova per gioco falloso; Hien, Saelemaekers, Krstović comportamento non regolamentare.
Serata amara a San Siro, dove il Milan cade sotto i colpi di un'Atalanta cinica e organizzata, mettendo seriamente a rischio l'obiettivo Champions League. Finisce 3-2 per i bergamaschi, un risultato che lascia la squadra di Allegri tra i fischi e le polemiche.
La squadra di Palladino mette subito in chiaro le cose. Dopo soli 7 minuti, Ederson trova l'angolino basso trafiggendo Maignan.
Il raddoppio arriva poco prima della mezz'ora: Zappacosta brucia Gabbia sul tempo e firma il 2-0 su assist di Krstovic.
Il Milan appare spento, con Leao che spreca un'occasione d'oro nel primo tempo.
In apertura di ripresa, l'Atalanta cala addirittura il tris con Raspadori.
È il momento della rottura: la Curva Sud abbandona gli spalti per protesta.
Nel finale i rossoneri si svegliano.
Dopo una traversa di Nkunku e un gol annullato a Fullkrug, Pavlovic accorcia di testa al minuto 88.
In pieno recupero, Nkunku trasforma un rigore concesso per fallo di De Roon, portando il risultato sul 2-3.
L'ultimo brivido porta la firma di Gabbia, che sfiora il pareggio con un colpo di testa allo scadere, ma il miracolo non si compie.
Il triplice fischio sancisce una sconfitta pesantissima che complica i piani europei del Diavolo.
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Parma-Roma 2-3
⚽ 21' pt Malen (R), 2' st Strefezza (P), 42' st Keita (P), 49' st Rensch (R), 55' st rig. Malen (R)
PARMA (5-3-2): Suzuki, Delprato (30' st Britschgi), Circati,Troilo, Valenti, Valeri (30' st Carboni), Ordonez, Nicolussi Caviglia (35' st Estevez), Keita, Strefezza (8' st Pellegrino), Elphege (35' st Almqvist).
All.: Cuesta
ROMA (3-4-2-1): Svilar, Mancini, Ndicka, Hermoso (8' st Ghilardi), Celik (30' st Rensch), Cristante (14' st El Aynauoi), Koné (30' Venturino), Wesley, Soulè (14' st Pisilli), Dybala, Malen.
All.: Gasperini
Ammoniti: Troilo, Britschgi per gioco falloso; Strefezza per comportamento non regolamentare
Espulso: nel st al 98' Britschgi per somma di ammonizioni.
Vittoria al cardiopalma per la Roma che, al termine di una gara folle a Parma, strappa un 3-2 fondamentale per continuare a sognare la Champions League.
I giallorossi passano dall'illusione alla beffa, fino al trionfo finale arrivato oltre il tempo massimo.
La Roma sblocca il match al 21' grazie a una combinazione di alta classe: tocco di prima di Dybala per Malen, che fredda Suzuki per l'1-0.
I padroni di casa rientrano dagli spogliatoi con un altro piglio.
Al 47' Nicolussi Caviglia avvia un contropiede fulminante che porta Strefezza al pareggio con un preciso rasoterra.
Nel finale, quando l'assedio giallorosso sembra non dare frutti, il Parma colpisce ancora: assist di Estevez e gol di Keita al 42' della ripresa.
Quando tutto sembrava perduto, sale in cattedra Rensch.
Al 94' il terzino firma il pareggio e, pochi istanti dopo, si procura il rigore decisivo per un contatto con Britschgi.
Dal dischetto si presenta ancora Malen, che non sbaglia e regala i tre punti a tempo ormai scaduto.
La Roma dimostra un carattere d'acciaio, ribaltando una partita che si era maledettamente complicata nei minuti finali.
Con questo successo, la corsa verso l'Europa che conta resta più viva che mai.
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H.Verona-Como 0-1
71’ Douvikas
H.VERONA (3-5-2): Montipò, Nelsson, Edmundsson, Valentini, Belghali (35'st Isaac), Akpa Akpro (35'st Vermesan), Gagliardini, Bernede (17'st Lovric), Frese, Suslov, Bowie.
All.: Sammarco
COMO (4-2-3-1): Butez, Vojvoda (1st Smolcic), Diego Carlos, Kempf, Valle (35'pt Moreno), Da Cunha, Perrone (1'st Caqueret), Diao (35'st Van der Brempt), Paz, Rodriguez (1'st Baturina), Douvikas.
Ammoniti: Sammarco e Fabregas per comportamento non regolamentare, Caqueret e Frese per gioco falloso.
Il Como centra l'obiettivo europeo al termine di una sfida sofferta al "Bentegodi".
Contro un Hellas Verona già condannato alla retrocessione ma tutt'altro che rinunciatario, la squadra di Fabregas vince 1-0 e si assicura matematicamente un posto in una competizione continentale per la prossima stagione.
Nella prima frazione il Como sente il peso dell'importanza della gara e fatica a trovare varchi.
È anzi l'Hellas a rendersi più pericoloso in un paio di circostanze, ma le squadre tornano negli spogliatoi a reti bianche.
Nella ripresa i lariani cambiano marcia.
Dopo aver sprecato due buone occasioni, la pressione del Como viene premiata al 71': è Douvikas a trovare il guizzo che sblocca il risultato.
Il Verona prova a reagire e troverebbe anche il pareggio con Bowie, ma la gioia gialloblù viene strozzata dalla segnalazione di fuorigioco.
Il muro del Como regge fino al triplice fischio.
Con questi tre punti, il Como non solo tiene aperto lo spiraglio per la Champions League, ma mette al sicuro la certezza di giocare in Europa l'anno prossimo.
Un risultato storico per il club e per la gestione Fabregas.
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Fiorentina-Genoa 0-0
FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodo, Pongracic, Ranieri, Gosens;
Fagioli; Parisi (41' st Gudmundsson), Mandragora (27' st
Brescianini), Ndour (27' st Fabbian), Solomon; Braschi (16' st
Piccoli).
All.: Vanoli
GENOA (3-4-3): Bijlow; Marcandalli (37' st Doucoure), Ostigard,
Zatterstrom; Ellertsson, Frendrup, Amorim (37' st Masini),
Martin (26' st Ouedraogo); Colombo (13' st Ekuban), Ekhator (26'
st Malinovskyi), Vitinha.
All.: De Rossi
Un pareggio a reti bianche che sa di missione compiuta, ma senza sorrisi.
Al "Franchi", Fiorentina e Genoa chiudono sullo 0-0, un risultato che garantisce ai viola la certezza matematica della permanenza in Serie A, pur non entusiasmando il pubblico di casa.
Il primo tempo scorre su ritmi blandi.
L'unico vero sussulto arriva da un colpo di testa di Ostigard, su cui De Gea si fa trovare pronto nell'unica vera parata dell'incontro.
La Fiorentina risponde solo con un'incornata imprecisa di Gosens e un traversone insidioso di Dodo, neutralizzato da Ellertsson.
Il copione non cambia nel secondo tempo.
La partita resta bloccata e povera di contenuti tecnici: un tentativo alto di Ekuban per i liguri e una conclusione di Parisi sugli sviluppi di una mischia sono le uniche note di cronaca di una frazione povera di tiri in porta.
Nonostante il Genoa non avesse più nulla da chiedere al campionato, avendo già ottenuto la salvezza, la Fiorentina non è riuscita ad affondare il colpo.
Il punto conquistato permette ai viola di festeggiare la salvezza matematica, anche se il triplice fischio è stato accompagnato dai fischi dei tifosi, delusi per una prestazione opaca.
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Cremonese-Pisa 3-0
⚽ 30' pt Vardy, 5' st Bonazzoli, 41' st Okereke
CREMONESE (4-4-2): Audero; Terraciano, Bianchetti, Luperto (39' st Folino), Pezzella (14' st Zerbin); Barbieri, Grassi, Maleh (14' st Thorsby), Vandeputte (25' st Okereke); Bonazzoli, Vardy (25' st Sanabria).
All.: Giampaolo
PISA (3-5-2): Semper; Bozhinov, Caracciolo, Canestrelli; Lleris (37' st Angori), Akinsanmiro (25'st Piccinini), Loyola, Vural (19'st Hojholt), Touré; Moreo (37' st Calabresi), Stojilkovic (19'st Meister).
All.: Hiljemark
Ammoniti: Calabresi e Hojholt per gioco falloso
Espulsi: 23' pt Bozhinov doppio giallo per gioco falloso, 13' st Loyola per gioco falloso.
La Cremonese non molla e travolge il Pisa con un rotondo 3-0, alimentando le speranze di una salvezza che sembrava impossibile.
Allo "Zini", la squadra di Giampaolo approfitta del nervosismo degli ospiti per dominare il match e portarsi a una sola lunghezza dal Lecce a 180 minuti dal termine del campionato.
I toscani, già retrocessi, restano in dieci dopo soli 23 minuti per l'espulsione diretta di Bozhinov.
La Cremonese ne approfitta immediatamente: al 26', Jamie Vardy riceve al limite e fulmina Samper con un diagonale mancino di rara potenza.
Nella ripresa la situazione del Pisa precipita ulteriormente.
Al 58', Loyola rimedia il secondo rosso di giornata per un brutto fallo su Pezzella, lasciando i suoi in nove uomini.
Con la strada spianata, i grigiorossi raddoppiano in contropiede: asse Vardy-Vandeputte e zampata finale di Bonazzoli.
Nel finale c'è gloria anche per Okereke, che entra dalla panchina e cala il tris al 41', chiudendo definitivamente i conti.
Questi tre punti sono ossigeno puro per la Cremonese. Contro un Pisa ormai privo di motivazioni, i lombardi hanno fatto il loro dovere, accorciando le distanze dal Lecce.
La lotta per non retrocedere resta apertissima e si deciderà negli ultimi due atti della stagione.
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Torino-Sassuolo 2-1
⚽ 6' st Thorstvedt (S), 21' st Simeone (T), 25' st Pedersen (T)
TORINO (3-4-1-2): Paleari; Marianucci, Saul Coco, Ebosse; Lazaro (14' st Pedersen), Prati (23' st Ilkhan), Gineitis, Rafa Obrador (42' st Nkounkou); Vlasic; Simeone (42' st Kulenovic), Njie (14' st Zapata).
All.: Roberto D'Aversa.
SASSUOLO (4-3-3): Muric; Coulibaly, Walukiewicz, Muharemovic, Doig (30' st Garcia); Lipani (18' st Koné), Matic (39' st Bakola), Thorstvedt; Volpato (18' st Berardi), Pinamonti (30' st Nzola), Laurienté.
All.: Fabio Grosso.
AMMONITI: Lipani (S), Marianucci (T), Prati (T), Thorstvedt (S), Nkounkou (T), Gineitis (T)
Il Torino si aggiudica l'anticipo della 36ª giornata, superando in rimonta il Sassuolo per 2-1.
Allo Stadio Olimpico Grande Torino, i granata ribaltano una partita che si era messa in salita, conquistando tre punti che muovono una classifica ormai tranquilla per entrambe le formazioni.
Dopo un primo tempo a reti bianche, il match si sblocca al 51': è Kristian Thorstvedt a portare avanti il Sassuolo, gelando il pubblico di casa.
Il Toro non accusa il colpo e reagisce con determinazione.
Al 66' ci pensa Giovanni Simeone a ristabilire l'equilibrio con la rete dell'1-1.
L'inerzia della gara cambia completamente e, appena quattro minuti dopo il pareggio, i padroni di casa completano l'opera: al 70' Marcus Holmgren Pedersen trova la via del gol per il definitivo 2-1.
Grazie a questo successo, il Torino guadagna posizioni e sale al dodicesimo posto a quota 44 punti.
Il Sassuolo, nonostante lo stop esterno, mantiene la decima piazza con 49 punti, restando saldamente nella parte centrale del tabellone.
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Cagliari-Udinese 0-2
⚽ Buksa al 11’ st, Gueye al 51’ st
Cagliari (3-5-2): Caprile (cap.); Zé Pedro (dal 16’ st Sulemana), Dossena, Rodriguez; Palestra (dal 16’ st Zappa); Adopo (dal 43’ st Belotti), Gaetano, Folorunsho (dal 27’ st Albarracin), Obert (dal 43’ st Trepy); Esposito, Mendy.
All. Pisacane
Udinese (3-5-2): Okoye; Mlacic (dal 9’ st Bertola), Kristensen, Solet; Ehizibue (dal 33’ st Arizala), Piotrowski (dal 9’ st Miller), Karlstrom (cap.), Atta, Kamara; Zaniolo (dal 33’ st Gueye), Buksa (dal 19’ st Davis).
All. Runjaic
Ammoniti: Ehizibue (U) al 44’ pt, Zé Pedro (C) al 8’ st
Espulsi: nessuno
L'Udinese espugna Cagliari con un cinico 2-0, centrando l'obiettivo dei 50 punti e confermando un momento di forma eccezionale.
Gli uomini di Runjaic, reduci dalla vittoria sul Torino, soffrono la pressione sarda per lunghi tratti, ma colpiscono nella ripresa blindando la porta per la quinta volta nelle ultime sette gare.
Il Cagliari parte forte e domina il primo tempo. Palestra e Gaetano chiamano Okoye agli straordinari, con il portiere bianconero decisivo soprattutto alla mezz'ora su una conclusione a botta sicura.
I sardi si vedono anche revocare un rigore dal VAR, mentre Karlstrom salva sulla linea un tentativo ravvicinato di Gaetano a inizio ripresa.
Dopo aver rischiato grosso e aver colpito un palo con Zaniolo, l'Udinese sblocca il match al 60': triangolazione Solet-Kamara e cross basso per Buksa, che non sbaglia.
Il Cagliari non molla, ma sbatte contro i salvataggi provvidenziali di Karlstrom e Bertola.
Nel finale, dopo un paio di occasioni sprecate da Davis (al rientro dall'infortunio), arriva il raddoppio in pieno recupero.
Proprio Davis veste i panni dell'assistman e serve a Gueye il pallone del definitivo 0-2, regalando al senegalese la gioia del primo gol nel massimo campionato.
Con questo successo, l'Udinese mette in cassaforte una salvezza tranquilla, mettendo in mostra una solidità difensiva invidiabile.
Per il Cagliari resta il rammarico di una gara giocata a viso aperto ma condannata dalla scarsa precisione sotto porta.
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Classifica
|
Pos
|
Squadra
|
Punti
|
|
1
|
Internazionale
|
85
|
|
2
|
Napoli
|
70
|
|
3
|
Juventus
|
68
|
|
4
|
Milan
|
67
|
|
5
|
Roma
|
67
|
|
6
|
Como
|
65
|
|
7
|
Atalanta
|
58
|
|
8
|
Bologna
|
52
|
|
9
|
Lazio
|
51
|
|
10
|
Udinese
|
50
|
|
11
|
Sassuolo
|
49
|
|
12
|
Torino
|
44
|
|
13
|
Parma
|
42
|
|
14
|
Genoa
|
41
|
|
15
|
Fiorentina
|
38
|
|
16
|
Cagliari
|
37
|
|
17
|
Lecce
|
32
|
|
18
|
Cremonese
|
31
|
|
19
|
Hellas Verona
|
20
|
|
20
|
Pisa
|
18
|
----------------------------------------------------
Marcatori
|
Gol
|
Calciatore
|
Squadra
|
|
17
|
Lautaro Martínez
|
Internazionale
|
|
16
|
Donyell Malen
|
Roma
|
|
13
|
Marcus Thuram
|
Internazionale
|
|
|
Anastasios Douvikas
|
Como
|
|
12
|
Nico Paz
|
Como
|
|
11
|
Giovanni Simeone
|
Torino
|
|
10
|
Gianluca Scamacca
|
Atalanta
|
|
|
Keinan Davis
|
Udinese
|
|
|
Nikola Krstovic
|
Atalanta
|
|
|
Rasmus Højlund
|
Napoli
|
|
|
Kenan Yildiz
|
Juventus
|
|
9
|
Hakan Çalhanoglu
|
Internazionale
|
|
|
Federico Bonazzoli
|
Cremonese
|
|
|
Scott McTominay
|
Napoli
|
|
|
Rafael Leão
|
Milan
|
|
|
Riccardo Orsolini
|
Bologna
|
|
8
|
Domenico Berardi
|
Sassuolo
|
|
|
Christian Pulisic
|
Milan
|
|
|
Nikola Vlasic
|
Torino
|
|
|
Andrea Pinamonti
|
Sassuolo
|
|
|
Moise Kean
|
Fiorentina
|
|
|
Marco Pellegrino
|
Parma
|
|
7
|
Lorenzo Colombo
|
Genoa
|
|
|
Santiago Castro
|
Bologna
|
|
|
Gift Orban
|
Hellas Verona
|
|
6
|
Jamie Vardy
|
Cremonese
|
|
|
Adrien Rabiot
|
Milan
|
|
|
Piotr Zielinski
|
Internazionale
|
|
|
Ruslan Malinovskyi
|
Genoa
|
|
|
Federico Dimarco
|
Internazionale
|
|
|
Rolando Mandragora
|
Fiorentina
|
|
|
Stefano Moreo
|
Pisa
|
|
|
Christopher Nkunku
|
Milan
|
|
|
Jonathan David
|
Juventus
|
|
|
Armand Laurienté
|
Sassuolo
|
|
|
Sebastiano Esposito
|
Cagliari
|
|
|
Matías Soulé
|
Roma
|
|
|
Martin Baturina
|
Como
|
|
|
Ismaël Koné
|
Sassuolo
|
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Francesco Pio Esposito
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Internazionale
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5 reti
Adams (Torino);
Gudmundsson (Fiorentina);
Odgaard (Bologna);
Ekkelenkamp (Udinese);
Vlahovic (Juventus);
McKennie (Juventus);
Zaniolo (Udinese);
Isaksen (Lazio);
Østigård (Genoa);
Pavlovic (Milan);
Casadei (Torino);
Bonny (Internazionale);
Vítinha (Genoa);
Wesley (Roma);
Atta (Udinese);
De Bruyne (Napoli);
4 reti
Kempf (Como);
Ekuban (Genoa);
Pellegrini (Roma);
Anguissa (Napoli);
Nzola (Pisa);
Bremer (Juventus);
Banda (Lecce);
Thorstvedt (Sassuolo);
da Cunha (Como);
Cancellieri (Lazio);
Borrelli (Cagliari);
Pedro (Lazio);
Noslin (Lazio);
Kiliçsoy (Cagliari);
Mkhitaryan (Internazionale);
3 reti
Zapata (Torino);
Kostic (Juventus);
Zappacosta (Atalanta);
Loftus-Cheek (Milan);
Cataldi (Lazio);
Bernardeschi (Bologna);
Zaccagni (Lazio);
Pasalic (Atalanta);
Barella (Internazionale);
Gosens (Fiorentina);
Thorsby (Genoa);
Buksa (Udinese);
Dumfries (Internazionale);
Ndicka (Roma);
Dovbyk (Roma);
Hermoso (Roma);
Coulibaly (Lecce);
Piccoli (Fiorentina);
Neres (Napoli);
Thuram (Juventus);
Messias (Genoa);
Solet (Udinese);
Bisseck (Internazionale);
Raspadori (Napoli);
Bernabé (Parma);
Conceição (Juventus);
De Ketelaere (Atalanta);
Perrone (Como);
Cambiaghi (Bologna);
Rowe (Bologna);
Ferguson (Roma);
Stulic (Lecce);
Kristensen (Udinese);
Cambiaso (Juventus);
Scalvini (Atalanta);
Addai (Como);
Giovane (Hellas Verona);
Ekhator (Genoa);
Spinazzola (Napoli);
Kabasele (Udinese);
2 reti
Cristante (Roma);
Belotti (Cagliari);
Dybala (Roma);
Politano (Napoli);
Maripán (Torino);
Mazzitelli (Cagliari);
Ehizibue (Udinese);
Mancini (Roma);
Akanji (Internazionale);
Vojvoda (Como);
Basic (Lazio);
Serdar (Hellas Verona);
Moro (Bologna);
Caqueret (Como);
Lookman (Atalanta);
Okereke (Cremonese);
Fagioli (Fiorentina);
Guendouzi (Lazio);
Folorunsho (Cagliari);
Castellanos (Lazio);
Frese (Hellas Verona);
Modric (Milan);
Strefezza (Como);
Léris (Pisa);
Tramoni (Pisa);
Beukema (Napoli);
Saelemaekers (Milan);
Gaetano (Cagliari);
Dallinga (Bologna);
Delprato (Parma);
Brescianini (Atalanta);
Pobega (Bologna);
Fofana (Milan);
Éderson (Atalanta);
Kalulu (Juventus);
Zalewski (Atalanta);
Koné (Roma);
Felici (Cagliari);
N’Dri (Lecce);
Samardzic (Atalanta);
Cabal (Juventus);
Maldini (Atalanta);
Cheddira (Sassuolo);
Norton-Cuffy (Genoa);
Sulemana (Atalanta);
Terracciano (Cremonese);
Fadera (Sassuolo);
Fabbian (Bologna);
Muharemovic (Sassuolo);
Belghali (Hellas Verona);
Ndour (Fiorentina);
Gatti (Juventus);
Baschirotto (Cremonese);
Berisha (Lecce);
Meister (Pisa);
Volpato (Sassuolo);
Sucic (Internazionale);
Bartesaghi (Milan);
Ramón (Como);
Pisilli (Roma);
Diao (Como);
Gabriel (Lecce);
Idrissi (Cagliari);
Caracciolo (Pisa);
Di Lorenzo (Napoli);
1 rete
Moreno (Como);
Vázquez (Cremonese);
Lobotka (Napoli);
Akpa Akpro (Hellas Verona);
Karlström (Udinese);
Mina (Cagliari);
Rrahmani (Napoli);
Carlos (Como);
Vandeputte (Cremonese);
Sanabria (Cremonese);
Luperto (Cagliari);
Marusic (Lazio);
Locatelli (Juventus);
Çelik (Roma);
Posch (Como);
Estupiñán (Milan);
Kossounou (Atalanta);
Cutrone (Parma);
Bastoni (Internazionale);
Pellegrini (Lazio);
Ranieri (Fiorentina);
Lucumí (Bologna);
Dodô (Fiorentina);
Piotrowski (Udinese);
Touré (Pisa);
Elmas (Napoli);
Bernede (Hellas Verona);
Ramadani (Lecce);
Augusto (Internazionale);
Maleh (Lecce);
Martín (Genoa);
Harroui (Hellas Verona);
Openda (Juventus);
Sottil (Lecce);
Kelly (Juventus);
Aebischer (Pisa);
De Luca (Cremonese);
Gilmour (Napoli);
Musah (Atalanta);
Johnsen (Cremonese);
Kühn (Como);
Gutiérrez (Napoli);
De Winter (Milan);
Lang (Napoli);
Miranda (Bologna);
Payero (Cremonese);
Mário (Juventus);
Ferguson (Bologna);
Canestrelli (Pisa);
Zanoli (Udinese);
Frendrup (Genoa);
Benedyczak (Parma);
Adopo (Cagliari);
Ricci (Milan);
Pedersen (Torino);
Coco (Torino);
Ngonge (Torino);
Oristanio (Parma);
Rensch (Roma);
Dia (Lazio);
Lucca (Napoli);
Henrique (Internazionale);
Holm (Bologna);
Pierotti (Lecce);
Ellertsson (Genoa);
Miretti (Juventus);
Sørensen (Parma);
Circati (Parma);
Iannoni (Sassuolo);
Siebert (Lecce);
Parisi (Fiorentina);
Baldanzi (Roma);
Hien (Atalanta);
Keita (Parma);
El Aynaoui (Roma);
Valle (Como);
Ilkhan (Torino);
Bravo (Udinese);
Vergara (Napoli);
Ordóñez (Parma);
Adzic (Juventus);
Prati (Cagliari);
Sulemana (Bologna);
Lorran (Pisa);
Palestra (Cagliari);
Athekame (Milan);
Matic (Sassuolo);
Troilo (Parma);
Comuzzo (Fiorentina);
Njie (Torino);
Gueye (Udinese);
Camarda (Lecce);
Rodriguez (Como);
Folino (Cremonese);
Cuadrado (Pisa);
Lukaku (Napoli);
Pavoletti (Cagliari);
de Roon (Atalanta);
Freuler (Bologna);
Autogol
Muharemovic (Sassuolo - 2 autogol);
Terracciano (Cremonese - 2 autogol);
Cambiaso (Juventus - 2 autogol);
Otoa (Genoa - 1 autogol);
Núñez (Hellas Verona - 1 autogol);
Nelsson (Hellas Verona - 1 autogol);
Sabelli (Genoa - 1 autogol);
Freuler (Bologna - 1 autogol);
Keita (Parma - 1 autogol);
Hien (Atalanta - 1 autogol);
Parisi (Fiorentina - 1 autogol);
Caracciolo (Pisa - 1 autogol);
Gabriel (Lecce - 1 autogol);
Bartesaghi (Milan - 1 autogol);
Frese (Hellas Verona - 1 autogol);
Solet (Udinese - 1 autogol);
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