Le cose non sono mai quello che sembrano ©. Clicca sull'immagine.

Le cose non sono mai quello che sembrano ©.           Clicca sull'immagine.
Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Wimbledon, la migliore versione di Sinner annienta Djokovic e vola in finale

.


Con una prestazione superlativa l’azzurro demolisce il serbo in tre set (6-4, 6-4, 6-4), conquista l'atto conclusivo contro Zverev e stacca il pass per le ATP Finals. Scacciati i fantasmi fisici, il numero uno del mondo torna a fare tremare gli avversari.


di: Mancio  

LONDRA — Jannik l’ha vinta, e lo ha fatto da campionissimo. 
Il campo centrale di Wimbledon si inchina nuovamente al re del tennis mondiale, che liquida Novak Djokovic con un triplo 6-4 in un match che, a conti fatti, non ha mai avuto realmente storia. 
Per l’azzurro si tratta della seconda finale consecutiva sui prati di Church Road, la prima a livello Slam di questa stagione e la settima complessiva in un Major. 
Un traguardo straordinario, che certifica anche la matematica qualificazione alle ATP Finals.

Addio ruggine: la tattica del numero uno


Chi si aspettava una semifinale sul filo dell'equilibrio è rimasto deluso. 
Sinner ha abbandonato definitivamente quella versione leggermente arrugginita e contratta mostrata durante la prima settimana del torneo. 
D'altronde, era stato lo stesso numero uno del mondo a ricordare a tutti una grande verità: gli Slam non si vincono nei primi sette giorni. 
Con pazienza, carattere e una gestione esemplare dei momenti complessi, Jannik ha fatto crescere il proprio livello match dopo match, fino a esplodere nella perfezione balistica di ieri pomeriggio.
Il piano tattico ha rasentato la perfezione. 

Sinner ha aggredito il match sul piano dell’intensità e della violenza dei colpi, costringendo Djokovic a un ritmo insostenibile per i suoi 39 anni. 

I suoi occhi sono tornati feroci, il pugnetto di grinta si è alzato ripetutamente verso il proprio angolo. 

Il serbo ha provato a salvarsi con la classe, l’esperienza e l'orgoglio, sperando forse di ripetere l'exploit degli Australian Open, quando eliminò l'azzurro al quinto set ribaltando le gerarchie. 

Ma stavolta la musica sull'erba londinese era diversa: ogni sussulto di Nole è stato respinto con veemenza da un campionario d'élite fatto di dritti a sventaglio, palle corte millimetriche e un servizio letale.

Numeri da capogiro e distanza siderale


I dati statistici fotografano un dominio assoluto. 

Sinner ha blindato il match con 40 vincenti a fronte di appena 15 errori non forzati, mettendo a referto 16 ace (tutti piazzati nei momenti cruciali per risolvere le situazioni delicate) e un clamoroso 88% di punti conquistati con la prima palla.
Dall'altra parte della rete, per Djokovic sfuma il sogno del 39esimo ultimo atto in uno Slam e l'ossessione di quel 25esimo titolo Major che sta inseguendo nell'ultimo capitolo della sua leggendaria carriera. 

Il serbo in risposta è stato pressoché inesistente e, a differenza di quanto accaduto a Melbourne, non è riuscito a salvare la sua imbarcazione, affondata sotto il peso di ben 13 palle break concesse. 

Con questo successo, Jannik si porta avanti 7-5 nei testa a testa complessivi e pareggia i conti sull'erba (2-2), riprendendosi con gli interessi ciò che si era tolto praticamente da solo pochi mesi fa in Australia. Questa è la vera e unica distanza che c’è oggi tra i due. Ed è una distanza siderale, di cui tutti dovranno farsene una ragione.

Una scossa psicologica verso il bis


Dopo i dubbi seguiti al Roland Garros, legati a problemi fisici ed esami in ospedale che avevano fatto preoccupare non poco i tifosi, serviva una scossa psicologica. 

La lezione inflitta a Djokovic è il toccasana che restituisce a Sinner totale convinzione e autostima. 

Quel passo falso è ormai un brutto ricordo: Jannik risplende di nuovo dentro la sua corazza di numero uno del mondo ed è tornato a essere quella macchina da tennis perfetta che fa tremare il circuito.
Peccato per il resto della spedizione azzurra, maschile e femminile, persa per strada nel corso del tabellone. 

Qualcuno aveva persino accarezzato il sogno romantico di una finale tutta italiana contro Cobolli, ma la realtà ci consegna comunque qualocsa di bello: ci è rimasto il numero uno, il campione in carica, colui che difenderà il titolo nel torneo che tutti sognano di vincere almeno una volta nella vita.

Ora tra il favorito del seeding e il suo quinto sigillo Slam c’è solo Alexander Zverev. 

I precedenti totali sorridono all'azzurro per 10-4, con una striscia aperta di ben nove vittorie consecutive a favore di Sinner. 

Sarà la loro prima sfida in assoluto sui prati, e Jannik ci arriva da assoluto favorito per un fantastico bis. È incredibile che debba ancora, ogni volta, dimostrare a qualcuno di essere un campionissimo. 

Ieri, lo ha semplicemente ribadito al mondo intero.

Commenti

IL LIBRO DI MANCIO !!!

IL LIBRO DI MANCIO !!!
Le cose non sono mai quello che sembrano ©

© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

ACQUISTA SU

- www.ilmiolibro.it

ACQUISTA ORA: CLICCA QUI!!!

- La Feltrinelli (librerie e/o sito)

- Cartolandia Mola

(Via S.Chiara, 5 - Mola di Bari)

- Francesco Basile Strumenti Musicali

(Via Matteotti, 14 - Taranto )

- Stores esterni (amazon,Apple, Kobo, ecc.)

(versione cartacea Isbn: 9788891066589

ebook Isbn: 9788891066824)

CLICCA "MI PIACE" sulla pagina:

Le cose non sono mai quello che sembrano

www.facebook.com/lecosenonsonomaiquellochesembrano

Puoi acquistare il libro anche dalla stessa pagina facebook:

Clicca QUI: Acquista ora !!!

Top 10 (gli articoli più letti di sempre)