Solita Vergogna (ancora scandalosamente impunita) ad Acca Larentia: Il 2026 si apre con l’ombra del Ventennio
Tra braccia tese e impunità: il ritratto di un’Italia che tollera l’apologia del fascismo e ignora la propria Costituzione.
Di MANCIO
Un’impunità che sa di complicità
Al grido ritmato e alle braccia tese, la folla ha messo in scena un rituale che è, nei fatti, una palese apologia del fascismo.
Definire questi individui "ignoranti" o "vergognosi" non basta a spiegare la gravità della situazione: ciò che scuote è la loro condizione di soggetti indisturbati e impuniti.
Si percepisce un clima di protezione, un fascistume che sembra risalire fino ai vertici istituzionali, dove la nostalgia non viene solo tollerata, ma quasi normalizzata nella vita pubblica del Paese.
Il paradosso democratico: due pesi e due misure
La punta dell’iceberg di una vergogna nazionale
Quanto accaduto non è solo un episodio di cronaca, ma la punta dell’iceberg di un pezzo di Paese che sembra aver smarrito la memoria e la dignità.
Vedere questo scempio ripetersi ogni anno è una vergogna nazionale, aggravata dal fatto che chi dovrebbe far rispettare la legge permette che tutto ciò accada.
La legge non ammette ignoranza, ma in via d'Acca Larentia sembra che la legalità sia stata sospesa per lasciare spazio a un manipolo di nostalgici limitati di cervello.


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