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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Solita Vergogna (ancora scandalosamente impunita) ad Acca Larentia: Il 2026 si apre con l’ombra del Ventennio



Tra braccia tese e impunità: il ritratto di un’Italia che tollera l’apologia del fascismo e ignora la propria Costituzione.

Di MANCIO

Ci risiamo!
Finisco di vomitare anche questa volta e riprendo il racconto.

Non siamo nella Berlino del 1933, ma nelle strade della Capitale, nell’Italia del 2026
Eppure, le immagini che arrivano da via d’Acca Larentia raccontano una realtà indegna e schifosa. Anche quest’anno, come un macabro appuntamento fisso, oltre mille persone si sono radunate davanti alla vecchia sede dell’MSI per onorare i “camerati caduti” nel 1978

A prescindere da quelle che potrebbero anche essere motivazioni per ricordare vittime politiche, la modalità, il rito, quello che realmente rappresenta è inaccettabile.

Insomma, l'ennesima presunta dimostrazione di forza, la dimostrazione di esserci, di "presenza". 
Un raduno di quelli che possono essere definiti solo come avanzi di fognatura della Storia, pronti a sfidare la democrazia al grido di “Presente”.

​Un’impunità che sa di complicità

​Al grido ritmato e alle braccia tese, la folla ha messo in scena un rituale che è, nei fatti, una palese apologia del fascismo

Definire questi individui "ignoranti" o "vergognosi" non basta a spiegare la gravità della situazione: ciò che scuote è la loro condizione di soggetti indisturbati e impuniti

Si percepisce un clima di protezione, un fascistume che sembra risalire fino ai vertici istituzionali, dove la nostalgia non viene solo tollerata, ma quasi normalizzata nella vita pubblica del Paese.

​Il paradosso democratico: due pesi e due misure

​Se fossimo un Paese realmente civile e democratico, le forze dell'ordine sarebbero intervenute per fermare in flagranza questa feccia ignobile
Invece, assistiamo a un contrasto stridente: mentre questo manipolo di fascisti veri resta intoccabile, lo Stato si mostra solerte nell'identificare chi urla "Viva la Resistenza" ... Cosa buona e giusta e soprattutto legale e costituzionale, o nel colpire chi manifesta il proprio pensiero altrove. 
È il segno di una democrazia che ha smesso di difendere i propri valori fondanti.

​La punta dell’iceberg di una vergogna nazionale

​Quanto accaduto non è solo un episodio di cronaca, ma la punta dell’iceberg di un pezzo di Paese che sembra aver smarrito la memoria e la dignità. 

Vedere questo scempio ripetersi ogni anno è una vergogna nazionale, aggravata dal fatto che chi dovrebbe far rispettare la legge permette che tutto ciò accada. 

La legge non ammette ignoranza, ma in via d'Acca Larentia sembra che la legalità sia stata sospesa per lasciare spazio a un manipolo di nostalgici limitati di cervello.

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© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

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