Stragi di Mafia e "Nero" Eversivo: Il Caso Report e il Muro di Gasparri che le prova tutte per censurare.
Dalle pressioni per oscurare la puntata alle rivelazioni sulla presenza del leader neofascista Stefano Delle Chiaie a Capaci: quando il giornalismo d'inchiesta squarcia il velo sui legami tra eversione e Cosa Nostra.
di MANCIO
Il giornalismo d'inchiesta, quando scava nelle ferite mai rimarginate della storia italiana, disturba sempre il potere.
La battaglia per il silenzio
La risposta di Ranucci non si è fatta attendere, confermando la messa in onda e il rilascio di materiale audio inedito: "Il senatore Gasparri cerca di fermare l'inchiesta, ma Report andrà in onda regolarmente", ha dichiarato il conduttore, sottolineando il valore di servizio pubblico della trasmissione.
L'ombra di Stefano Delle Chiaie a Capaci
Secondo queste testimonianze, Delle Chiaie non sarebbe stato un semplice spettatore, ma avrebbe partecipato a sopralluoghi operativi proprio dove fu piazzato l'esplosivo.
Se confermati, questi fatti riscriverebbero la dinamica della Strage di Capaci, inserendo una firma "nera" accanto a quella di Cosa Nostra.
Il solito "Sistema": Mafia, P2 e Servizi Deviati
Ciò che emerge dal lavoro di Report è il ritorno di quella "centrifuga micidiale" che ha inquinato la Repubblica: un intreccio di criminalità organizzata, neofascismo, logge massoniche coperte (P2) e settori deviati dei servizi segreti.
Un sistema che per trent'anni ha manipolato la verità, proteggendo interessi occulti a discapito della giustizia.
Le informazioni portate alla luce meriterebbero l’apertura di decine di interrogazioni parlamentari e di una nuova commissione d’inchiesta, poiché toccano il nervo scoperto della democrazia italiana.
Difendere il Servizio Pubblico
Nonostante il clima pesante che si respira in Rai, l'inchiesta di Ranucci dimostra che esiste ancora uno spazio per il giornalismo che non guarda in faccia a nessuno.
La solidarietà istituzionale spesso sbandierata nei confronti delle vittime di mafia appare un esercizio di ipocrisia quando, di fronte a nuove prove, si risponde con il tentativo di spegnere le telecamere.


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