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Bufera sull'Infopoint di Mola: la Pro Loco rompe il silenzio tra costi triplicati e dubbi sulla gestione.

 





​Dalle promesse di "coprogettazione" all'affidamento a realtà esterne: l'associazione molese contesta l'esclusione e il forte aumento della spesa pubblica per il servizio di accoglienza.

Di MANCIO

Ho voluto iniziare questo mio scritto condividendo interamente quanto pervenuto, anche se di solito scrivo direttamente io un articolo basato su quanto mi viene inviato, perché, magari sarebbe stato difficile cogliere tutte le sfumature di quanto si voleva portare alla luce.

Inizia, infatti, il 2026 con una durissima presa di posizione della Pro Loco di Mola di Bari

Attraverso un comunicato ufficiale approvato all'unanimità dal Consiglio Direttivo e dal Collegio dei Probiviri, l’associazione storica (presente sul territorio dal 1962) ha deciso di fare chiarezza sulla gestione dell’Infopoint turistico, sollevando dubbi sulla trasparenza amministrativa e sull'esponenziale aumento della spesa pubblica. 

Vediamo di riassumere i punti salienti e vediamo se abbiamo capito fino in fondo quello che si voleva comunicare.

​Il "dietrofront" della politica

​Il punto di rottura risale al 1° luglio 2025, data in cui la Pro Loco è cessata dal ruolo di gestore. 

L’associazione cita testualmente le promesse fatte in Consiglio Comunale nel giugno 2024, quando esponenti della Giunta definirono la Pro Loco "centrale" per la strategia turistica nazionale e molese, annunciando una fase pilota che avrebbe dovuto portare a una coprogettazione duratura.

​Tuttavia, dopo due brevi affidamenti (da ottobre 2024 a giugno 2025), la gestione è passata prima a un’agenzia di viaggi di Conversano e, dal 1° gennaio 2026, a una cooperativa sociale di Sammichele

Una scelta che la Pro Loco contesta non per campanilismo, ma per la natura delle decisioni che l’Amministrazione ha attribuito esclusivamente agli uffici tecnici, sollevando la politica dalle proprie responsabilità.

​L’analisi dei costi: un rincaro del 300%

​Il dato più eclatante riguarda l'impatto sulle casse comunali. 

La Pro Loco evidenzia una progressione della spesa che appare difficilmente giustificabile con la mera "qualità del servizio":

  • Gestione Pro Loco (8 mesi): circa 940 euro mensili (parametrati sui rimborsi dei volontari del Servizio Civile).
  • Gestione Agenzia Conversano (6 mesi): circa 1.785 euro mensili (costo quasi raddoppiato).
  • Gestione Cooperativa Sammichele (anno 2026): circa 2.777,50 euro mensili (costo triplicato rispetto alla Pro Loco).

​L’Amministrazione ha giustificato tale aumento citando un’idoneità tecnico-funzionale superiore ai criteri economici. 

La Pro Loco rigetta questa tesi, ricordando di aver sempre operato nel pieno rispetto delle Linee Guida regionali (D.G.R. 876/2017) e di aver proposto attività aggiuntive (app digitale, laboratori esperienziali, reportistica) puntualmente ignorate dal Comune.

​Il nodo della "Rotazione" e il sospetto dei prestanome

​L'attacco più frontale riguarda l'applicazione del Codice degli Appalti (D.Lgs. 36/2023)

Se il Comune ha invocato il principio di rotazione per giustificare il cambio di gestore, la Pro Loco lancia un monito pesante: la rotazione deve riguardare non solo il nome della società, ma anche gli addetti ai lavori.

​"L’affidamento diretto tramite prestanome è una pratica illegittima," avverte la Segreteria. Il sospetto è che si stia usando l'avvicendamento formale delle sigle per mantenere in ufficio le stesse persone, eludendo la norma sulla concorrenza.

​Il ruolo del Volontariato e il Protocollo d'Intesa

​L’associazione richiama l’esistenza di un Protocollo d'Intesa (ANCI-UNPLI) che riconosce le Pro Loco come interlocutori primari. 

Mentre altri comuni (come Sammichele) mantengono collaborazioni pluriennali con le proprie realtà locali, a Mola la visione sembra essersi spostata su una dimensione puramente commerciale.

"Il turismo non è solo profitto," si legge nella nota, "ma deve nutrirsi di quella dimensione umana e sociale che solo il volontariato può garantire." Il rischio, sottolineano i firmatari, è che eventi eccessivamente costosi finiscano per essere strumenti di consenso politico anziché di reale promozione territoriale.

​L'impegno per il 2026

​Nonostante l'esclusione dai canali istituzionali, la Pro Loco di Mola non si ferma. 

Per tutto il 2026, il servizio di informazione turistica continuerà a essere garantito gratuitamente e su base volontaria presso la storica sede di Piazza XX Settembre n. 58/60.

​L’appello finale resta aperto: la richiesta di un "Tavolo permanente per il Territorio" per una crescita che valorizzi i giovani e le competenze locali, lontano da logiche di sottomissione politica.

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