Fine dei giochi per Trump? Tra dazi illegali e il gelo con l’Italia di Meloni
Il Tribunale del Commercio smonta la politica protezionista del tycoon, mentre si consuma il divorzio politico con Roma tra minacce di ritiro delle truppe e accuse di tradimento.
di: Mancio
Il castello di carte di Donald Trump sembra vacillare sotto i colpi della giustizia e di una politica estera sempre più isolata.
Un bilancio fallimentare
Dopo poco più di un anno dal suo ritorno, la promessa di "rendere l'America di nuovo grande" si scontra con una realtà ben diversa. Il bilancio appare drammatico:
- Scacchiere Mediorientale: Una gestione fallimentare della crisi con l'Iran che ha portato il mondo sull'orlo di un conflitto globale.
- Crisi Economica: Una destabilizzazione energetica senza precedenti derivante dalle tensioni internazionali.
- Consenso al minimo: I sondaggi lo inchiodano al 33%, una cifra che evoca lo spettro del Nixon post-Watergate, con una base MAGA che inizia a mostrare segni di stanchezza e abbandono.
- Scontri Culturali: Le sconfitte legali nei confronti del sistema universitario e il fallimento dell'agenzia ICE completano il quadro di una presidenza in affanno.
Lo schiaffo all'Italia: "Non c'eravate quando serviva"
In questo scenario di debolezza, Trump ha scelto di puntare il dito contro l'alleato considerato più "malleabile": l'Italia.
In una telefonata al Corriere della Sera, l'inquilino della Casa Bianca ha attaccato frontalmente la premier Giorgia Meloni, considerata un tempo sua fervida sostenitrice.
Il tycoon si è spinto oltre, agitando lo spauracchio del ritiro delle truppe americane dal territorio italiano: "Lo sto prendendo in considerazione", ha dichiarato con il consueto tono intimidatorio.
Una minaccia o un'opportunità?
Quella che Trump lancia come una ritorsione, per molti osservatori e per una parte dell'opinione pubblica italiana suona però in modo diverso.
La presenza militare statunitense, spesso percepita come una forma di "colonizzazione" forzata più che come una protezione necessaria, potrebbe finalmente essere messa in discussione.
Il "grande amore" politico tra Donald e Giorgia si conclude così nel peggiore dei modi: tra rancori, attacchi pubblici e minacce velate?
Resta l'amarezza di un Paese, il nostro, che si ritrova a pagare i costi economici e diplomatici dei deliri di un leader oltreoceano e dei silenzi troppo lunghi di chi, a Roma, avrebbe dovuto rispondere per le rime.
#Manciopensiero




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