Mola di Bari si conferma capitale della satira.
Di Mancio
Gennaio a Mola di Bari non è più solo il mese del post-feste, ma il momento in cui l'aria si fa elettrica e graffiante.
Lo storico Teatro Van Westerhout, un piccolo gioiello ottocentesco che custodisce la memoria culturale della città, si prepara a una trasformazione: le sue vellutate poltrone non ospiteranno solo la tradizione, ma diventeranno il ring di una delle forme d’arte più vive e incendiarie del nostro tempo.
Sotto la sapiente cura della direzione artistica di
Lisa Angelillo e la firma prestigiosa dell’associazione
Like a Jazz, torna, come abbiamo già detto in precedenti articoli, la rassegna
"Voglia di Teatro".
Un cartellone che promette di scuotere le coscienze attraverso l'ironia e il sarcasmo, ingredienti necessari per leggere un presente sempre più indecifrabile.
L’imprevisto che allunga la stagione
La cronaca ci impone una piccola deviazione di marcia: la rassegna avrebbe dovuto debuttare domenica 5 gennaio con l’atteso
Lorenzo Balducci.
Tuttavia, uno stato influenzale ha messo temporaneamente fuori gioco l’attore, portando al rinvio del suo spettacolo
“Salvami, Mostro” al prossimo
5 febbraio.
Ma se c'è una cosa che il teatro insegna, è l'arte della resilienza.
Questo spostamento, lungi dall'essere un limite, trasforma di fatto febbraio in una naturale prosecuzione della kermesse.
Perché la Stand-Up è il nuovo linguaggio necessario
C’è un motivo se la stand-up comedy oggi riempie i teatri mentre altre forme di spettacolo faticano.
È la sua capacità di essere terrestre, di parlare "al" pubblico e non "sopra" il pubblico.
Non c’è la quarta parete, non c’è la distanza rassicurante della finzione: c'è un microfono, un'asta e una persona che dice la verità, anche quando fa male.
Tuttavia, bisogna stare attenti a non cadere nell'errore comune.
La stand-up non è l'estensione delle chiacchiere da bar.
La grandezza di un artista risiede nella capacità di abitare il caos contemporaneo e filtrarlo attraverso il talento e una tecnica ferrea.
Non basta essere "simpatici": serve sostanza, serve avere qualcosa da dire che non sia stato già detto mille volte sui social.
L'associazione Like a Jazz, essendo composta da professionisti dello spettacolo, ha operato una selezione chirurgica.
Sono stati scelti artisti che sanno regalare al pubblico quanto di meglio possa offrire questa forma d'arte, garantendo che ogni risata sia anche una piccola illuminazione.
Sabato 10 Gennaio: La "costituzione" di Monir Ghassem
Il sipario della IV edizione del Festival si alzerà ufficialmente sabato 10 gennaio alle ore 20:30.
Sul palco, una delle voci più originali del panorama attuale:
Monir rappresenta la sintesi perfetta tra radici lontane e uno spirito romano verace, un mix che esplode in una verve inconfondibile.
La sua biografia è già un pezzo di satira: una laurea in Relazioni Internazionali , un nome che, come lei stessa dice, sembra più adatto a una narcotrafficante che a una millennial precaria e un presente passato a tentare di decodificare il "frullatore" della vita adulta post-2020.
“Articolo 1” non è una conferenza noiosa sul diritto al lavoro, ma un viaggio esilarante tra:
Colloqui kafkiani: Il paradosso di un mercato del lavoro che chiede tutto in cambio di nulla.
Candidature infinite: La vita sospesa davanti a uno schermo in attesa di una risposta che non arriva.
Il gap generazionale: La missione impossibile di spiegare ai propri genitori perché il mondo del lavoro di oggi non somiglia affatto a quello dei loro tempi.
Monir Ghassem non fa la morale.
Sfoga i suoi (e i nostri) drammi esistenziali con una serenità lucida e feroce, trasformando il precariato in un’occasione di catarsi collettiva.
Un evento corale
Un evento di questa portata non nasce dal nulla.
Prenotate il vostro posto.
In un mondo di chiacchiere vuote, venire a sentire chi ha davvero qualcosa da dire è un atto rivoluzionario.
Commenti