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CUE Primavera Mola, scoppia la polemica: l’Associazione Culturosa contro i "giganti" della programmazione

 


L'affondo di Nilla Pappadopoli: "Inutile pubblicare bandi se le date nei contenitori sono già blindate da Agìmus e TPP. Noi resteremo a guardare?"

di Mancio

Non è tutto oro quello che luccica sotto i riflettori della BIT di Milano?
Magari non sarà così o comunque non c'entra niente con la partecipazione alla kermesse in Lombardia, ma i presupposti sbandierati, trovano invece proprio nel territorio molese qualcuno che è rimasto scontento.

Mentre l’amministrazione comunale di Mola di Bari lancia con entusiasmo il Calendario Unico degli Eventi (CUE) Primavera 2026

Avvenimento che Manciolandia ha riportato mediante il seguente articolo:👇🏼

nel sottobosco associativo molese, almeno per qualcuno, l’aria si fa pesante.

Gestire la "miriade" di realtà culturali che animano il territorio è un’impresa titanica e, si sa, accontentare tutti è missione quasi impossibile. 
Ma questa volta la protesta è formale, amara e intrisa di quel sarcasmo tipico di chi si sente messo all'angolo.

​Al centro della bufera c’è l’Associazione Culturosa, guidata da Nilla Pappadopoli, che dopo la pubblicazione dell’avviso pubblico si è ritrovata di fronte a una realtà deludente: i principali contenitori culturali della città risultano, di fatto, inaccessibili per i mesi di marzo e aprile.

​Cronaca di un’esclusione: "Date già blindate"

​Secondo quanto denunciato da Culturosa, l’apertura della manifestazione d'interesse per il CUE sembrerebbe poco più che una formalità burocratica. Una volta preso visione del bando e delle date disponibili sul sito dell'Ente, l'associazione ha dovuto prendere atto dell'impossibilità di inserire i propri eventi nei contenitori culturali desiderati.

​Il motivo? La presenza di quelli che vengono percepiti come "diritti acquisiti" o posizioni dominanti nella programmazione annuale. 

L’interrogativo posto da Nilla Pappadopoli è diretto e privo di giri di parole: 

"Ci chiediamo che senso abbia avuto aprire il Calendario, considerato che ci sono già le date programmate da un anno all’altro per l’Agìmus (Associazione Giovanni Padovano) e per il Teatro Pubblico Pugliese?"

​Il paradosso della contaminazione

​L'amarezza di Culturosa scaturisce dal fatto di non poter dar voce a una proposta che fa della poliedricità il suo marchio di fabbrica. 
L'associazione, infatti, spazia dalla musica alla letteratura, toccando teatro, storia e attualità, con l'obiettivo di far convivere e "contaminare" diverse forme artistiche in un unico contesto. 
Un'offerta trasversale che, a causa del calendario già saturo, rischia di restare nel cassetto.

​Se da un lato l'amministrazione si trova a dover gestire la complessità di coordinare i grandi partner storici (come il TPP o l'Agìmus), dall'altro emerge il malumore delle realtà più piccole che chiedono spazio e pari dignità per poter proporre la propria visione di cultura.

​L'ironia finale: "Noi quindi ci tireremo il vento?"

​La protesta si chiude con una sintesi che attinge a piene mani dal dialetto e dai modi di dire locali, trasformando la delusione in un grido sarcastico: 

"Noi quindi ci tireremo il vento???"

Un’espressione che a Mola non ha bisogno di traduzioni: è il senso di chi resta a bocca asciutta a guardare gli altri banchettare, nonostante la buona volontà e la qualità delle proposte.

​Resta da capire se il Comune, guidato dal sindaco Colonna e dall'assessore Rotolo, aprirà uno spiraglio di dialogo o se il CUE Primavera o farà in modo che Culturosa resterà della propria idea e continuerà a parlare di un club esclusivo per i soliti noti, lasciando al "vento" le altre realtà del territorio.

​Questa vicenda solleva una questione centrale per l'aspetto culturale  di Mola: come si concilia la "Sinfonia dei Borghi" con il dissenso interno? 

Culturosa praticamente sostiene che Una vera "Città della Cultura" dovrebbe essere un coro, non un assolo di pochi, per quanto eccellenti siano. 

La programmazione è necessaria, ma questa dovrebbe essere il più possibile equa.

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