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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Elezioni Berlino: trionfo storico di Die Linke con Elif Eralp. La sinistra radicale batte CDU e AfD puntando su casa e giustizia sociale.

In una Germania spaventata dall'avanzata dell'estrema destra di AfD, la capitale sceglie la 45enne di origini turche: un modello basato sul tetto agli affitti che offre una lezione anche alla politica italiana.

​Elif Eralp festeggia la vittoria di Die Linke alle elezioni di Berlino contro AfD e CDU.
Elif Eralp festeggia con i sostenitori
di Die Linke lo storico successo 
alle elezioni di Berlino.
(Foto: Sebastian Gollnow/Getty Images)



di: Mancio  

​In un panorama politico internazionale cupo e preoccupante, segnato dall'ascesa delle forze sovraniste e da figure come Donald Trump, Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu, le notizie di un'avanzata dell'estrema destra in Germania hanno fatto tremare i polsi a chiunque tema il ritorno dei fantasmi del passato. 

Sentir parlare di fascisti e neonazisti nel cuore dell'Europa fa accapponare la pelle e spaventa persino gli stessi settori della destra moderata. 
Tuttavia, proprio dal momento più buio e inatteso, da Berlino è arrivato un autentico raggio di sole in grado di spazzare via le nubi nere e restituire ossigeno e speranza.

​Per la prima volta nella storia della città-Stato tedesca, il partito di sinistra radicale Die Linke ha trionfato alle elezioni a Berlino, affermandosi come prima forza politica e aprendo uno scenario del tutto inedito.

​La svolta di Elif Eralp: la "Mamdani tedesca" che fa tremare le destre

​A guidare questo straordinario successo è stata Elif Eralp, 45 anni, nata a Monaco di Baviera da genitori immigrati turchi. 
Ribattezzata da molti la "Mamdani tedesca" per le analogie con Zohran Mamdani — il politico newyorchese con cui condivide stretti legami e una visione politica centrata sui diritti di base —, Eralp ha impostato la propria campagna elettorale su un programma radicale di forte ridistribuzione della ricchezza
Le sue proposte cardine includono l'accesso agli asili gratuiti, la garanzia di pasti calmierati per le fasce meno abbienti e interventi drastici sui servizi pubblici essenziali.

​Con l'approvazione del Parlamento cittadino, Eralp si appresta a trattare per formare una coalizione di governo che la renderebbe la prima sindaca di Die Linke, la prima cittadina di fede musulmana e la prima donna figlia di immigrati alla guida della capitale tedesca.

​Il verdetto delle urne è stato netto: Die Linke ha incassato un clamoroso 25,7% dei voti, più che raddoppiando il dato ottenuto nel 2023 (12,2%) e staccando di oltre dieci punti percentuali i neonazisti di Alternative für Deutschland (AfD). Un risultato che ha scompaginato gli equilibri politici locali e nazionali:

  • Die Linke: 25,7% (+13,5% rispetto al 2023)
  • CDU (Unione Democratico-Cristiana): 18,8%
  • AfD (Alternative für Deutschland): 16,3%

​Durante la notte elettorale, visibilmente emozionata, Elif Eralp ha salutato la folla in festa con parole piene di passione: 

"Care berlinesi e cari berlinesi, oggi cambiamo la nostra città. 
Abbiamo scritto la storia oggi a Berlino. 
Il segnale dell'amore e della giustizia ha vinto contro l'odio."

​Casa, affitti e welfare: la ricetta vincente contro il carovita

​Il segreto della vittoria di Die Linke sta nell'aver riportato la politica sui problemi materiali quotidiani dei cittadini, primo fra tutti il costo della vita e l'emergenza abitativa. 

Elif Eralp ha trasformato la battaglia per l'abitazione nel simbolo della sua campagna, indossando per settimane una collana con la scritta Mietendeckel ("tetto agli affitti") e distribuendo personalmente pasti a 3 euro nei quartieri popolari.

​Il programma sulla casa ha toccato punti di rottura decisivi:

  1. Tetto agli affitti (Mietendeckel): Blocco e calmieramento dei canoni di locazione privati.
  2. Edilizia sociale: Piani straordinari di edilizia pubblica per le famiglie a basso e medio reddito.
  3. Socializzazione delle grandi società immobiliari: Attuazione della volontà popolare espressa nel referendum del 2021, quando quasi il 59% dei berlinesi votò a favore dell'esproprio pubblico (con indennizzo) degli immobili gestiti dai grandi colossi finanziari con oltre 3.000 appartamenti.

​I dati confermano che la sinistra radicale ha vinto la sfida della credibilità: secondo le rilevazioni dell'istituto Infratest dimap, il 37% degli elettori ritiene Die Linke il partito più affidabile nel garantire alloggi accessibili, lasciando a grande distanza la SPD e l'AfD (entrambe all'11%) e la CDU del cancelliere Friedrich Merz (ferma all'8%).

​Il contrasto con i Laender: l'onda nera di AfD e la lezione per l'Italia

​Il successo di Berlino assume un valore ancor più strategico se paragonato a quanto accaduto nello stesso fine settimana nel resto del Paese. 
Mentre la capitale festeggia una svolta progressista, nell'est della Germania l'estrema destra continua a macinare consensi preoccupanti:
  • ​In Meclemburgo-Pomerania Anteriore, l'AfD è diventata la prima forza politica sfondando con il 38,3% dei voti, mentre la CDU è crollata al 4,9%, segnando il peggior risultato dal secondo dopoguerra.
  • ​Poche settimane prima, in Sassonia-Anhalt, l'AfD aveva già conquistato il primato regionale.

​In questo contesto di forte polarizzazione, la vittoria di Die Linke a Berlino dimostra che per fermare l'onda nera della destra radicale non servono formule timide o compromessi al ribasso, ma il coraggio di formulare ed eseguire politiche autenticamente progressiste e popolari.

​Un insegnamento prezioso anche per lo scenario politico italiano, dove le preoccupanti ombre del passato vengono troppo spesso minimizzate tra le uscite del ministro Antonio Tajani e le narrazioni rassicuranti della premier Giorgia Meloni

Berlino dimostra che le destre si battono sul terreno dei diritti sociali concreti: la risposta all'odio identitario risiede nella difesa della dignità quotidiana dei lavoratori e delle famiglie.

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