Elezioni Berlino: trionfo storico di Die Linke con Elif Eralp. La sinistra radicale batte CDU e AfD puntando su casa e giustizia sociale.
In una Germania spaventata dall'avanzata dell'estrema destra di AfD, la capitale sceglie la 45enne di origini turche: un modello basato sul tetto agli affitti che offre una lezione anche alla politica italiana.
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| Elif Eralp festeggia con i sostenitori di Die Linke lo storico successo alle elezioni di Berlino. (Foto: Sebastian Gollnow/Getty Images) |

di: Mancio
In un panorama politico internazionale cupo e preoccupante, segnato dall'ascesa delle forze sovraniste e da figure come Donald Trump, Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu, le notizie di un'avanzata dell'estrema destra in Germania hanno fatto tremare i polsi a chiunque tema il ritorno dei fantasmi del passato.
Per la prima volta nella storia della città-Stato tedesca, il partito di sinistra radicale Die Linke ha trionfato alle elezioni a Berlino, affermandosi come prima forza politica e aprendo uno scenario del tutto inedito.
La svolta di Elif Eralp: la "Mamdani tedesca" che fa tremare le destre
Con l'approvazione del Parlamento cittadino, Eralp si appresta a trattare per formare una coalizione di governo che la renderebbe la prima sindaca di Die Linke, la prima cittadina di fede musulmana e la prima donna figlia di immigrati alla guida della capitale tedesca.
Il verdetto delle urne è stato netto: Die Linke ha incassato un clamoroso 25,7% dei voti, più che raddoppiando il dato ottenuto nel 2023 (12,2%) e staccando di oltre dieci punti percentuali i neonazisti di Alternative für Deutschland (AfD). Un risultato che ha scompaginato gli equilibri politici locali e nazionali:
- Die Linke: 25,7% (+13,5% rispetto al 2023)
- CDU (Unione Democratico-Cristiana): 18,8%
- AfD (Alternative für Deutschland): 16,3%
Durante la notte elettorale, visibilmente emozionata, Elif Eralp ha salutato la folla in festa con parole piene di passione:
Casa, affitti e welfare: la ricetta vincente contro il carovita
Il segreto della vittoria di Die Linke sta nell'aver riportato la politica sui problemi materiali quotidiani dei cittadini, primo fra tutti il costo della vita e l'emergenza abitativa.
Elif Eralp ha trasformato la battaglia per l'abitazione nel simbolo della sua campagna, indossando per settimane una collana con la scritta Mietendeckel ("tetto agli affitti") e distribuendo personalmente pasti a 3 euro nei quartieri popolari.
Il programma sulla casa ha toccato punti di rottura decisivi:
- Tetto agli affitti (Mietendeckel): Blocco e calmieramento dei canoni di locazione privati.
- Edilizia sociale: Piani straordinari di edilizia pubblica per le famiglie a basso e medio reddito.
- Socializzazione delle grandi società immobiliari: Attuazione della volontà popolare espressa nel referendum del 2021, quando quasi il 59% dei berlinesi votò a favore dell'esproprio pubblico (con indennizzo) degli immobili gestiti dai grandi colossi finanziari con oltre 3.000 appartamenti.
I dati confermano che la sinistra radicale ha vinto la sfida della credibilità: secondo le rilevazioni dell'istituto Infratest dimap, il 37% degli elettori ritiene Die Linke il partito più affidabile nel garantire alloggi accessibili, lasciando a grande distanza la SPD e l'AfD (entrambe all'11%) e la CDU del cancelliere Friedrich Merz (ferma all'8%).
Il contrasto con i Laender: l'onda nera di AfD e la lezione per l'Italia
- In Meclemburgo-Pomerania Anteriore, l'AfD è diventata la prima forza politica sfondando con il 38,3% dei voti, mentre la CDU è crollata al 4,9%, segnando il peggior risultato dal secondo dopoguerra.
- Poche settimane prima, in Sassonia-Anhalt, l'AfD aveva già conquistato il primato regionale.
In questo contesto di forte polarizzazione, la vittoria di Die Linke a Berlino dimostra che per fermare l'onda nera della destra radicale non servono formule timide o compromessi al ribasso, ma il coraggio di formulare ed eseguire politiche autenticamente progressiste e popolari.
Un insegnamento prezioso anche per lo scenario politico italiano, dove le preoccupanti ombre del passato vengono troppo spesso minimizzate tra le uscite del ministro Antonio Tajani e le narrazioni rassicuranti della premier Giorgia Meloni.
Berlino dimostra che le destre si battono sul terreno dei diritti sociali concreti: la risposta all'odio identitario risiede nella difesa della dignità quotidiana dei lavoratori e delle famiglie.


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