Antonio Tajani e la metafora delle "gonne lunghe": quando la politica scivola nel Medioevo
Tra stereotipi patriarcali e lezioni di "affidabilità", il Vicepremier e Ministro degli Esteri scatena la bufera. Dalle scuse tardive alle reazioni dell'opposizione: l'ennesima figuraccia di un Paese del G7.

di: Mancio
Poi, però, ci ripensi un attimo e ti torna alla mente la realtà dei fatti: stiamo parlando del Ministro degli Esteri e Vicepremier della Repubblica Italiana.
Le parole della discordia a "Itaca": il "gonnellometro" del patriarcato
Allacciate le cinture, perché il passaggio sulle presunte "mogli affidabili" merita di essere riportato integralmente:
I capisaldi di questo trattato filosofico da osteria degli anni Trenta sono chiarissimi:
- La "brava madre di famiglia" vista come angelo del focolare sottomesso e prevedibile.
- La "donna appariscente" bollata automaticamente come traditrice seriale.
- La lunghezza dei vestiti e le "gonne lunghe" elevate a metro di giudizio morale e di fedeltà matrimoniale.
Risulta quasi impossibile trovare un punto da cui iniziare per commentare un ragionamento del genere. Tajani, con l'intenzione maldestra di argomentare un parallelo politico contro gli estremismi e la figura di Roberto Vannacci, ha concepito un esempio di patriarcato mediterraneo.
Le reazioni politiche, la bufera social e le scuse inutili
Le reazioni della società civile e del mondo politico non si sono fatte attendere, scatenando un'ondata indifesa di indignazione.
Da Italia Viva con Raffaella Paita ("Parole drammatiche e imbarazzanti") a esponenti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, il coro di protesta ha travolto il Ministro.
Molte deputate ed esponenti dell'opposizione hanno ricordato con fermezza come "l'affidabilità e la dignità di una donna non si misurino in centimetri di stoffa" e hanno gridato a gran voce l'esigenza di "uscire dal Medioevo".
Anche associazioni e organizzazioni come il Telefono Rosa hanno stigmatizzato l'ennesimo cliché misogino che associa la libertà di abbigliamento della donna all'infedeltà o alla mancanza di serietà.
Nel tentativo di arginare l'incendio mediatico, sono poi arrivate le scuse ufficiali di Antonio Tajani: "Mi scuso con le donne, non ho mai voluto offenderle, il mio era solo un esempio figurato sulla serietà politica".
Personaggi del genere e rappresentanti di questo oscurantismo culturale non hanno bisogno di formalità ritrattate il giorno dopo: devono essere ridicolizzati, umiliati intellettualmente e ricacciati nelle loro caverne.
È arrivato il momento di dire basta:
- Basta con le continue figure di merda internazionali a cui ci sottopongono.
- Basta con la rassegnazione di dover constatare che ai vertici dello Stato siedono persone così grette, bigotte e retrograde.
- Basta votare personaggi che, persino quando teoricamente non stanno combinando disastri nelle decisioni politiche, riescono a fare figuracce peggiori rispetto a quando agiscono.
È tempo che la società civile e l'elettorato diano finalmente una seria registrata a questo modo di fare e d'intendere la rappresentanza pubblica.


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