Impianto di Biometano a Mola di Bari: l'allarme di Legambiente e il rischio della decisione finale della Città Metropolitana
Nonostante i pareri negativi e le ferite aperte da Contrada Martucci, la vertenza per la mega struttura di rifiuti sbarca alla fase conclusiva tra il disinteresse generale della cittadinanza.

di: Mancio
Per Mola di Bari la memoria corre subito alle vicende legate all'inquinamento di Contrada Martucci: in merito alla gestione e all'impatto dei rifiuti sul territorio, la comunità ha spesso ribadito di aver "già dato", anche se la realtà dei fatti dimostra che si continua a subire la presenza di servitù ambientali.
A rompere il silenzio su una vicenda di cui si parla pochissimo è un duro comunicato stampa di Legambiente Mola, che invita la popolazione a vigilare con attenzione su quanto sta accadendo nei palazzi istituzionali.
Il comunicato di Legambiente Mola: "Siamo alle battute finali"
Il procedimento si trova ormai nella sua fase conclusiva: la prossima conferenza dei servizi è stata fissata per il 17 novembre, data in cui si potrebbe giungere alla decisione finale.
Nonostante l'iter veda pareri negativi e richieste di integrazione presentati dal Circolo Legambiente, dal Comune di Mola di Bari, dall'ARPA Puglia, dalla Soprintendenza e dal Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana della Regione Puglia, il progetto prosegue.
Il rischio reale è che la struttura – destinata al trattamento della Frazione Organica dei Rifiuti Urbani (FORSU) e degli scarti agricoli per produrre biometano e compost – venga autorizzata.
Ampliamento ai rifiuti dei supermercati e svincolo SS16
Nel corso della conferenza dei servizi sono emerse novità rilevanti:
- Nuova tipologia di rifiuti: La ditta Metamola ha riprogettato l'impianto estendendo la tipologia di scarti trattabili per includere gli scarti alimentari dei supermercati. Secondo quanto dichiarato da Lanzillotta, tale modifica avrebbe ottenuto il benestare dell'AGER (l'Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti) per la chiusura del ciclo dei rifiuti.
- Viabilità e variante SS16: La ditta ha affermato che la struttura prevede già un collegamento con la variante alla Strada Statale 16, sostenendo che tale opera sarà autorizzata a breve, nonostante la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sia ancora in corso e vi sia la ferma opposizione di tre Comuni interessati e di numerose associazioni, tra cui la stessa Legambiente.
Si ricorda che già nel 2023 il Consiglio Comunale di Mola di Bari aveva deliberato parere contrario all'impianto, sottolineando il netto contrasto con la vocazione agricola e turistica dell'area, i pesanti impatti sul traffico veicolare e la mancanza di una reale necessità, vista la vicinanza dell'impianto Tersan a Modugno, già capiente e in grado di soddisfare le esigenze dell'area metropolitana barese.
Le criticità tecniche, ambientali e il consumo di suolo
Legambiente Mola ha formalizzato una serie di precise osservazioni tecniche e sanitarie, precisando che questo genere di impianti, se ben concepiti e posizionati in contesti idonei, possono essere positivi, ma risultano del tutto inadeguati nel caso specifico di Mola:
- Impatto logistico e vicinanza alle abitazioni: L'impianto sorgerebbe vicino ad abitazioni private e strutture turistico-ricettive, con forti rischi di emissioni olfattive, impatto visivo e sanitario. Si prevedono un marcato aumento del traffico pesante su strade agricole e un carico ambientale insostenibile per un territorio già compromesso dalla vicina Discarica Martucci.
- Dimensionamento sproporzionato: La capacità dell'impianto appare sovradimensionata rispetto ai bisogni locali, col rischio di trasformare Mola in un vero e proprio polo di trattamento rifiuti su vasta scala.
- Rischi ambientali e sanitari: Vengono paventate potenziali emissioni inquinanti clima-alteranti (tra cui emissioni fuggitive di metano) e rischi sanitari derivanti da particolato, bioaerosol e possibili contaminanti nel compost finale, incluso il pericolo legato ai PFAS (gli inquinanti chimici perenni).
- Consumo di suolo agricolo: L'opera andrebbe a sottrarre ulteriore terreno agricolo in un comune dove il consumo di suolo è già al 13%, una percentuale quasi doppia rispetto alla media nazionale, regionale e provinciale (che si attesta al 7,2%).
- Trasparenza e partecipazione: L'associazione sollecita la popolazione alla mobilitazione attiva e chiede che le sedute delle commissioni consiliari competenti si tengano nell'aula consiliare, con diretta streaming accessibile via internet, annunciando anche un incontro pubblico di confronto con i cittadini.


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