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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Scuola, stranieri e crociate identitarie: la deriva demagogica che spacca l'Italia

Dalle sparate sul tetto al 30% agli show sul burqa a Pontida: l'inseguimento a destra della maggioranza si scontra con la Costituzione, Mattarella, la CEI e la realtà degli istituti scolastici.

Scuola, stranieri e crociate identitarie: la deriva demagogica
Una delle foto di Oliviero Toscani
 per le iconiche campagne pubblicitarie
"United Colors of Benetton" degli anni '90


di: Mancio  

​C'è chi è cresciuto, come me, coltivando il sogno di un mondo senza barriere né confini ideologici, proprio come la celebre utopia (a sto punto) cantata da John Lennon in Imagine

Una visione del mondo in cui la diversità delle etnie, il colore della pelle o dei capelli e la forma degli occhi rappresentano un arricchimento estetico e culturale unico, esattamente come nelle iconiche campagne pubblicitarie "United Colors of Benetton" degli anni '90, dove i bambini di tutto il pianeta componevano un'unica, armoniosa e indivisibile società.

Per molti, il sogno ideale sarebbe stato quello di andare a prendere i propri figli all'asilo o a scuola e ritrovare nella vita vera quell'immagine di festosa integrazione.
O almeno è stato per tanto tempo il mio sogno, solo che Purtroppo, io non ho figli, ma non dispero di vedere gli asili, le scuole, meravigliosamente multietniche e piene di bambini che sono considerati alla stessa maniera, come giusto che sia.
Oggi, però, la realtà quotidiana sembra muoversi in direzione esattamente opposta. 
La società anziché evolversi verso un'integrazione inevitabile — che i razzisti e i reazionari (a queste evoluzione) potranno solo rallentare, ma mai fermare — sta attraversando una pericolosa deriva xenofoba.

Il dato più inquietante è che questa spinta non arriva da margini eversivi, ma dalle stesse figure istituzionali che dovrebbero onorare la Repubblica. 
Si assiste così a proposte volte a ridurre o espellere gli studenti stranieri dalle classi, calpestando il principio fondamentale che tutti i bambini godono dei medesimi diritti.

​Il palco di Fenix e la crociata ideologica sul tetto agli stranieri

​Il punto di partenza di questa crociata "reazionaria" si è consumato sul palco di Fenix, la festa ufficiale del movimento giovanile Gioventù Nazionale
In quell'occasione, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tuonato di fronte ai giovani sostenitori del suo partito, dichiarando: 

«Non esiste, non esiste, che in una classe italiana a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza. Non si può fare».

​E ha annunciato la linea dura: l'imminente approvazione in Consiglio dei Ministri di un provvedimento destinato ad imporre per legge un tetto massimo di studenti stranieri per classe, l'obbligo per i genitori stranieri con gravi lacune d'integrazione di imparare la lingua italiana e il divieto assoluto di indossare burqa e niqab negli istituti scolastici.

​In un Paese strangolato da stipendi al palo, carburante alle stelle, crisi energetica, liste d'attesa interminabili per una visita medica ed edilizia scolastica fatiscente, il Governo ha eletto a "priorità nazionale" la presenza degli alunni stranieri e la presenza del velo integrale nelle aule. 
Una mossa demagogica che scimmiotta la circolare Gelmini del 2010 e si inserisce nella solita logica degli annunci ad alto tasso emotivo. 
La stessa premier si è lasciata sfuggire una frase emblematica avvisando la platea: 
"Non date automaticamente per buono nulla di quello che vedrete negli ultimi giorni prima del voto"
Un'incredibile ammissione di auto-critica e realismo che rivela la natura di queste sparate propagandistiche, mirate a inseguire il bacino elettorale radicale e fascista rappresentato da figure come Roberto Vannacci.

​La risposta della realtà: la farsa del divieto sul burqa e i veri problemi della scuola

​Andando ad analizzare la realtà dei fatti al di fuori della propaganda governativa, la misura sul divieto di burqa e niqab a scuola si rivela un clamoroso ed imbarazzante specchietto per le allodole.

​Secondo i dati e le stime ufficiali pubblicate da "La Tecnica della Scuola", la norma riguarderebbe appena 1 studentessa ogni 660 classi, considerando che solo l'1% circa delle donne musulmane in Italia indossa il velo integrale. 
Si parla di circa 500 ragazze in tutto il Paese, ovvero lo 0,0125% della popolazione studentesca femminile e lo 0,00625% dei quasi 8 milioni di studenti italiani
Si è scritta l'ennesima legge sul nulla — esattamente come per i decreti sui rave o le norme-manifesto sulle baby gang —, utile solo come arma di distrazione di massa.

​Nel frattempo, il Governo ignora le vere emergenze drammatiche denunciate dal rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente:

  • ​Il 57% degli edifici scolastici è privo di verifica sismica.
  • ​Circa 1 scuola su 3 necessita di interventi di manutenzione urgenti.
  • ​Il 25% del corpo docente è precario, con stipendi fermi ed impietosamente inferiori rispetto alla media dei colleghi europei.

​La lezione costituzionale di Sergio Mattarella ad Amatrice

​A riportare l'attenzione sui binari della democrazia e della legalità è dovuto intervenire direttamente il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Durante l'inaugurazione dell'anno scolastico ad Amatrice, il Capo dello Stato ha letteralmente smontato il piano del Governo, impartendo una lezione di altissimo valore civile: 

«La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. 
La scuola prepara tutti, "è aperta a tutti": così dispone l'art. 34 della Costituzione. 
La scuola deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare».

​Un richiamo perentorio alla Carta Costituzionale: la scuola pubblica italiana non si tocca e deve rimanere aperta a tutti, senza ghetti né barriere ideologiche.

​Il grave strappo istituzionale a "Cinque Minuti" e le bugie di Meloni

​Anziché prendere atto del fermo monito presidenziale, Giorgia Meloni si è resa protagonista di un fatto di una gravità politica ed istituzionale senza precedenti. 

Ospite da Bruno Vespa nella trasmissione "Cinque minuti", la premier ha attribuito con spudoratezza al Presidente Mattarella un pensiero mai espresso, tentando di far passare le parole del Colle come un presunto apprezzamento per il tetto agli studenti stranieri.

​Non contenta, la Premier ha rispolverato due circolari ministeriali di ben 36 anni fa — firmate nel 1990 da un Mattarella allora Ministro dell'Istruzione — per sostenere la tesi strumentale secondo cui il Capo dello Stato la penserebbe esattamente come lei. 

Un tentativo imbarazzante di trascinare il garante della Costituzione nel fango della polemica di partito, mancando di rispetto alla massima carica dello Stato. Un'operazione scorretta da cui la premier dovrebbe solo chiedere ufficialmente scusa.

​La condanna della Chiesa con la CEI e la voce della trincea: la Preside Carfora

​Sulla questione dell'inclusione scolastica è arrivata anche la durissima presa di posizione della Chiesa cattolica.

Il Presidente della CEI, il cardinale Matteo Maria Zuppi, durante l'apertura del Consiglio episcopale d'autunno, ha smontato la narrazione del governo con parole nette: 

«Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo. 
Una scuola autenticamente inclusiva è uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace. 
Auguriamo alle nostre scuole di essere comunità capaci di generare fiducia, passione e responsabilità; luoghi in cui nessuno si senta escluso».

​A fare eco al Cardinal Zuppi è arrivata la testimonianza monumentale di Eugenia Carfora, celebre preside dell'istituto Morano di Caivano, nota per andare a recuperare personalmente i ragazzi strada per strada. Intervenendo al festival di Open a Parma, la dirimente Carfora ha impartito una vera e propria lezione di civiltà: 

«Uno studente immigrato è un valore aggiunto per la scuola. Noi prendiamo tutti quelli che vengono e, quando non ce la faccio, creo soluzioni. Ma non deve mai succedere che io debba cacciare qualcuno fuori!».

​Lo show folkloristico e becero di Pontida

​Mentre il mondo della scuola e le istituzioni richiamavano all'inclusione, dalla maggioranza è andato in scena lo spettacolo più avvilente sul palco della festa della Lega a Pontida.

​L'eurodeputata leghista Anna Maria Cisint è salita sul palco affiancata da quattro donne mascherate con il velo integrale, inscenando una macchietta caricaturale di bassissimo livello. 

Tra le grida incitate del pubblico ("Levalo! Levalo!"), la Cisint ha urlato risposte come "Brucialo!" e "Vai a casa tua con quel velo!"

Un'esibizione deprimente, che dimostra la totale assenza di argomenti politici dopo anni di governo fallimentare, finendo per umiliare le donne islamiche e facendo finta di ignorare che in Italia esistono già leggi chiarissime e rigorose sulla tutela dell'ordine pubblico e sul viso coperto.

​Di fronte a un simile degrado culturale e politico, l'unica risposta possibile resta la ferma difesa dei valori costituzionali, della dignità umana e della scuola pubblica inclusiva.

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