Scuola, stranieri e crociate identitarie: la deriva demagogica che spacca l'Italia
Dalle sparate sul tetto al 30% agli show sul burqa a Pontida: l'inseguimento a destra della maggioranza si scontra con la Costituzione, Mattarella, la CEI e la realtà degli istituti scolastici.
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| Una delle foto di Oliviero Toscani per le iconiche campagne pubblicitarie "United Colors of Benetton" degli anni '90 |
C'è chi è cresciuto, come me, coltivando il sogno di un mondo senza barriere né confini ideologici, proprio come la celebre utopia (a sto punto) cantata da John Lennon in Imagine.
Una visione del mondo in cui la diversità delle etnie, il colore della pelle o dei capelli e la forma degli occhi rappresentano un arricchimento estetico e culturale unico, esattamente come nelle iconiche campagne pubblicitarie "United Colors of Benetton" degli anni '90, dove i bambini di tutto il pianeta componevano un'unica, armoniosa e indivisibile società.
Il palco di Fenix e la crociata ideologica sul tetto agli stranieri
E ha annunciato la linea dura: l'imminente approvazione in Consiglio dei Ministri di un provvedimento destinato ad imporre per legge un tetto massimo di studenti stranieri per classe, l'obbligo per i genitori stranieri con gravi lacune d'integrazione di imparare la lingua italiana e il divieto assoluto di indossare burqa e niqab negli istituti scolastici.
La risposta della realtà: la farsa del divieto sul burqa e i veri problemi della scuola
Andando ad analizzare la realtà dei fatti al di fuori della propaganda governativa, la misura sul divieto di burqa e niqab a scuola si rivela un clamoroso ed imbarazzante specchietto per le allodole.
Nel frattempo, il Governo ignora le vere emergenze drammatiche denunciate dal rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente:
- Il 57% degli edifici scolastici è privo di verifica sismica.
- Circa 1 scuola su 3 necessita di interventi di manutenzione urgenti.
- Il 25% del corpo docente è precario, con stipendi fermi ed impietosamente inferiori rispetto alla media dei colleghi europei.
La lezione costituzionale di Sergio Mattarella ad Amatrice
A riportare l'attenzione sui binari della democrazia e della legalità è dovuto intervenire direttamente il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Durante l'inaugurazione dell'anno scolastico ad Amatrice, il Capo dello Stato ha letteralmente smontato il piano del Governo, impartendo una lezione di altissimo valore civile:
Un richiamo perentorio alla Carta Costituzionale: la scuola pubblica italiana non si tocca e deve rimanere aperta a tutti, senza ghetti né barriere ideologiche.
Il grave strappo istituzionale a "Cinque Minuti" e le bugie di Meloni
Anziché prendere atto del fermo monito presidenziale, Giorgia Meloni si è resa protagonista di un fatto di una gravità politica ed istituzionale senza precedenti.
Ospite da Bruno Vespa nella trasmissione "Cinque minuti", la premier ha attribuito con spudoratezza al Presidente Mattarella un pensiero mai espresso, tentando di far passare le parole del Colle come un presunto apprezzamento per il tetto agli studenti stranieri.
Non contenta, la Premier ha rispolverato due circolari ministeriali di ben 36 anni fa — firmate nel 1990 da un Mattarella allora Ministro dell'Istruzione — per sostenere la tesi strumentale secondo cui il Capo dello Stato la penserebbe esattamente come lei.
Un tentativo imbarazzante di trascinare il garante della Costituzione nel fango della polemica di partito, mancando di rispetto alla massima carica dello Stato. Un'operazione scorretta da cui la premier dovrebbe solo chiedere ufficialmente scusa.
La condanna della Chiesa con la CEI e la voce della trincea: la Preside Carfora
Sulla questione dell'inclusione scolastica è arrivata anche la durissima presa di posizione della Chiesa cattolica.
Il Presidente della CEI, il cardinale Matteo Maria Zuppi, durante l'apertura del Consiglio episcopale d'autunno, ha smontato la narrazione del governo con parole nette:
A fare eco al Cardinal Zuppi è arrivata la testimonianza monumentale di Eugenia Carfora, celebre preside dell'istituto Morano di Caivano, nota per andare a recuperare personalmente i ragazzi strada per strada. Intervenendo al festival di Open a Parma, la dirimente Carfora ha impartito una vera e propria lezione di civiltà:
«Uno studente immigrato è un valore aggiunto per la scuola. Noi prendiamo tutti quelli che vengono e, quando non ce la faccio, creo soluzioni. Ma non deve mai succedere che io debba cacciare qualcuno fuori!».
Lo show folkloristico e becero di Pontida
Mentre il mondo della scuola e le istituzioni richiamavano all'inclusione, dalla maggioranza è andato in scena lo spettacolo più avvilente sul palco della festa della Lega a Pontida.
L'eurodeputata leghista Anna Maria Cisint è salita sul palco affiancata da quattro donne mascherate con il velo integrale, inscenando una macchietta caricaturale di bassissimo livello.
Tra le grida incitate del pubblico ("Levalo! Levalo!"), la Cisint ha urlato risposte come "Brucialo!" e "Vai a casa tua con quel velo!".
Un'esibizione deprimente, che dimostra la totale assenza di argomenti politici dopo anni di governo fallimentare, finendo per umiliare le donne islamiche e facendo finta di ignorare che in Italia esistono già leggi chiarissime e rigorose sulla tutela dell'ordine pubblico e sul viso coperto.
Di fronte a un simile degrado culturale e politico, l'unica risposta possibile resta la ferma difesa dei valori costituzionali, della dignità umana e della scuola pubblica inclusiva.




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