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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

L’aula vuota dell’ONU per Netanyahu: un gesto di dignità di fronte ai crimini e al silenzio dei complici.

Centinaia di diplomatici abbandonano l’Assemblea Generale mentre il leader israeliano prende la parola: la protesta simbolica contro la guerra e l'indifferenza dell'Occidente.



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di: Mancio  

Al di là delle dichiarazioni provocatorie di Donald Trump e delle consuete dinamiche politiche, l’evento centrale dell’ultima Assemblea Generale dell’ONU è stato un atto di protesta collettiva. Nel momento esatto in cui Benjamin Netanyahu ha preso la parola sul podio, centinaia di delegati internazionali provenienti da decine di Paesi hanno scelto di voltare le spalle e abbandonare l'aula.

​La presenza del premier israeliano in una sede internazionale solleva profondi interrogativi di natura etica e giuridica. 
Sebbene gli sia stato concesso il diritto di intervenire, la reazione di gran parte dell'aula si è tradotta in fischi, contestazioni e un'abbandono di massa. Questo gesto ha rappresentato una presa di posizione carica di dignità e rispetto per l'istituzione rappresentata, in netto contrasto con la presenza di un leader accusato di crimini di guerra e violazioni del diritto internazionale.
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L'uscita dei delegati ha dimostrato che non tutta la comunità internazionale intende rimanere inerte o servile di fronte alle azioni dello Stato d'Israele. 
In un sistema di giustizia globale coerente, i leader responsabili di violazioni sistematiche dei diritti umani dovrebbero essere chiamati a rispondere dinanzi ai tribunali internazionali e sottoposti a mandati di arresto internazionali, anziché accedere alle tribune diplomatiche. 
La questione della responsabilità riguarda non soltanto i vertici politici ed esecutivi, ma anche i governi occidentali considerati stati complici per il sostegno o il silenzio mantenuto nel corso del conflitto.
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In questo contesto, la diplomazia italiana ha registrato un'assenza significativa. 
La premier Giorgia Meloni non era presente al momento del discorso, impegnata in altri appuntamenti istituzionali e mediatici tra cui la Milano Fashion Week e interviste televisive, confermando una linea di cautela che evita posizioni di aperta rottura. 
La contestazione diplomatica avvenuta al Palazzo di Vetro resta tuttavia uno dei pochi segnali di rigore morale all'interno dell'attuale panorama geopolitico.

Ovviamente in questi casi bisognerebbe arrestare questo criminale.
Spero lo capiscano e lo facciano una delle prossime volte, Purtroppo dobbiamo accontentarci questa volta di fischi e contestazioni 
Domani chissà....

Ergastolo e carcere duro per tutta la vita è il sogno.
Al momento accontentiamoci che almeno qualche briciola c'è tra tanti complici.

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© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

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