Crisi della Pesca e Caro Gasolio: La Marineria di Mola di Bari Inizia lo Sciopero Generale con i Pescherecci Fermi in Porto. Supporto del Sindaco Colonna e Incontro a Bari con l'Ammiraglio Vincenzo De Carolis
Gasolio schizzato a 1,30 €/l (+68%), demolizioni di pescherecci storici e ritardi nei ristori europei: i marinai molesi incrociano le braccia, sostenuti dal Comune, chiedendo interventi di emergenza al Governo e alla Regione.
Anche la marineria di Mola di Bari incrocia le braccia e si unisce con forza ed ampiezza allo stato di agitazione e alla mobilitazione generale indetta su scala nazionale per il comparto ittico.
Le banchine del porto molese si sono svegliate con le imbarcazioni completamente bloccate e le reti a terra, accompagnate dalla comparsa di emblematici striscioni di protesta stesi sul molo che riassumono con drammatica efficacia lo sconforto dei lavoratori del mare: "Mola di Bari Pescatori - Game Over", "Pescatori alle stalle, gasolio alle stelle" e "Aiutate la pesca - Mola di Bari".
Un grido d'allarme corale ed accorato che mette in luce l'estrema fragilità economica di uno dei pilastri storici, produttivi ed identitari più rilevanti dell'intera costa adriatica pugliese.
Le ragioni del collasso: aumento record del gasolio e vincoli UE
Al centro della dura protesta degli armatori e dei marinai molesi vi sono due fattori congiunturali divenuti ormai del tutto insostenibili:
- L'esplosione del prezzo del carburante: A causa delle persistenti tensioni geopolitiche internazionali, il gasolio per uso marina ha subito un aumento vertiginoso del +68% da febbraio, toccando la quota record di 1,30 euro al litro. A fronte di questi costi spaventosi, ogni singola uscita in mare genera perdite finanziarie nette rispetto ai ricavi del pescato venduto ai mercati.
- Normative rigide e demolizioni forzate: Alle difficoltà economiche si aggiungono le severe restrizioni imposte dai regolamenti dell'Unione Europea (tra limitazioni alle giornate di pesca e stringenti maglie per le reti). A testimoniare la gravità della situazione, nelle sole ultime due settimane due storici pescherecci della flotta molese sono stati avviati alla demolizione perché gli armatori non riuscivano più a sostenerne le spese operative. Molti altri pescatori versano in uno stato di stallo totale, impossibilitati persino a disarmare i pescherecci per via dei fortissimi ritardi nell'erogazione dei ristori europei legati al fermo pesca delle stagioni 2024-2025.
Il sostegno delle istituzioni locali e il ruolo del Sindaco Colonna
Pur considerando che da tempo immemore la marineria molese soffre di problematiche strutturali e irrisolte che gli enti locali da soli non riescono a sanare, in questo frangente storico sia la politica locale sia i lavoratori del mare remano compatti nella stessa direzione.
Il Primo Cittadino ha anticipato che il Comune si farà portavoce presso la Regione Puglia e il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) per sollecitare misure d'urgenza straordinarie, poiché la portata della crisi travalica le competenze e le risorse comunali.
Le rivendicazioni al Governo e l'incontro alla Direzione Marittima di Bari
I pescatori chiedono alle istituzioni centrali risposte immediate ed indilazionabili:
- Il ripristino o la proroga d'urgenza del credito d’imposta sul carburante per le imbarcazioni da pesca;
- Un piano straordinario di sostegni finanziari diretti per compensare le perdite accumulate;
- La sblocco immediato dei fondi europei arretrati relativi ai ristori del fermo pesca;
- Una revisione critica e flessibile delle direttive comunitarie per tutelare l'economia delle comunità costiere.
Nell'ambito delle azioni previste dallo stato di agitazione, una delegazione qualificata della marineria molese si è recata a Bari per un fondamentale tavolo istituzionale presso la sede dell'Autorità Marittima regionale.




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