Discarica Martucci a Mola di Bari: Conferenza-Dibattito Sabato 10 Ottobre 2026 a Palazzo Roberti con l'Associazione "Per Mola" e "Uniti per Mola"
Percolato nella falda acquifera, impatto sull'agricoltura locale e rischi per la salute umana: esperti a confronto per romani e molesi per non abbassare la guardia su quella che viene definita la "Terra dei Fuochi" pugliese.

di: Mancio
L'espressione "Martucci, la nostra Terra dei Fuochi" racchiude in poche parole la drammatica realtà e le preoccupazioni che da decenni gravano sul territorio di Mola di Bari e sui comuni limitrofi.
La vicenda della discarica Martucci si trascina da troppi anni in una sequenza infinita di battaglie, un caso triste e complesso che, nonostante le iniziative avviate nel tempo, continua a rimanere una questione irrisolta e di strettissima attualità.
La criticità principale riguarda un dato allarmante: la presunta dispersione di circa 40 milioni di litri di percolato finiti nella falda acquifera, con gravi ripercussioni sulla salute pubblica e sulle coltivazioni agricole locali.
Di fronte a questo scenario, la cittadinanza non può rimanere a guardare né cedere alla rassegnazione. Sebbene la partecipazione dei cittadini si sia progressivamente affievolita negli ultimi anni — principalmente per uno sfinimento fisiologico dovuto alla mancanza di soluzioni definitive — è fondamentale ritrovare la consapevolezza collettiva e ribadire alle autorità competenti che la comunità intende rimanere vigilante e attiva.
Rimanere inattivi significherebbe darla vinta a chi, accampando varie motivazioni, non ha ancora posto fine a questa annosa piaga ambientale.
Per riaccendere i riflettori sulla vicenda e promuovere un confronto aperto con la cittadinanza, l'Associazione Culturale "Per Mola", in collaborazione con il Movimento Civico "Uniti per Mola", ha organizzato una fondamentale conferenza-dibattito.
L'appuntamento si terrà Sabato 10 Ottobre 2026, a partire dalle ore 18:30, presso la storica cornice di Palazzo Roberti in Piazza XX Settembre a Mola di Bari.
Durante l'incontro, moderato dal giornalista e avvocato Donato Sciannameo, il pubblico potrà interagire direttamente ponendo domande e osservazioni a quattro relatori di spicco scientifico ed epidemiologico:
- Prof. Antonio Marfella: Oncologo del Policlinico Gemelli di Roma ed epidemiologo presso l'Istituto Tumori di Napoli. Forte di un'esperienza decennale nella lotta contro i tumori causati dalle discariche della "Terra dei fuochi" in Campania, illustrerà le analogie del contesto (2006-2026) e le strategie per contrastare efficacemente il "mostro Martucci".
- Dott. Renato Sammarco: Medico e Presidente dell'ISDE Foggia (Associazione Internazionale Medici per l'Ambiente). Analizzerà la relazione tra la salute delle persone e i rischi ambientali in prossimità dei siti inquinanti, confrontando le dinamiche storiche con quelle attuali.
- Prof. Giuseppe (Bepi) Ruggiero: Docente in Analisi, Pianificazione e Salvaguardia delle Risorse Territoriali presso il Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell'Università di Bari. Spiegherà in modo scientifico ma accessibile come il percolato agisca sulle acque di falda destinate all'irrigazione da pozzi e come le sostanze tossiche e cancerogene vengano assorbite dalle produzioni agricole che arrivano quotidianamente sulle nostre tavole.
- Dott. Vincenzo Fortunato: Dirigente medico della ASL Bari e specialista in Igiene e Medicina Preventiva. Approfondirà gli effetti patologici dei contaminanti presenti nel cibo, nell'aria e nell'acqua, chiarificando i meccanismi con cui provocano patologie molto gravi come il cancro.
La speranza è che ogni sforzo profuso attorno alla discarica Martucci contribuisca finalmente a risolvere l'emergenza in via definitiva.
Che si tratti dei tavoli tecnici, delle manifestazioni promosse dall'associazione "Chiudiamo la discarica Martucci", delle azioni istituzionali, dei lavori delle commissioni comunali e regionali o dei contributi dei vari comitati locali, l'importante è che la mobilitazione continui finché non si giungerà a una conclusione tutelante per il territorio e i suoi abitanti


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