Rifiuti organici, tutela ambientale e futuro del territorio rurale: cittadinanza a confronto sul progetto industriale prima delle decisioni della Città Metropolitana.

Il dibattito sull'installazione di un impianto di biometano nel territorio di Mola di Bari si fa sempre più acceso.
È del tutto comprensibile il clima di forte apprensione che si respira in città: la ferita aperta della discarica Martucci — un vero e proprio ecomostro che purtroppo non rappresenta affatto una vicenda risolta — porta la comunità molese a guardare con giustificata diffidenza e rifiuto qualsiasi nuova ipotesi di installazione impattante sul proprio suolo.
Tuttavia, di fronte alle scelte che segnano il destino di una comunità, la conoscenza approfondita deve sempre precedere ogni giudizio.
È doveroso interrogarsi in maniera seria e rigorosa su cosa stia succedendo a Mola di Bari in merito alla questione del biometano, facendosi un'idea precisa ed essere così pienamente consapevoli prima di esprimere una posizione pubblica.
In quest'ottica, il principio guidatore resta chiaro: "cittadino informato, mezzo salvato".
L'appuntamento imminente per approfondire i dettagli della vicenda è l'incontro pubblico sul biometano in programma domenica 18 ottobre 2026, alle ore 10:30, presso Palazzo Roberti a Mola di Bari.
Un progetto industriale in zona agricola: i dettagli
L'iniziativa nasce dalla sinergia tra le principali realtà associative e civiche del territorio: Le Antiche Ville, Comitato Residenti Mola di Bari, Legambiente, Ospiti a Mola e Retake.
Le associazioni hanno promosso questo incontro informativo per analizzare insieme ai cittadini la proposta avanzata da una società privata.
Il piano prevede la realizzazione, in zona agricola (in località Scannacinque, a breve distanza dal centro abitato molese), di un grande stabilimento industriale destinato al trattamento dei rifiuti. L'impianto dovrebbe processare ben 60.000 tonnellate/anno di rifiuti organici e scarti alimentari, con l'obiettivo di convertirli in biometano.
L'evento di Palazzo Roberti rappresenta un'occasione imperdibile per valutare serenamente se questa struttura costituisca un'opportunità di sviluppo sostenibile o, al contrario, un grave rischio per la salute dei residenti, la vivibilità e l'ambiente circostante.
L'intento primario è avviare un aperto e democratico confronto sulle implicazioni economiche, territoriali e sulla qualità della vita della comunità locale.
La scadenza istituzionale: la Conferenza di Servizi
La questione ha già varcato le soglie delle istituzioni: la Città Metropolitana di Bari ha infatti già avviato la Conferenza di Servizi per la valutazione del progetto.
L'iter autorizzativo potrebbe arrivare a una svolta definitiva in tempi molto brevi, dato che la prossima e cruciale riunione decisiva è convocata per il 17 novembre 2026.
Proprio per questo motivo è fondamentale che la popolazione sia pienamente ed edotta prima di tale data.
Gli organizzatori intendono mostrare chiaramente i rischi concreti che l'impianto possa essere autorizzato e costruito privo delle necessarie garanzie di sicurezza e tutela ambientale.
I relatori e il programma dell'incontro
L'incontro vedrà gli interventi tecnici e analitici dei rappresentanti delle varie associazioni promotrici:
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Mariangela Maggi (Legambiente): analisi generale degli impianti di biometano e disamina tecnica del progetto.
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Ronnie Berlen (Legambiente): ricostruzione della storia del progetto e focalizzazione sulle principali criticità ambientali.
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Enzo Pietanza (Retake): analisi dell'impatto e della sostenibilità economica dell'impianto.
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Gina Aloisio (Ospiti a Mola): valutazione delle ricadute negative sul settore turistico e sulle attività ricettive molesi.
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Maurizio Costantini (Le Antiche Ville): approfondimento sulle conseguenze per la zona rurale e l'agro molese.
L'evento sarà introdotto e moderato da Nicola Bellantuono (Comitato Residenti Mola di Bari).
A valle delle relazioni principali, l'incontro darà ampio spazio al dibattito con le domande e gli interventi del pubblico.
È essenziale che i cittadini partecipino numerosi per far sentire la propria voce attiva in un passaggio decisivo per il futuro del territorio.
💭 #Manciopensiero conclusivo
Non si può decidere del futuro di una comunità senza coinvolgere chi in quella terra ci vive ogni giorno. Mola di Bari ha già pagato un prezzo troppo alto con le ferite mai rimarginate della discarica Martucci; di fronte all'ipotesi di un nuovo impianto industriale da 60.000 tonnellate di rifiuti a due passi dalle case e nei nostri campi, la risposta non può essere la rassegnazione né lo scontro cieco.
La risposta deve essere la presenza, la competenza e l'informazione.
Domenica a Palazzo Roberti c'è l'occasione per capire e per contare: il territorio si difende prima di tutto con la consapevolezza.
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