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"The Town Does Not Exist": Il Nuovo Album del Contrabbassista e Compositore Mario Iannuzziello Registrato a New York per la AlfaMusic

Tra tradizione jazzistica, influenze cinematografiche e la poetica di Anne Sexton: un viaggio musicale in trio registrato al Bunker Studio di New York con Addison Frei e Diego Joaquin Ramirez.

Mario Iannuzziello The Town Does Not Exist AlfaMusic contrabbasso jazz New York Addison Frei Diego Ramirez.

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di: Mancio  

Arriva una splendida ed importante notizia dal panorama musicale contemporaneo che riempie di orgoglio il territorio pugliese e la comunità locale. 
È disponibile su tutte le piattaforme digitali di streaming da venerdì 23 ottobre 2026 il nuovo ed attesissimo album del contrabbassista, bassista, compositore ed arrangiatore molese Mario Iannuzziello, dal titolo "The Town Does Not Exist", pubblicato dall'etichetta AlfaMusic. 
Il progetto discografico, dal quale è stato estratto l'omonimo singolo attualmente in rotazione radiofonica, vedrà inoltre la pubblicazione nei formati fisici in CD e vinile il prossimo 6 novembre 2026 (distribuzione AlfaMusic / Egea Distribution).

L'album si presenta come un'opera lirica, colta e poliedrica, capace di coniugare il rigore della grande tradizione del jazz con le soluzioni ritmiche ed armoniche del modern-mainstream, creando un ponte ideale tra il patrimonio musicale passato ed una sensibilità stilistica del tutto contemporanea.

L'ispirazione poetica: Anne Sexton e l'oceano capovolto

A dare il titolo ed aprire il disco è la title-track “The Town Does Not Exist”, un brano originale profondamente intessuto della poetica della celebre poetessa statunitense Anne Sexton. 
La composizione indaga il senso di vuoto e l'incompletezza esistenziale dell'uomo contemporaneo attraverso una rarefazione sonora intima, liquida ed evocativa.
Più che da una parafrasi letterale delle liriche della Sexton, la suggestione compositiva di Iannuzziello scaturisce da una potente immagine visiva generata dai versi di "The Starry Night": la percezione del cielo trasfigurato, inteso non come semplice volta celeste, ma come un immenso ed insondabile oceano capovolto. 
Come sottolineato nel commento critico della studiosa Luigia Cavone, la musica dell'album si trasforma in un invito poetico alla pausa, alla contemplazione e alla ricerca del silenzio che precede il suono. 
Tra figurazioni musicali che richiamano chiasmi ed anafore, il contrabbasso di Iannuzziello scava nelle frequenze gravi rendendo sonora la tensione emotiva prima di giungere a finali appaganti e rassicuranti, ancorati con creatività al rispetto della storia.

Il sogno newyorchese: l'incisione al Bunker Studio

La genesi di "The Town Does Not Exist" realizza un desiderio che il musicista coltivava da diversi anni: incidere un intero lavoro a New York, immergendosi nel cuore pulsante del jazz mondiale insieme ad artisti che animano quotidianamente la scena americana.

Il disco è stato registrato nello storico Bunker Studio di New York sotto la sapiente produzione artistica di John Davis. 
Per l'occasione, Mario Iannuzziello ha guidato una formazione in trio di livello internazionale:
  • Mario Iannuzziello: contrabbasso;

  • Addison Frei: pianoforte;

  • Diego Joaquin Ramirez: batteria.

Il lavoro in trio ha privilegiato l'ascolto reciproco, la spontaneità dell'interplay e la ricerca di una narrazione viva, dove le composizioni autografe si integrano perfettamente con il riarrangiamento di intramontabili standard jazzistici.

Tracklist e struttura dell'album

L'opera si compone di otto brani distinti arricchiti da due alternate take, per un totale di dieci tracce che delineano un percorso d'ascolto eterogeneo e compatto:

  1. The town does not exist (Brano originale)

  2. I thought about you (Standard)

  3. Little church

  4. Blues on my mind (Brano originale)

  5. I fall in love too easily (Standard)

  6. The Dobler-Dahmer theory (Brano originale)

  7. My old flame (Standard)

  8. I fall in love too easily (Alternate Take)

  9. Blues on my mind (Alternate Take)

  10. Hindsight

Nel corso del 2026, l'uscita dell'album era stata anticipata dalla pubblicazione dei singoli "The Dobler-Dahmer Theory", "Little Church" e "I Thought About You". 
In particolare, "The Dobler-Dahmer Theory" evidenzia la capacità dell'artista di far interagire il jazz con la cultura di massa, ispirandosi a un celebre episodio della serie tv How I Met Your Mother per trasformare una riflessione sui pregiudizi relazionali in un racconto sonoro in bilico tra scrittura ed improvvisazione.

Il profilo dell'artista: dalla formazione d'eccellenza al linguaggio visivo

Il percorso di Mario Iannuzziello affonda le radici in una solida preparazione accademica: dai primi studi al Pentagramma di Bari fino al diploma al Conservatorio di Matera, perfezionandosi poi alla Siena Jazz University (dove ha conseguito il II livello nel 2022 con maestri del calibro di Jeff Ballard, Joe Sanders e Ralph Alessi) ed al Conservatorio "N. Piccinni" di Bari, diplomandosi in Composizione Jazz sotto la guida di Vito Andrea Morra con la tesi sperimentale Variations.

La sua cifra stilistica nasce dall'esigenza di fondere l'esecuzione strumentale (che spazia dal contrabbasso al basso elettrico, fino al bass synth ed al pianoforte) con narrazioni mutuate dal cinema, dalla pittura e dalla letteratura. Tra i passaggi fondamentali della sua carriera discografica si ricordano:

  • L'album d'esordio End of May (Workin' Label) e la collaborazione con Attilio Sepe e Maurizio Giammarco in Heritage Normand (Wow Records);

  • Le colonne sonore per i cortometraggi Myosis e Hotel Roma;

  • Il singolo The Fool (riscrittura per trio e quartetto d'archi da un brano di Aaron Parks, confrontato direttamente con il compositore statunitense);

  • Il singolo Ruhe, ispirato a un'incisione dell'artista Max Klinger e basato sulla scrittura contrappuntistica classica.

Attualmente, Iannuzziello affianca la ricerca e l'attività concertistica internazionale alla docenza presso l'Area 7 di Bari e l'Accademia Brillar, confermandosi come una delle voci più originali, dinamiche e narrative della nuova generazione del jazz europeo.

💭 #Manciopensiero conclusivo

Quando la musica e il talento dei nostri concittadini riescono a travalicare i confini nazionali fino a conquistare gli studi di registrazione di New York, non possiamo che rallegrarci ed applaudire. 
Il nuovo album di Mario Iannuzziello, "The Town Does Not Exist", dimostra come il jazz moderno possa essere colto, profondo e rigoroso senza mai perdere il contatto con la poesia, la letteratura e la cultura contemporanea. 
Avere musicisti capaci di dialogare con la tradizione americana portando con sé la sensibilità e la formazione maturata nelle nostre scuole e nei nostri conservatori è un motivo di grande orgoglio per tutta la comunità. 

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