Fiammate in Medio Oriente: Attacco ad Hebron e Maxi Blocco dell'IDF in Cisgiordania, Esplosioni a Riad e Rimpatrio delle Cinque Attiviste Italiane
Netanyahu ordina l'isolamento dell'area di Hebron dopo un attentato a due soldati e minaccia un'operazione senza precedenti dal 1967. La Giordania colpita da un attacco armato contro una chiesa, mentre in Arabia Saudita scattano gli allarmi per i blitz Houthi.

di: Mancio
Il quadro geopolitico e di sicurezza in Medio Oriente torna a surriscaldarsi drammaticamente su molteplici fronti, in una spirale di violenza e tensione che desta fortissima preoccupazione a livello internazionale. Tra blitz militari in Cisgiordania, attacchi con droni o missili nella Penisola Arabica, il ritorno dello spettro del terrorismo fondamentale e delicate dinamiche diplomatiche ed elettorali, la regione vive ore di altissima volatilità.
L'attentato ad Hebron e l'annuncio della maxi-operazione israeliana
Ad inasprire il clima politico interno contribuiscono le dichiarazioni del Ministro delle Finanze d'ultradestra Bezalel Smotrich, che ha evocato aperta la necessità di applicare una "campagna militare in stile Gaza" orientata ad erodere fino allo smantellamento le strutture dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP).
Ondata di arresti e la denuncia della Palestinian Prisoners' Society
Mentre i mezzi corazzati dell'IDF recintano Hebron e diverse località limitrofe, le forze di sicurezza israeliane hanno condotto un'estesa retata notturna tra venerdì e sabato.
Secondo quanto reso noto dalla Palestinian Prisoners' Society (PPS) — la Ong che monitora le condizioni dei detenuti nei territori —, sono stati effettuati circa 70 arresti diretti in svariati governatorati della Cisgiordania, nel quadro di un piano di interrogatori e perquisizioni che sta coinvolgendo centinaia di cittadini palestinesi (alcuni dei quali successivamente rilasciati).
Le organizzazioni internazionali e la comunità civile denunciano l'escalation di sofferenza a danno della popolazione locale, sottolineando come le prolungate operazioni di forza e il blocco delle attività economiche rischino di far precipitare la crisi umanitaria ed i diritti umani al di fuori dei riflettori mediatici globali.
Rientrate in Italia le 5 attiviste trattenerne in Cisgiordania
In questo contesto d'emergenza si è felicemente conclusa la vicenda che ha visto coinvolte cinque attiviste italiane fermate in Cisgiordania dalle autorità di sicurezza israeliane durante le recenti operazioni di pattugliamento.
La Farnesina ha confermato ufficialmente che il rimpatrio delle connazionali si è svolto con successo. Prima dell'imbarco, i funzionari dell'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv hanno potuto effettuare una formale visita consolare presso la struttura aeroportuale: le cittadine italiane sono apparse in buone condizioni fisiche ed è stato loro consentito l'uso dei telefoni cellulari per mettersi in contatto con i rispettivi legali ed i familiari.
Tensione a Riad per gli attacchi Houthi e terrore in Giordania
Le scosse della crisi mediorientale si estendono oltre la Palestina:
- Arabia Saudita: Nelle prime ore del mattino due forti esplosioni sono state avvertite a Riad, la capitale saudita. La Protezione Civile del Regno ha attivato il sistema di allerta precoce per avvisare la popolazione del rischio di incursioni aeree legate agli attacchi condotti dai ribelli Houthi dello Yemen. Gli stessi Houthi hanno tuttavia smentito categoricamente l'accusa di aver tentato attacchi diretti verso i luoghi santi di La Mecca e Medina.
- Giordania: Lo spettro del terrorismo torna ad insanguinare il paese confinante, dove un commendoche si richiama alla matrice jihadista dell'Isis ha compiuto un sanguinoso attacco armato contro una chiesa a Amman durante la celebrazione di un funerale, causando sei morti e diversi feriti tra i presenti.


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