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L’ANPI di Mola di Bari e il Comitato Provinciale presentano istanza formale al Sindaco e al Consiglio: revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.



Un atto di coerenza istituzionale per allineare i simboli del Comune ai valori della Costituzione e della Resistenza, in vista dell'80° anniversario della Repubblica.


diMancio

MOLA DI BARI – Una richiesta formale, carica di significato storico e civile, è stata ufficialmente depositata presso gli uffici del Comune di Mola di Bari. La sezione locale dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), sostenuta dal Comitato Provinciale di Bari, ha chiesto al Sindaco, alla Giunta e all’intero Consiglio Comunale la revoca della cittadinanza onoraria che fu conferita a Benito Mussolini il 22 maggio 1924.

#Manciopensiero:

​La questione di Benito Mussolini cittadino onorario è una ferita aperta in molti comuni italiani, un retaggio del fascismo che è stato elaborato in modi diversi, ma spesso insufficienti, nel corso dei decenni.

​È inconcepibile che oggi esistano ancora persone ottenebrate dalla nostalgia per quel regime e, cosa ancor più grave, che lo Stato non intervenga con fermezza per impedire a tali gruppi illegali di associarsi e manifestare. 
Per chiunque possieda integrità morale e senso civico, l'antifascismo è l'unica posizione possibile.
In questo quadro, mantenere la cittadinanza onoraria a un personaggio simile è un atto ignobile. 
È inaccettabile per i residenti e per la dignità delle istituzioni stesse. 
Che sia per pigrizia burocratica o perché il tema viene sminuito come "poco importante", questa inerzia non è più tollerabile. 
In città come Mola di Bari, la revoca deve essere immediata: è una questione di rispetto verso i cittadini e un atto necessario per evitare di proiettare un'immagine degradante dell'Italia di fronte al resto del mondo.

​Perché la revoca è così lenta?

​Nonostante l'indignazione sia diffusa, il percorso per cancellare queste onorificenze incontra spesso ostacoli di natura diversa:

  • Il nodo giuridico della "personalità": Molti uffici legali comunali sostengono (spesso erroneamente o per eccesso di cautela) che la cittadinanza onoraria decada automaticamente con la morte del titolare. Pertanto, ritengono "inutile" un atto formale di revoca su un soggetto defunto.
  • La natura dei regolamenti comunali: Molti regolamenti storici non prevedevano clausole di revoca per indegnità. Oggi, diversi comuni devono prima modificare il proprio regolamento generale per poter procedere alla cancellazione del nome di Mussolini.
  • Il dibattito sulla "Memoria Storica": Alcune amministrazioni (o partiti politici) sostengono che l'onorificenza sia un reperto storico da non toccare per "non cancellare il passato". Questa visione è fortemente contestata da chi, come me, ritiene che la cittadinanza non sia un dato d'archivio, ma un riconoscimento morale attivo che la comunità continua a conferire ogni giorno finché non lo revoca.

​Il caso di Mola di Bari e altri esempi

​Negli ultimi anni, la spinta dal basso è aumentata:

  • Mola di Bari: La discussione è arrivata più volte in Consiglio Comunale. Il problema sollevato è spesso di natura procedurale, ma è evidente che la volontà politica gioca il ruolo decisivo nel trasformare una mozione in una delibera effettiva.
  • Esempi di successo: Città come Bergamo, Torino e Firenze hanno già provveduto alla revoca formale, dimostrando che, quando c'è la volontà delle istituzioni, i tecnicismi burocratici possono essere superati per riaffermare i valori democratici.

​È una battaglia di civiltà: l'onorificenza è un simbolo di appartenenza e condivisione di valori; mantenerla a chi ha cancellato la democrazia è, per definizione, un controsenso istituzionale.

​Tornando all'Istanza dell'ANPI 
La necessità di una coerenza simbolica

​L'istanza nasce dalla profonda necessità di sanare una contraddizione storica: la persistenza di un riconoscimento onorifico a chi incarnò la negazione delle libertà democratiche, in palese contrasto con i valori antifascisti che sono la linfa vitale della Costituzione Italiana.

​Negli ultimi anni, l’amministrazione di Mola di Bari si è distinta per un percorso virtuoso volto alla promozione della memoria e dei diritti. Tra le tappe più significative citate dall'ANPI figurano:

  • ​L'adesione costante al "Treno della Memoria", che permette alle nuove generazioni di visitare i campi di sterminio della Shoah.
  • ​L'organizzazione della "Settimana dei Diritti", incentrata sulla tutela dell'infanzia e dell'adolescenza.
  • ​L'approvazione di numerosi atti istituzionali a sostegno della pace e della dignità umana nello scacchiere internazionale.

​Queste azioni testimoniano una sensibilità democratica consolidata che, secondo l'Associazione, richiede ora un passo definitivo sul piano simbolico per eliminare ogni residuo di ambiguità.

Dalla Resistenza alla Repubblica

​La proposta giunge in un momento di forte carica simbolica, con l’avvicinarsi delle celebrazioni del 25 Aprile e, soprattutto, dell'80° anniversario della nascita della Repubblica (1946-2026)

Poiché lo Stato italiano è sorto proprio dalle ceneri del fascismo e dal sacrificio della Resistenza, l'ANPI sottolinea che democrazia, uguaglianza e libertà non possono essere considerate concetti astratti, ma pilastri conquistati a caro prezzo che devono riflettersi in ogni atto pubblico.

Verità storica, non cancellazione

​L'ANPI chiarisce un punto fondamentale: non si tratta di un tentativo di cancellare il passato o "censurare" la storia. 
Al contrario, l'obiettivo è interpretare la storia con la consapevolezza dei principi repubblicani odierni. Revocare il titolo a Mussolini è descritto come un "atto di verità" e un segno di profondo rispetto verso tutte le vittime del regime, comprese le figure locali che hanno lottato e sofferto per la libertà della terra pugliese.

Un appello alla cittadinanza

​L'iniziativa non vuole restare confinata nelle stanze del palazzo comunale. 
È stato lanciato un appello corale a:
  • ​Tutti i cittadini antifascisti.
  • ​Le associazioni democratiche e i movimenti civici.
  • ​Le forze politiche che si riconoscono nella Costituzione.

​L'invito è quello di sostenere pubblicamente la proposta, affinché il Consiglio Comunale possa assumere una decisione che sia il più possibile condivisa e trasparente. 

Difendere la memoria, conclude la nota dell'ANPI, non è un esercizio rivolto esclusivamente al passato, ma un dovere civile per proteggere il futuro della democrazia.

Il quadro regionale

​La richiesta di Mola di Bari si inserisce in un solco già tracciato da altri comuni pugliesi e nazionali. 
In Puglia, diverse amministrazioni hanno già provveduto a revocare simili onorificenze concesse durante il ventennio (spesso sotto pressione delle prefetture dell'epoca), ribadendo che la cittadinanza onoraria deve rappresentare i massimi valori morali e civili della comunità odierna. 

Il testo integrale della proposta rimane ora al vaglio delle commissioni competenti in attesa del dibattito in aula. 
Ed è qui sotto allegato:👇🏻




 

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