Jannik completa la "Tripletta dei Mille", conquista il primo grande titolo sulla terra battuta e scavalca lo spagnolo nel ranking ATP dopo una finale epica e corretta.
di: Mancio
Non è solo tennis, è il manifestarsi di un fenomeno senza precedenti nello sport italiano.
Sulla terra rossa del Principato,
Jannik Sinner ha scritto una pagina di storia che profuma di leggenda: sconfiggendo
Carlos Alcaraz con il punteggio di
7-6(5), 6-3, l’altoatesino non ha solo sollevato il trofeo del Masters 1000 di
Montecarlo, ma si è ripreso con forza lo scettro di
numero uno del mondo, tornando in cima al ranking
ATP dopo aver ceduto la posizione lo scorso settembre a New York.
Una cronaca di vento e di gloria
La finale è stata una battaglia di nervi e tecnica durata due ore e quindici minuti, resa ancora più complessa da un vento incessante che ha spesso tradito i colpi dei due campioni.
Alcaraz parte con le marce alte, strappando subito il servizio a Jannik e portandosi sul 2-0.
Ma questo Sinner ha una tenuta mentale d'acciaio: recupera immediatamente il break e trascina la frazione al
tie-break.
In un equilibrio sottilissimo, è un doppio fallo dello spagnolo a consegnare il set all'azzurro per 7 punti a 5.
Nel secondo parziale la sceneggiatura sembra ripetersi.
Alcaraz scappa di nuovo sul 3-1, sfiorando il colpo del ko per il potenziale 4-2.
È qui che avviene il miracolo agonistico: Sinner alza il livello in modo mostruoso, infilando una striscia di cinque game consecutivi e due break chirurgici.
Gli ultimi scambi sono un saggio di potenza e precisione che lasciano Alcaraz senza risposte.
Il 6-3 finale sancisce l'ottavo titolo Masters 1000 della sua carriera (il 27° totale) e, soprattutto, il primo grande sigillo sulla terra battuta.
L’impresa storica: come Djokovic
Con questo successo, Sinner realizza un’impresa che prima d’ora era riuscita solo a
Novak Djokovic: vincere tre Masters 1000 consecutivi (
Indian Wells,
Miami e Montecarlo) su due superfici diverse.
Un dominio totale che certifica la sua capacità di adattamento e una crescita tecnica che non conosce confini.
Oltre il risultato: il rispetto tra leggende
Ciò che rende questa giornata indimenticabile, tuttavia, non è solo il tabellone luminoso.
È l’abbraccio a rete tra due ragazzi poco più che ventenni che stanno riscrivendo l'estetica di questo sport.
Nonostante le "sante ragioni" date in campo, il dialogo finale è da brividi.
"Cemento, erba, terra battuta.
Mi hai battuto dappertutto.
Mi prenderò la rivincita la prossima volta! Great Job!" Così Carlos ha reso onore al vincitore, confermando le parole di Elena Pero in telecronaca: "Sono i più grandi anche in questo".
Una gratitudine reciproca che spinge entrambi a superare i propri limiti, regalando al mondo una rivalità fatta di bellezza, grandezza e, soprattutto, rispetto.
Le parole del Re
Visibilmente commosso durante la premiazione alla presenza del Principe Alberto e della Principessa Charlène, Jannik ha voluto sottolineare l'importanza del percorso rispetto alla classifica:
"Tornare numero uno è importante, ma la classifica è secondaria: io voglio vincere trofei e sono felice di averlo fatto finalmente sulla terra", ha dichiarato Jannik, aggiungendo poi un pensiero per il pubblico italiano (il torneo è sembrato a tutti gli effetti un "Open d'Italia" trasferito nel Principato) e per il suo team: "Grazie per spingermi sempre al limite. Grazie alla mia famiglia, continuiamo a insistere".
Jannik Sinner torna sul tetto del mondo.
E lo fa con la classe di chi sa che questo è solo un altro capitolo di una storia ancora lunghissima.
Viva Jannik, ma onore a Carlos: il tennis non è mai stato così splendente.
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