Mola di Bari, 12 aprile: Gli allievi del “Rota” protagonisti a San Domenico per la rassegna OrgaNova di Arte & Musica.
Un viaggio spirituale tra i segreti dell’Orgelbüchlein di Bach: i giovani talenti del Conservatorio di Monopoli guidano il pubblico in un itinerario tra Passione e Resurrezione.
di: Mancio
MOLA DI BARI – Il fascino intramontabile della musica di Johann Sebastian Bach incontra il talento delle nuove generazioni di organisti.
Domenica 12 aprile 2026, alle ore 20:00, la Chiesa di San Domenico a Mola di Bari aprirà le sue porte per il quarto appuntamento di “OrgaNova”, la rassegna organistica internazionale di Santa Maria del Passo.
Il programma: Il "Piccolo Libro" di un gigante
Il concerto, intitolato “Vespri d’organo a San Domenico”, si focalizza su uno dei pilastri della letteratura barocca: l’Orgelbüchlein (Piccolo libro d’organo) di Bach. Composta a Weimar tra il 1713 e il 1716, l'opera non è una semplice raccolta di esercizi, ma un vero e proprio trattato di teologia in musica.
Il programma si snoderà attraverso i tempi forti dell’anno liturgico:
- Quaresima e Passione: Caratterizzati da cromatismi discendenti e armonie sospese che descrivono il dolore del sacrificio.
- Pasqua: Dove la scrittura bachiana si trasforma in ritmi luminosi e slanci ascendenti, celebrando la speranza della Resurrezione.
Oltre l’ascolto: La guida al linguaggio simbolico
L'aspetto peculiare della serata sarà l'alternanza tra musica e brevi interventi di guida all'ascolto. L'obiettivo è rendere accessibile a tutti la complessa retorica barocca: il pubblico sarà accompagnato nella decodifica dei simboli musicali e del cantus firmus (la melodia principale del corale), permettendo anche ai non addetti ai lavori di comprendere come Bach riuscisse a "dipingere" il mistero sacro attraverso registri e articolazioni sonore.
La cornice e l'organizzazione
INFO UTILI
Dove: Chiesa di San Domenico, Mola di Bari (BA).
Quando: Domenica 12 aprile 2026, ore 20:00.
Ingresso: Libero fino a esaurimento posti.
Contatti: 340.376.15.50.
Un’occasione imperdibile per riscoprire il valore dell'organo a canne non solo come strumento liturgico, ma come straordinaria macchina comunicativa capace di unire rigore architettonico e intensa emozione umana.


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